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I figli non si scelgono! Neanche con l’adozione

I figli non si scelgono“. Ho sentito spesso ripetere questa frase nelle Associazioni autorizzate all’Adozione Internazionale che ho frequentato. Chiunque abbia avuto figli naturali sa che, per nove mesi, è stato in trepidante attesa, poiché non gli era possibile sapere quasi nulla del proprio bambino né, tantomeno, decidere se sarebbe stato maschio o femmina, se sarebbe stato somigliante alla mamma o al papà, se avrebbe avuto gli occhi azzurri o marroni; neppure se sarebbe nato sano oppure no.

La stessa cosa vale per un figlio adottivo. Lo spirito con il quale è necessario porsi rispetto all’Adozione è quello di mettersi al servizio di un bambino in difficoltà, che ha bisogno di crescere in una famiglia amorevole. I desideri dei genitori adottivi, che spesso preferirebbero avere un bambino che gli somigli il più possibile, per rendersi meno “visibili” e per avere meno difficoltà, sono e devono rimanere del tutto ininfluenti. Le scelte dei Tribunali dei Minori sono sempre rivolte a tutelare un bambino in stato di abbandono, mai ad agevolare una richiesta dei possibili genitori, pena il fallimento della loro opera di tutela.

Come ho scritto nei miei precedenti articoli, non è detto che questo sia l’atteggiamento di chi vorrebbe adottare e, come nel mio caso, arrivare a comprendere e fare mia questa idea di “servizio” ha richiesto un tempo ed una maturazione che è stata agevolata sia dall’aver frequentato alcune Associazioni autorizzate all’Adozione Internazionale, sia dall’aver fatto del volontariato presso una Casa-Famiglia per ragazze che non potevano più stare con la famiglia d’origine.

Qualsiasi idea possa avere in mente una coppia che sceglie di rivolgersi all’Adozione è destinata a doversi confrontare con la realtà di un bambino già nato da tempo e con un vissuto che solo gli operatori sociali possono conoscere, in parte. Mentre in altre situazioni della Vita è utile avere in testa ciò che si vuole e farsene una rappresentazione precisa, in questo caso è meglio accantonare qualsiasi desiderio e sogno preconcetto, per valutare quanto si è effettivamente disponibili a rivoluzionare la propria Vita a favore di un bambino di cui non si può predeterminare l’età, il sesso, la provenienza, le esperienze vissute in precedenza, il colore della pelle e le problematiche esistenti e future.

Non accadrà mai che questo bambino si conformi al nostro ipotetico ideale, per cui tanto vale disfarsi di qualsiasi pretesa erendersi il più aperti e disponibili possibile. Se sentiamo di non avere queste capacità e non abbiamo voglia di metterci in discussione per poterle raggiungere, è evidente che questa non può essere la nostra strada.

Qualsiasi bambino che abbia un vissuto doloroso alle spalle e necessiti di accoglienza e di una coppia di genitori amorevoli, è destinato a diventare un ostinato ribelle se si sentirà in obbligo di rispondere ad un modello ideale che non gli corrisponde per nulla adozione

Le Associazioni autorizzate ed i Tribunali dei Minori hanno un’esperienza molto vasta e si rendono conto, molto meglio di quanto non lo possa fare una coppia inesperta, di cosa ha davvero bisogno un bambino in stato di abbandono. Anche se la legge prevede che ci sia una casa ed un reddito che possano garantire il mantenimento del bambino, non è questo ciò che può rendere una coppia idonea all’Adozione.

I futuri madre e padre (ed il contesto in cui vivono) devono essere disponibili ad aprire la  mente ed il cuore; devono essere in grado di sostenere, amare, rispettare ogni diversità e Qualità speciale, accogliere e comprendere un bambino che ha un vissuto differente dal loro e di cui non hanno mai fatto esperienza prima. Devono poter diventare genitori a tutti gli effetti, che non viziano e non compensano, ma indicano la via, con la loro presenza ed il loro esempio, senza aspettarsi nulla in cambio.

Secondo Bert Hellinger l’Amore nel sistema familiare funziona quando i genitori danno ed i figli ricevono, mai al contrario.

Perché l’Adozione possa funzionare, inoltre, i genitori adottivi devono avere un profondo rispetto per i genitori naturali e manifestarlo al bambino.

Come ho già detto in precedenza, è fondamentale avere la massima chiarezza sulle proprie motivazioni. Se l’Adozione avviene per compensare un bisogno dei genitori non potrà avere successo. Nell’Adozione ciò che conta è il bene del bambino.

Valeria Pisano

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