Metti una sera a cena, in un noto ristorante di Milano, in un giorno infrasettimanale. Fin qui niente di strano o particolare.

Ma particolare è stato il motivo del ritrovo: Chizzocute è stata invitata a cena da Tedeschi, nota azienda veneta di viticultori che produce la Valpolicella, per l’anteprima della presentazione del restyling delle nuove etichette. Una grafica accattivante, un’estetica raffinata e densa di significati, raccontano e celebrano per immagini la storia di una famiglia, le peculiarità dei diversi terroirs in grado di dar vita a vini ben equilibrati e strutturati e il patrimonio culturale della Valpolicella.

Storia di terra e di famiglia e a rappresentarla era con noi a cena Sabrina, una delle figlie di Renzo, il padre innovatore che ancora oggi insieme ai figli segue l’azienda di famiglia. Ci ha così raccontato storie e aneddoti dove amore per la tradizione, cura del dettaglio e fierezza per quello che si produce si intersecano. Questi valori si traducono in uno stile, lo stile Tedeschi, fedele al territorio e ai vitigni autoctoni e capace di interpretare al meglio ogni singola vendemmia in modo che anche l’andamento della stagione diventi parte integrante del vino. Uno stile nato nei primi anni ’60, quando Lorenzo Tedeschi ebbe la felice intuizione di vinificare separatamente le uve del vigneto Monte Olmi dando origine a uno dei primissimi cru della Valpolicella ed a un vino che è diventato il porta bandiera dell’azienda.vini i tedeschi valpolicella fratelli

Iniziamo con l’antipasto e a innaffiare le cruditè una Valpolicella classica: un modo per introdurci nel percorso della produzione di questa azienda con un classico per poi passare a un’altra Valpolicella, questa volta una Valpolicella DOC Classico Superiore La Fabriseria, vino prodotto da un singolo vigneto. Il marchio “La Fabriseria” è l’omaggio al nonno Riccardo, appartenente alla Fabbriceria, il consiglio della Chiesa Cattolica, costituito per coordinare la costruzione di una nuova chiesa nel paese. Esso era solito terminare i propri incontri con l’assaggio dei migliori vini prodotti dai fabbriceri. Ora, quel gesto a suggellamento di patti, è diventato nome e simbolo (la croce) di due importanti vini Tedeschi: l’Amarone DOC Classico e il Valpolicella DOC Classico Superiore.Capitel Fontana DOCG

Segue poi un altro antipasto che viene innaffiato con un nuovo assaggio: la Valpolicella DOC Superiore Maternigo, prodotto anch’esso da singolo vigneto. Maternigo è in primis, la “casa della madre”, poiché in antichità sorgeva una struttura per l’accoglienza di ragazze partorienti. E si è scelto di dare importanza a questo luogo, rappresentando in etichetta in forma simbolica, le quattro strade che portavano all’antica proprietà. Il disegno s’ispira a una vecchia mappa ritrovata all’interno della casa ed è un nuovo modo per rendere omaggio alla storia e alle tradizioni di un territorio.

Ma il momento forte della cena è il risotto all’Amarone che viene accompagnato dall’Amarone della Valpolicella DOC Classico Riserva, Capitel Monte Olmi, prodotto da singolo vigneto, il Monte Olmi appunto, vigneto situato nel cuore della Valpolicella Classica. Dalle terrazze esposte al sole, la famiglia Tedeschi ricava le uve di questo prezioso vino amarone, che ha festeggiato nel 2014 il suo 50° Anniversario.

Un vino icona, un’opera d’arte che non ha bisogno di tante parole:

così la nuova etichetta è stata ripensata attraverso un lavoro di limes, volto a eliminare il superfluo e ad esaltarne l’essenza. Così l’elegante cornice che racchiude il nome del vino e attira lo sguardo, circonda ora solo le parole Capitel Monte Olmi, a conferma della grande notorietà di questo Amarone. Così lo sfondo e il font sono stati alleggeriti e semplificati per focalizzare l’attenzione sul vino.vini i tedeschi

Non si poteva concludere la cena se non con dolci e caffè dove ha fatto capolino una profumatissima grappa di Amarone, sempre di produzione della Famiglia Tedeschi. Un caloroso ringraziamento alla famiglia e un santé a tutti voi in nome della tradizione italiana di grandi viticultori.

Daniela Pellegrini