Tra qualche giorno apriranno finalmente gli impianti sciistici e, parallelamente iniziamo a pensare alle vacanze invernali…

Il quesito che maggiormente si pongono i genitori in questo periodo dell’anno è: “montagna si o montagna no con i piccolini?”…

Da mamme super sportive quali siamo non abbiamo avuto dubbi circa la fatidica questione. Consigliate da pediatri e assolutamente coadiuvate da compagni amanti dello sci, abbiamo infatti portato fin da piccolissimi i bambini sulla neve.

Di sicuro non si tratta della vacanza più rilassante che esista quando per muoverti due ore devi:

  • bardare il cucciolo,
  • coprire il passeggino,
  • portarti pappe e giochini
  • caricarti in spalla sci e racchette qualora tu decidessi di sciare almeno un pochino…

Si tratta però, a nostro parere, di uno dei sacrifici migliori che si possano fare perché, a prescindere dagli incredibili benefici che la montagna offre al bimbo, la vacanza sulla neve è un’esperienza senza dubbio ottima per la crescita e il benessere anche dei più piccoli.

Mentre il figlio di Barbara ormai è un adolescente autonomo e spericolato, finalmente quest’anno Elena Vittoria compirà i tanto attesi tre anni…quelli che tutti dicono essere il minimo sindacabile per mettere i piccoli sugli sci magari solo per camminare e affrontare le prime scivolate… e il papà se la immagina già sfrecciare accanto a sé sulle piste col suo caschetto colorato e il baricentro basso…

Dopo i primi tre anni in cui sciare due ore era un privilegio quest’anno iniziamo a vedere uno spiraglio di luce ma mentre lui va decisamente oltre, io cerco di essere più concreta e mi auguro di non farle percepire tutta questa ansia e voglia che abbiamo, di renderla un piccolo prodigio degli sport invernali.

Quando iniziare a sciare?

Gli esperti però consigliano sempre di effettuare una valutazione oggettiva della psicomotricità del bambino e valutare se attendere ancora un altro anno, o iniziare con qualche ora di lezione con il maestro. Quello che viene assolutamente raccomandato è di non far percepire al piccolo alcun obbligo da parte dei genitori. I bambini possono iniziare a sciare in quanto coniugano facilmente l’attività ludica (gioco) con le iniziali capacità motorie (abilità). Per lo snowboard si ritiene invece che l’età migliore per iniziare siano gli 8 anni.

Con il pretesto del gioco l’apprendimento è molto facile. A questa età infatti, in cui incominciano a manifestarsi le attitudini al coordinamento motorio, la motricità spontanea del bambino può essere più facilmente tradotta in movimenti precisi che costituiscono la base della tecnica dello sci.

L’apprendimento di questi movimenti avviene però quasi esclusivamente per imitazione (esempio del maestro) e l’aspetto tecnico (esempio coordinazione dei movimenti) è secondario: quindi ai bambini bisogna insegnare facendo vedere, dimostrando ed evitando concetti astratti.
Con il passare degli anni, verso gli 8, ma soprattutto dopo i 10, quando il bambino è in grado di comprendere concetti astratti, vengono introdotti elementi tecnici nell’insegnamento dello sci che lo rendono ancora più completo e divertente, trasformandolo in una vera attività sportiva.

Perché sciare da bambini?


Perché è bello: è gioco e divertimento lo sci è riconosciuto una importante attività ludica per il bambino, al pari degli altri giochi che il bambino effettua durante tutta la settimana quindi lo sci non è solo uno sport ma come un gioco divertente e visto che è soprattutto un gioco, il bambino può iniziare a praticare lo sci quando è ancora piccolo. Anzi, è molto più facile apprendere la tecnica dello sci come un gioco che come un insieme di elementi tecnici. In poche parole è più facile imparare a sciare da bambino (gioco) che da adulto (sport).

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Con chi imparare a sciare?


Con i maestri di sci: è più corretto, più educativo, più stimolante e si impara prima. Nei bambini più piccoli, opinione personale ma suffragata da molti amici maestri, è meglio imparare “in gruppo”. Se possibile piuttosto cercare di garantire un minimo di continuità nel tempo e un mantenimento degli stessi compagni nel gruppo: si favorisce così un adeguato apprendimento con soddisfazione del bambino e un consolidamento dei rapporti tra i bambini.

Quanto tempo sciare?


Più i bambini sono piccoli e più facilmente si stancano: non sopportano lo sforzo prolungato e seguono meno le indicazioni del maestro.
Quindi non farli mai sciare a digiuno ed ogni tanto effettuare una pausa (ogni ora/ora e mezza) per “ricaricare” le forze e l’attenzione del bambino (magari con qualche caramella, con una cioccolata calda, o con una fetta di strudel che si scioglie in bocca).

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Ci sono accorgimenti particolari da utilizzare ?


Visto che all’inizio deve essere soprattutto un gioco, l’attrezzatura deve essere semplice e leggera: il bambino deve potersi muovere con facilità e agilità, sentendosi a suo agio: sci corti (che “girano” prima), scarponi non alti (che non fanno male…e il dolore da scarpone stretto è tremendo anche a 25 anni), guanti caldi e ovviamente casco.

D’altra parte l’industria offre materiali adatti, di ottimo livello adatti in grado di rispondere a queste caratteristiche e, nel caso di Decathlon con un ottimo rapporto qualità prezzo (con i bambini se si arriva ad usare qualcosa più di due stagioni è una festa grande, quindi se si riesce a risparmiare un po’ di sicuro non è affatto male).

E dal canto mio, vorrei riuscire a fare divertire Elena Vittoria, a farle amare questo sport facendole apprezzare i campi scuola con gli altri bambini e il panorama mozzafiato, il silenzio che stordisce e l’adrenalina di una discesa a sua misura.

Lo scorso anno, con i suoi piccoli sci giocattolo andava come un treno, ma chissà se anche quest’anno avrà la stessa voglia e lo stesso spirito…

Se si divertirà come speriamo,  sarà più semplice apprendere la tecnica dello sci sia come un gioco che come un insieme di elementi tecnici e regole da rispettare.

Se la piccola si divertirà non vorrà più smettere, se invece non si troverà a suo agio dovremo essere bravi: non insistere e rimandare.

Dovremmo fare quello che forse è uno degli aspetti più difficili del mestiere del genitore: moderare le nostre aspettative, non proiettare su di lei le nostre aspirazioni e, soprattutto, rispettare i suoi tempi e magari passare più tempo a fare pupazzi di neve e a giocare con lo slittino coi pantaloni bagnati fradici…

Nicole e Barbara