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10 motivi per cui non serve picchiare i bambini.

Uno schiaffetto sul viso è visto da molti genitori come un metodo efficace per educare i bambini e insegnargli ad essere più diligenti.

Ricerche psicologiche e psichiatriche forniscono però circa 10 motivi per cui non serve picchiare i bambini, addirittura mostrando come questa pratica possa produrre effetti dannosi sulla personalità, in via di formazione, dei più piccoli. Esistono altri metodi più efficaci per gestire i capricci dei bambini.

Non esiste una visione globale e univoca sull’argomento, in alcuni Paesi come Svezia e Norvegia picchiare un bambino è un atto illegale per un genitore, insegnante, o chiunque altro; in altri è considerato illegale solo per un maestro; mentre in tutte le zone del Nord America la punizione corporale, a meno che eccessiva, è considerata una pratica necessaria e incoraggiata dal sistema educativo. In Italia non esistono vere e proprie leggi a riguardo, ad ogni modo questi 10 motivi vi aiuteranno a riflettere due volte prima di picchiare i vostri bambini perchè vi hanno fatto arrabbiare.

  1. Picchiare i bambini insegna a questi ultimi a diventare a loro volta persone che picchiano gli altri: come emerso da numerosi studi e ricerche, esiste una diretta correlazione tra le punizioni corporali subite da bambini e il comportamento violento o aggressivo che si manifesta in età adulta. Tutti i maggiori criminali hanno affermato di aver subito minacce e percosse da piccoli. I bambini imparano per imitazione dei genitori, dunque spetta a quest’ultimi essere un buon modello.
  2. Il bisogno maggiore di un bambino è ricevere amore e attenzione: molte volte si attribuisce ai bambini la colpa di un cattivo comportamento, quando questi stanno solo rispondendo ai propri bisogni naturali. Tra questi bisogni ci sono: dormire e nutrirsi adeguatamente, la cura di allergie nascoste, aria pulita, esercizio fisico e libertà sufficiente per esplorare il mondo intorno a sé. Il suo bisogno maggiore però è proprio la cura e l’amore, che oggi sempre più bambini non ricevono a sufficienza a causa di ritmi di vita e lavoro intensi dei loro genitori. Ma il suo bisogno maggiore consiste nel ricevere amore e attenzione assoluta da parte dei suoi genitori. Pertanto è contraddittorio punire corporalmente un bambino perché sta semplicemente manifestando tramite un capriccio un bisogno di maggior affetto.
  3. I castighi non insegnano ai bambini come risolvere i conflitti in modo umano ed efficace: Come ha scritto l’educatore John Holt, “Quando facciamo paura a un bambino noi fermiamo di colpo il suo apprendimento.” Un bambino punito si concentra interiormente sui propri sentimenti di dolore, di rabbia e di vendetta, e viene quindi privato della possibilità di sviluppare una propria maniera creativa di risolvere i problemi. Quindi un bambino punito non impara poco come gestire o prevenire simili situazioni in futuro.family-ties
  4. Non è vero che “Chi non usa la verga, rovina suo figlio”: questa è una frase ripetuta molte volte nella Bibbia, ma che è stata male interpretata nell’uso comune. Infatti Re Salomone, a cui viene affidata, con i suoi metodi severi trasformò suo figlio Rehobam in un dittatore oppressivo e tirannico. Nella Bibbia non ci sono riferimenti alle punizioni, al contrario Gesù diceva che i bambini sono vicini a Dio e hanno bisogno solo di amore, mai di castighi.
  5. Le punizioni compromettono il legame tra genitori e figli: un saldo rapporto può fondarsi solo su un condiviso senso di amore e rispetto. I castighi possono ottenere risultati apparenti legati alla paura, ma quando il bambino sarà abbastanza grande per opporre resistenza, questi si riveleranno inutili. Al contrario un legame sano fondato sulla collaborazione e la comprensione dura per sempre.
  6. L’educazione dei genitori stessi: molti genitori non conoscono metodi alternativi alle percosse, perchè a loro volta sono stati educati attraverso punizioni e castighi. Cercare di cambiare la propria indole, comportandosi in modo diverso con i proprio figli, è un metodo utile anche per migliorare se stessi.
  7. La rabbia e la frustrazione vengono accumulate dai bambini: i sentimenti negativi vengono interiorizzati dai bambini, che non possono ancora reagire. La rabbia accumulata negli anni rischia di esplodere negli anni successivi, provocando uno shock per i genitori, ma anche per il figlio stesso.
  8. Difficoltà sessuali: gli scapaccioni assestati sul sedere, una zona erogena nell’infanzia, possono stabilire nella mente del bambino una correlazione tra il dolore e il piacere sessuale, e creare difficoltà a relazionarsi alla sfera sessuale una volta diventato adulto.
  9. Le punizioni corporali trasmettono il messaggio errato e pericoloso della “legge del più forte”: se picchiate i vostri figli, questi si sentiranno a loro volta autorizzati ad assumere un atteggiamento violento nei confronti di chi è più piccolo e indifeso di loro. Da adulto proverà meno empatia per quelli meno fortunati di lui, e avrà paura di quelli che sono più potenti. Questo renderà difficile instaurare relazioni che abbiano un significato.
  10. Le percosse insegnano ai bambini che picchiare è un modo giusto per risolvere i problemi: se un bambino non osserva un genitore risolvere i problemi in modo umano e creativo, può diventar difficile per se stesso imparare a fare altrettanto, è per questa ragione che comportamenti parentali sbagliati spesso si tramandano alla generazione successiva.

Un’insegnamento gentile con solide fondamenta di amore e rispetto, è la sola via efficace per educare un bambini ad adottare un comportamento lodevole basato su forti valori interiori, al contrario di un comportamento suoerficiale basato solo sulla paura.

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