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I figli dopo la separazione: affidamento condiviso

Con L. 54 / 2006 è stato introdotto in Italia l’affidamento condiviso, che regola i rapporti relativamente ai figli dopo la separazione, sancendo il principio della bi genitorialità.

Cosa sintende per bi genitorialità:

E’ il diritto dei figli a mantenere un rapporto sereno e armonico con entrambi i genitori anche dopo la cessazione della convivenza.

Tale regola ha carattere principale e presuppone l’assenza di conflittualità insanabili tra i genitori e il permanere di una cooperazione fattiva tra gli stessi per quel che riguarda la loro educazione e il loro mantenimento.

Tale innovazione mira a preservare il diritto dei figli a conservare un rapporto equilibrato e continuativo con entrambi i genitori, potendo ricevere dagli stessi cura, educazione ed istruzione, preservando altresì i rapporti coi loro ascendenti.

A tal proposito, in sede di pronuncia di separazione , il giudice nel disporre l’affidamento condiviso provvederà anche a fissare la residenza dei figli,determinandone tempi e modi di permanenza dei figli presso ciascun genitore.

Chi prende le decisioni di maggior interesse per i figli?

Salvo diversa disposizione del giudice, ogni decisione relativa all’istruzione, educazione, salute, saranno concordate da ambedue i genitori.

Dunque, nell’ipotesi di sopravvenuto disaccordo dei genitori provvederà il giudice, poiché ciascuno dei genitori avrà diritto di adire il tribunale qualora riterrà che siano state assunte decisioni pregiudizievoli per la prole.
 
affidamento condiviso
 
Per quel che concerne i provvedimenti relativi ai figli il giudice potrà assumere qualsiasi mezzo di prova che riterrà opportuno, come l’audizione del minore.

Infatti un’altra importante innovazione è rappresentata dal d. lgs. 154/ 2013 che introduce lobbligatorietà dellascolto del minore (eccezion fatta per i casi in cui sia dannoso per lo stesso) in tutti gli atti che lo riguardano. Tale novità risponde alla precisa esigenza di dare rilievo alla personalità e alla volontà del minore.

Precedentemente,pur essendo prevista tale prassi, tale regola veniva disapplicata.

Oggi contestualmente alla presentazione della domanda di presentazione della separazione, il giudice decide anche sulla permanenza del minore presso ciascun genitore onde potergli consentire una rapporto equilibrato con entrambi i genitori.

In conclusione, un notevole passo avanti è stato fatto rispetto alla previgente normativa che poneva in rilievo gli interessi dei coniugi e non quello della prole, che invece, dev’essere preminente soprattutto nel sopravvenire di criticità della coppia o quando la frattura diviene insanabile, e dunque meritevole di maggior tutela.

Alessandra

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Categorized: Legge
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