Uno dei miei compiti da ostetrica è quello di aver cura di madre e bambino dopo il parto. Nel puerperio.

Amo questa parola. La mia professoressa all’università diceva che il puerperio è “la Cenerentola dell’Ostetricia!”… In parole povere… nessuno se lo fila sto puerperio!

Cosa succede in questo momento?
E chi viene coinvolto (e ciascuno con che intensità!) in questo grande, meraviglioso, importantissimo evento?

Una nuova creatura, piccola, indifesa e alle prime armi con la vita extra uterina, viene accolta (spesso anche un po’ in modo rumoroso e rocambolesco) nella casa in cui, giorno dopo giorno crescerà, imparerà la vita.

La mamma torna a casa.
Da mamma. E chi l’ha mai fatta la mamma prima d’ora?!
E poi ha partorito.. C’è un vissuto, una stanchezza, un’emozione, un’apprensione…

Il papà torna a casa.
Da papà. E chi l’ha mai fatto il papà prima d’ora?!
Per ora, se è andata di lusso, ha assistito al parto e montato carrozzina e seggiolino dell’auto (ogni riferimento a persone è puramente voluto!)…!
Ora viene il bello…

I nonni…
Cari, emozionati, premurosi, intimiditi, insistenti, assenti, assillanti… Ce n’è per tutti i gusti!

Ma tutti, TUTTI, hanno bisogno di essere accompagnati in questa grande avventura che comincia. Ciascuno con il suo ruolo e il suo spazio prezioso.

Quando ho iniziato a lavorare, ho subito iniziato ad andare a casa delle mamme dopo il parto. Ma all’università non ti spiegano queste cose.
Non ti spiegano come visitare e assistere a domicilio, come guardare e aver cura della famiglia.

E TU a CASA LORO hai la grandissima responsabilità della salute di tutti quanti. Madre e bambino specialmente.

La prima visita a domicilio da sola, non più affiancata dalla mia cara mentore, l’ostetrica Rosi, l’ho fatta a inizio 2009, a Sesto San Giovanni…
A piedi, con il metrò. Con la mia borsa dell’ostetrica.

Ero agitata. E ricordo che ho percorso quel grande viale alberato, dalla fermata del metrò fino a casa loro, e quelle scale fino al pianerottolo pensando e ripensando a mille cose tecniche, consigli, rimedi, prescrizioni da dettare…

Poi ho incontrato lo sguardo e il bisogno di Cristina. E il suo Benni, come lo chiamava lei. Com’era piiiiiccolo! E bellissimo.

ostetrica-a-casa

Entrando in quella casa mi si è spalancato un mondo. Un mondo nascosto, privato, ma immenso, fatto di bisogni e desideri grandi, piccoli, semplici, complicati, felici, drammatici… Nessuno parla mai di una mamma e di un papà che tornano a casa dopo questo evento pazzesco… Con il loro piccolino.

Che emozioni! Che agitazione! Che spavento…!
Tutto trema. Tutto è nuovo!
E chi li aiuta a ridare ordine alle priorità?
Chi indica loro la strada per vivere bene e serenamente questo inizio di avventura?

Nonna-nonno-zia-zio-vicinadicasa-passante-estetista-parrucchiere-lattaio-macellaio-fruttiven dola… E poi c’è iltalgiornale-iltalsitointernet-iltalprogrammainTV…

Veramente basterebbe chiamare un’ostetrica…

“Facciamo il bagnetto nella federa, così il tuo bambino rimane tranquillo e sogna di essere ancora nella tua pancia.”

“Oh! Come si rilassa! Guarda, dorme! Non strilla come quando gli facevano la doccetta in ospedale! E non è appeso come un pollo! È rilassato e contenuto!”

Faccio il bagnetto.
Controllo il moncone del cordone ombelicale. Controllo il peso.
E caccapipìcolichette.
Massaggio anticolica.

Controllo tutto il benessere neonatale. Mangia? Come mangia?

Seguo, controllo e sostengo l’allattamento.
Ritmi, suzione, poppate, mammelle, montata lattea, crescita, quantità e qualità del latte, tisane, tiralatte, sondini, biberon, massaggi ossitocici, impacchi caldi, impacchi freddi, spremitura manuale, ragadi, ingorghi, mastiti, integrazioni di latte artificiale, e chi più ne ha…

Poi c’è la mamma!
Ah già! Tutti a guardare il piccolo… E la mamma?

Controllo tutto il benessere materno.

Com’è andato il parto? Sei contenta?
Come ti senti?
Cosa hai provato?

E ora? Come stai?

I punti.
La pancia. L’utero.
Il seno. Il latte.
Il corpo e l’alimentazione.

Come lo porti il tuo bambino? La sai usare la fascia?

E come e dove dorme il tuo piccolo? L’hai preparato il lettino a nido?

Ti stai riposando? Chi ti aiuta in casa?

E tu papà, come ti senti?
Com’è andato il parto, questo incontro d’amore..? E il tuo ritorno al lavoro con le notti ballerine…?

E i nonni? Vi aiutano? Vi viziano per bene? Ecco che si spalanca un mondo.

Stupendo. È il mio.

Ostetrica Irene Mongiardino