ricetta spezzatino

Le prime  nebbioline autunnali che avvolgono e nascondono contorni conosciuti, le infinite sfumature dei colori del paesaggio, i profumi intriganti di foglie e terre umide, i primi freddi che chiudono le porte e le finestre.

Il desiderio di calore, di casa, di famiglia e di amici. Il desiderio di discutere, ridere e scherzare tutti insieme, a tavola, di fronte ad un piatto fumante appena cucinato e ad un buon bicchiere di vino che scalda il corpo e l’anima.
Scegliete dalla Vostra rubrica amici e parenti e invitateli a cena per il giorno dopo. Poi mettetevi al lavoro, al calduccio della Vostra cucina.


Fate rosolare, in un soffritto aromatico di carote e cipolle, un chilo di carni miste, a pezzi piccoli, di maiale, manzo e salsiccia e unite alcune costine di maiale. Quando la leggera crosticina colora la Vostra carne ed i primi profumi avvolgono i Vostri sensi, versate tre bicchieri di vino rosso, alzate il fuoco e fate evaporare. Aggiungete mezzo chilo di polpa di pomodoro, salate e lasciate cuocere, a fuoco lento, con il tegame coperto, per un paio d’ore.


Ogni tanto, per il semplice ma intrigante desiderio di vedere crescere il Vostro piatto, alzate il coperchio e lasciatevi avvolgere dal caldo profumo di pomodoro cotto, leggermente aromatizzato da una venatura di vino rosso e dalle carni che, lentamente, si ammorbidiscono avvolte nel Vostro capolavoro.


Nell’attesa, affettate un chilo di cipolle rosse di Tropea e distribuitele, casualmente, sulla carne, lasciando cuocere per ulteriori 20 minuti a tegame coperto.


La cucina verrà avvolta da profumi sempre più intensi, i vostri vetri si appanneranno lievemente quasi a volerVi scaldare e proteggere circondati dalle Vostre cose. Emozionatevi e fermatevi ad ascoltare il vostro cuore. Ed i vostri sensi.


Il giorno dopo, mentre dalla cucina sentirete già il vociare dei Vostri commensali a tavola, riscaldate lo spezzatino a fuoco lento e aprite una buona bottiglia di vino rosso. 


Abbiniamo un vino di buona struttura e persistenza che ben sostenga la complessità del piatto. Un vino che, con il suo alcol ed i suoi tannini, ci permetta, in perfetto equilibrio, di “asciugare” la bocca dalla salsa di pomodoro. Vi consiglio un vino a base Nebbiolo, per ritrovare, anche nel nome, sentori e ricordi d’autunno.

Cercatelo tra i produttori delle Langhe o del Roero, della Valle d’Aosta o della Valtellina. Un vitigno difficile che si esprime ai massimi livelli solo in queste poche zone vocate. 
Per una vera cena d’autunno. Indimenticabile.

 

Paolo

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