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Il 29 Febbraio #UnGiornoINpiu contro femminicidio e violenza di specie


Si parla spesso di violenza sulle donne, si parla spesso di femminicidio. Ma la violenza sulle donne non è solo l’atto eclatante e conclusivo dell’omicidio,

la violenza ha tante, troppe sfumature delle quali non si parla abbastanza e alla quale non si da’ il peso che invece hanno, perché spesso sono l’anticamera degli atti atroci che ci sconvolgono in TV.

  • Violenza è una donna che si sente urlare “Tu stai zitta!”
  • Violenza è una donna il cui compagno la costringe a darsi a lui con modalità non condivise da entrambi.
  • Violenza è una ragazzina di 10 anni data in sposa.
  • Violenza è una donna che deve chiedere i soldi al marito per andare a fare la spesa.
  • Violenza è una donna spiata dal buco della serratura.
  • Violenza è una donna derisa e ridicolizzata, davanti ad altri o al cospetto di sé stessa.
  • Violenza è una donna non apprezzata, che si spegne lentamente.


Maria Andaloro, ideatrice e fondatrice dell’associazione contro la violenza di genere Posto Occupato, vuole dare voce a chi quella voce è stata spenta per sempre, a chi non occuperà più quel posto sulla sedia, a chi non berrà più alcun caffè, a chi non squillerà più il cellulare, a chi non vedrà crescere i propri figli. Ma anche a qualsiasi donna, ragazza o bambina si trovi a vivere una situazione di oppressione dalla quale non sa uscire.

D: Maria, cos’è Posto Occupato?

Posto occupato è un’idea, un dolore, un pensiero, un gesto concreto dedicato a tutte le donne vittime di violenza.

Un giorno ho realizzato che occorreva interrompere il pericolo di abituarsi alla cronaca che ci raccontava di donne uccise, mamme, figlie, sorelle, amiche che erano state cancellate con l’ultimo gesto estremo e irreversibile che è il femminicidio. L’ultimo in ordine di gravità  perché  prima preceduto da altre azioni.

La violenza spesso si manifesta per gradi, inizia con la violenza verbale, passa per quella psicologica, quella economica e poi quella più evidente la fisica. La violenza è un problema culturale: i sintomi ci sono e pure le soluzioni.

Quel posto segna l’assenza di una donna, la sua vita cancellata e spesso dimenticata dopo l’indignazione collettiva. Quella assenza che peserà su eventuali figli rimasti orfani, su genitori e parenti non strutturati per superare un lutto così atroce. E quel posto serve anche da monito a chi consapevole o inconsapevole vittima di violenza non sottovaluti i sintomi perché il rischio che si corre è quello. Quindi  fidarsi e affidarsi alle istituzioni, cercando ascolto, sostengo, denunciando, superando paure e false sicurezze.

L’amore non è una soluzione: tento di far capire che se è amore un terapeuta di coppia può aiutare la coppia a rintracciare le dinamiche della loro relazione “sbilanciata”.  Se è amore. Altrimenti va chiesto aiuto, va denunciato chi usa violenza. Perché le donne sono spesso obiettivi sensibili, se io riesco a lasciare un uomo violento e non lo segnalo, la prossima donna, se più fragile di me, soccomberà.

Insomma, occorre educare prevenire, informare e formare perché purtroppo punire è tardivo

D: Secondo lei la famiglia di oggi può in qualche modo far sì che il figlio di domani non sia un violento?

La famiglia e la scuola hanno un ruolo fondamentale. Sono gli adulti che educano e  formano bambini che saranno buoni adulti se attorno a loro avranno buoni esempi e ascolto. A Trento in una scuola con 1300 alunni di cui solo 129 ragazze è stato fatto un lavoro straordinario: le insegnanti e la psicologa per 20 giorni hanno “lavorato” sulle tavole di “Violate” la mostra collegata a posto occupato che rappresenta 10 di alcune modalità di come può essere agita la violenza.

Molestie sul lavoro, la sposa bambina, l’acido lanciato addosso, lo stalking, lo stupro.

Con il linguaggio dei fumetti , molto vicino alle loro corde, e grazie al contributo che Lelio Bonaccorso ottimo illustratore ha voluto donare all’inziativae contribuire così al contrasto alla vioelnza

È stata una bellissima esperienza: dissi loro che ero onorata di aver potuto ascoltare quel che in quei 20 giorni avevano realizzato, avendo  imparato molte cose da loro e che soprattutto loro erano il mio presente, non solo il futuro.

Credo che di quelle riflessioni ne abbiano parlato anche nelle loro famiglie.

Ed una grande soddisfazione frutto di una attenta modalità di approcciare i giovani nel rispetto delle istituzioni rendendoli parte attiva.

Il 29 febbraio, per #ungiornoinpiu  e per una settimana sarà in una scuola di Acirelae e poi andrà a Magenta

A costo 0, come la campagna Posto Occupato, che prevede di scaricare la locandina dal sito (disponibile in più lingue) www.postoccupato.org e collocarla su una sedia, una poltrona, una panchina.

Per la mostra basta prenotarla via mail e al mometo è bloccata fino a maggio in più location in tutta Italia.

D: Cosa vuole dire alle donne che subiscono violenza?

Di trovare la consapevolezza e quindi la forza di chiedere aiuto.

Di non ingannare se stesse.

Di non arrendersi se si ritiene di non essere state comprese e cercare i servizi sociali, il posto di polizia, il centro anti vioelnza, il medico  per ottenere ascolto e alternative alla condizione delicata, se non pericolosa, in cui si ritrova.

Le relazioni, le storie d’amore finscono e la libertà è un diritto, non una concessione.

Tra pochi giorni, il 29 febbraio, si terrà la manifestazione #ungiornoinpiù per ricordarci e per riflettere sul fatto che accanto a noi ci sono tante vittime invisibili, perché parlarne e confrontarsi può fare la differenza. Se una donna su tre è vittima di violenza, è inevitabile una riflessione.

Per #ungiornoinpiù si farà il focus sull’importanza del gratuito patrocinio nella difesa delle vittime di violenza. Si parlerà di violenza psicologica, economica, verbale e di quella fisica, approfondendo anche il tema di quella violenza che si subisce quotidianamente attraverso i mezzi di comunicazione di massa.

#ungiornoinpiù per incontri nelle scuole, assemblee, presentazioni di libri, concerti, flash mob, proiezioni di film, rappresentazioni teatrali.

Il calendario degli appuntamenti è aggiornabile su Facebook – direttamente dai promotori interessati alla pagina/evento “29 Febbraio 2016 • #ungiornoinpiu”, raggiungibile anche da QR Code.

ungiornoinpiu contro la violenza sulle donne 29 febbraio
#ungiornoinpiu – Il 29 febbraio è un giorno in più

Le iniziative si svolgeranno in contemporanea in tutta Italia.

Ringrazio Maria Andaloro a nome di tutte le donne, tutti i genitori, tutte le famiglie, per il suo impegno: perché il seme di sensibilizzazione che piantiamo oggi possa germogliare domani in un futuro dove il rispetto dell’altro venga posto in cima alla scala dei valori di ognuno.

Loredana Amodeo

 

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