Vi ricordate ancora come era il Natale prima di diventare genitori?

Vi ricordate i giorni che precedevano la vigilia?  Io avevo sull’agenda una lista precisa di amici e parenti con scritto a fianco il regalo scelto. Uscivo dal lavoro e ammiravo le vetrine del centro agghindate di luci e stelline. Prima vivevo a Genova, mi ricordo via Sestri piena di ombrelli e di vento. Poi ci siamo trasferiti.

Milano sotto Natale è magica davvero. In Piazza Duomo l’albero è maestoso, gli ombrelli ci sono sempre ma qui la pioggia é perpendicolare e finissima, il vento non si fa vedere quasi mai. Le vetrine le gustavo con calma.

Avevo tempo da vendere, potevo concedermi il lusso del sopralluogo perlustrativo nei vari negozi. La sensazione era quella di fare tutto all’ultimo minuto ma non era assolutamente cosí.

Cosa significasse non avere tempo l’ho capito solo anni dopo, quando sono diventata mamma, ancor di più con l’arrivo della mia secondogenita.

Oggi mi sento fortunata a trovare dieci minuti per qualche veloce acquisto on-line. Se ripenso a quando anni fa sceglievo carta da regalo e nastri colorati intonati, biglietti d’auguri da compilare la sera con calma, sorseggiando una tisana, mi scappa un mezzo sorriso.

Finito tutto. Quest’anno probabilmente scriverò col pennarello indelebile i destinatari dei vari regali direttamente sul cartone di Amazon. E Buon Natale a tutti quanti!

Si lo so posso apparire esagerata, ma il tempo sta scorrendo tra otiti, gastroenteriti, febbre, tosse, sinusite…., ripetute, messe in fila a due per due o a tre per tre. Ecco se mi fermo un secondo realizzo che non esco di casa da quasi due settimane e il 24 Dicembre incombe.

Il tempo da quando sono mamma di due bambini piccoli si prende gioco di me.

Dovrei avere molto più tempo, non lavorando più in ufficio. Eppure devo raschiare con le unghie per riuscire a fare tutto ogni giorno. Beh che ci vuole, sono sempre stata una donna organizzata, quale sarà il problema che ho sottovalutato?

Quanto tempo abbiamo?

Diciamo che gli imprevisti  ad esempio mi fregano sempre. Senza contare che i tempi dei bambini sono senza alcun dubbio più dilatati di quelli di noi adulti. Il tempo di mettersi le scarpe ad esempio può richiedere 1 minuto per me e 47 minuti per il mio quattrenne.

Nutro però una speranza, i bimbi sono piccoli, credo che in futuro il tempo smetterà di burlarsi di me e io tornerò ad abbinare carta da regalo e fiocchetti scintillanti.

Anche quest’anno Natale è alle porte.

So già che arriveremo in ritardo al pranzo dalla bisnonna  ma avremo modo di recuperare. Ci aspettano delle meravigliose giornate da dedicare ad un sano e ristoratore ozio in famiglia ed io lo confesso non vedo l’ora!

Rolling Mamas