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Alimentazione bambini: il rapporto con il cibo e i consigli del prof Franco Berrino

alimentazione bambiniSiamo quello che mangiamo e mai come ora l’alimentazione è stata sulla bocca di tutti. Quante volte discutiamo di “alimentazione corretta” e soprattutto di “alimentazione bambini”? Quante volte ci mettiamo a dieta da lunedì? E quante volte ascoltiamo i consigli di qualcuno la cui parola ha per noi un valore?

L’alimentazione è alla base della nostra vita e della nostra salute. Lo è soprattutto per i bambini (dico un’ovvietà, ma non per tutti è così). Come genitori, zii, nonni (presenti o futuri) ci troviamo di fronte a due strade, quando si tratta di alimentazione per bambini: continuare la tradizione con le convinzioni con cui ci hanno cresciuti o dare un colpo di spugna a tutto e ripartire da zero.

Il consiglio del prof Berrino è di prendere la seconda via, quella più difficile, ma che permette di uscire dai binari del conformismo, abbandonando le convinzioni mediche vecchie ed erronee, e salvarsi dalla globalizzazione degli alimenti.

Per pensare all’alimentazione dei più piccoli bisogna partire dal principio: quando i bambini sono ancora un’idea. Perché l’alimentazione è fondamentale per la fertilità: evitare l’assunzione di latticini da parte degli uomini (hanno troppi ormoni femminili), assumere più alimenti ricchi di omega3 e meno con omega6; evitare gli zuccheri (soprattutto per chi ha problemi di ovaio policistico, ridurre il carico di glucosio è fondamentale).

E quando il bambino non è più un’idea, ma inizia a crescere nella pancia della mamma? Prestare attenzione all’alimentazione in gravidanza è fondamentale, per lo sviluppo del bambino e per la salute di mamma e feto. La dieta mediterranea tradizionale povera è quindi ottima (frutta, verdura, pasta e riso integrali) con l’aggiunta di alimenti ricchi di acido alfa linolenico: semi di lino, noci, portulaca oleracea, soia, erbe selvatiche e pesce (ma solo pesci piccoli, per evitare il carico di metalli pesanti). No a patate, carne e salse (che favoriscono il parto prematuro) e no alle margarine presenti in numerosi alimenti da banco, come i cornetti per la colazione (inibiscono la sintesi del DHA, fondamentale per lo sviluppo cognitivo del bambino). Per assumere acido folico in modo naturale, aggiungere alla propria alimentazione foglie e legumi, soprattutto nel primo periodo di gravidanza.

Quando il bambino nasce, il latte materno è l’alimento migliore, quello che la natura ha creato, con il giusto apporto di sostanze nutritive e di proteine (che variano, a seconda del sesso del bambino). E se il latte della mamma non c’è? Esistono le banche del latte materno (leggi HUMAN MILK LINK, IL PROGETTO PER LA RACCOLTA DEL LATTE MATERNO).

, ma se si deve per forza ricorrere al latte formulato il consiglio è quello di fare attenzione alla formulazione e di diluirlo più di quanto consigliato sull’etichetta. Perché? Perché l’errore che si protrae da anni nell’alimentazione dei bambini sta nella quantità di proteine da assumere. Soprattutto a partire dagli anni ’80 e ’90, la quantità di proteine raccomandate nell’alimentazione dei bambini è stata troppo alta.

Lo svezzamento è quindi un momento importante per la salute futura dei più piccoli e per aiutarli ad evitare obesità, asma, dermatiti ecc. è necessario porre particolare attenzione alla loro alimentazione. La dieta tradizionale mediterranea, quella povera, deve essere alla base della loro alimentazione: frutta, verdura, cereali integrali, legumi, semi, noci, nocciole e un po’ di yogurt (ma proprio poco). Da evitare, invece: patate, farine raffinate, carni, salumi, zucchero, bevande zuccherate (succhi compresi), coloranti e formaggi. Quindi no alle pappe di quando siamo cresciuti: con la carne e il formaggio grattugiato; no ai biscotti da sciogliere nel latte. Ma no anche al latte vaccino: una volta iniziato lo svezzamento il latte non è necessario e non ci sono prove scientifiche che dimostrino la sua utilità per le ossa (anzi, diversi studi dimostrano che è la causa della perdita di ferro e dello sviluppo di allergie, asma, acne).

“Non facciamo assaggiare lo zucchero ai bambini che verranno… e con quelli che ci sono dobbiamo mediare, imparando a cucinare insieme nuovi dolci” (cit. dalla conferenza del 2 dicembre 2015).

La posizione del professor Berrino non è semplice da sposare, come lo sono tutte le nuove idee che sovvertono il senso comune e le abitudini consolidate. Ma se è vero quanto sostiene l’epigenetica, ovvero che l’addestramento di un uomo si imprime nel DNA dei nipoti, noi possiamo essere i primi ad iniziare questo percorso verso un’alimentazione sana, per aiutare i nostri figli e nipoti ad accettare, portare avanti e trovare naturali scelte che non sono per tutti, ma che possono fare la differenza.

Maura Riva

Categorized: Mamma & bimbi
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