Il periodo di Natale è uno dei momenti più difficili per una famiglia allargata.

Il detto “Natale con i tuoi e Pasqua con chi vuoi” impera nella mente dei genitori perché devono trovare la migliore forma di gestione dei figli, che sono tanti, più i nonni, che spesso sono quattro o più, più le ex mogli e gli ex mariti, i parenti vari.

Insomma un tripudio di persone diverse fra loro e con emotività differenti che non sempre sono di facile gestione.

Io mi sono trovata in questa situazione dovendo gestire una figlia ereditata (= del mio ex marito), mia figlia (= sempre del mio ex marito) e i figli ereditati che vivono con me (= del mio attuale compagno.). Potete capire quindi quanti adulti gravitano intorno a loro, e quindi come trovare la soluzione per il 24 e 25 dicembre e le vacanze di Natale ha reso necessaria una certa attenzione.

Leggevo dei testi di Catherine Audibert, una psicanalista specializzata in tematiche familiari, che afferma che quando si frequenta un uomo che ha dei figli da precedenti relazioni la cosa che deve essere chiara è che le situazioni pregresse (la famiglia d’origine dei figli) non vanno né possono essere cancellate,  che sono le donne che devono ricordarsi che il tempo della famiglia non è tutto per loro, ma che va diviso con i figli ereditati, e quindi il modo migliore è ridimensionare le proprie aspettative (delle donne).

Questo per rispetto innanzi tutto per i figli, che magari hanno già vissuto la prova della separazione, e nel mio caso anche della morte, e che si trovano anche loro a dovere elaborare una nuova situazione famigliare.

Ma rispetto anche per noi donne, nuove compagne di vita, che abbiamo un ruolo diverso nella famiglia e dalle mamme vere, e quindi dobbiamo trovare una nostra collocazione. E non è certo entrando in conflitto che possiamo risolvere la situazione!

Per tornare al discorso del Natale, da sempre ho deciso che in questi giorni avremmo festeggiato tutte e due le ricorrenze ma in modalità diverse, e che comunque i ragazzi sarebbero stati i principali protagonisti delle giornate. Ho dovuto quindi imparare a gestire la mia famiglia allargata a Natale nel modo giusto, come vi racconto in questo articolo.

Questo per offrire a loro una certa forma di costanza, visto che sono convinta che una loro sana e positiva crescita interiore sia la cosa più importante a cui noi adulti dobbiamo tendere.

Quindi nella mia famiglia allargata si festeggia il 24 sera con la cena e i regali, a cui partecipano la mia famiglia d’origine e quella del mio compagno, e mia figlia resta con me. Poi il giorno dopo mia figlia partecipa al pranzo di Natale con il padre, così ha modo di vedere anche la sorella e il nonno, oltre che agli altri componenti della famiglia del padre.

I figli ereditati invece oltre a festeggiare il 24 sera, partecipano chiaramente al pranzo del giorno di Natale a casa mia. Non dimentico la figlia ereditata, ormai adulta, con cui mi vedo per un aperitivo e il nonno a cui dedico sempre un regalo.

Le vacanze invece sono un po’ diverse. Quando mia figlia era piccola, e la scuola dettava i giorni di vacanza, passava metà del tempo con me e l’altra metà con il padre. Ora è grande e non ho il coraggio di obbligarla a stare con me, capendo che preferisce andare a divertirsi con gli amici. Lo stesso vale per gli altri ragazzi, che si organizzano le vacanze per conto loro.

E’ così da sempre: ho cercato di mettere al centro i figli, e i ragazzi ringraziano per la stabilità che assaporano.

Daniela Pellegrini