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Alla scoperta di Giethoorn: il villaggio da fiaba nei Paesi Bassi

C’è un villaggio da fiaba nei Paesi Bassi nel quale non esistono strade, nè architettura moderna. Le casette tradizionali hanno ancora il tetto di paglia e gli abitanti si spostano soltanto in bicicletta o usando piccole barchette da pesca. A Giethoorn il tempo si è fermato, all’insegna dell’ecologismo e del rispetto per la natura.

Se state organizzando una vacanza nei Paesi Bassi, annotate una tappa in più nel vostro itinerario. Giethoorn è una delle gite in treno da Amsterdam più belle, ed è facilmente raggiungibile anche in auto.

Nei Paesi Bassi, pagando un piccolo supplemento, è possibile portare con sé una bicicletta anche in treno. Ecco quindi che se avete noleggiato la vostra bici ad Amsterdam, arrivati a Giethoorn disporrete già di un comodo mezzo di trasporto. Dalla stazione Amsterdam-Zuid dovrete prendere un treno fino a Steenwijk e da lì, così come fanno gli olandesi, pedalare fino a questo piccolo villaggio da fiaba. Dal momento che è parecchio lontano da Amsterdam, sarà comunque necessario sfruttare la ferrovia per un buon tratto di strada, così da potervi godere una serena giornata all’aria aperta, esplorando questa meraviglia nascosta in mezzo ai canneti.Giethoorn-paese-da-fiaba-header

Ben 2600 persone abitano in quella che viene definita la “Venezia dei Paesi Bassi“, punteggiata da canali e da ben 176 ponticelli in legno (il sogno di tutti gli appassionati di Instagram!). Giethoorn è situata nel mezzo del parco naturale De Wieden, costellato di torbiere acquitrinose. Negli spazi un po’ più ampi, dove non sono state costruite le tipiche casette con il tetto in paglia, vengono tenuti pony e cavalli lasciati a pascolare tranquillamente allo stato brado.

L’atmosfera bucolica viene disturbata solo di quando in quando dal ronzio del motore di una delle piccole imbarcazioni a motore utilizzate dagli abitanti per spostarsi da un punto all’altro della città. Non esistono strade, ad esclusione delle strette piste ciclabili immerse nel verde, e i livelli di inquinamento sono per ovvi motivi bassissimi.

Questo villaggio da fiaba fu fondato all’inizio del XII° secolo da una setta in fuga dalle persecuzioni, quella dei Flagellanti. Il nome Giethoorn proviene da “geitenhoorn” (corno di capra) e fa riferimento alle corna delle caprette selvatiche rinvenute nelle torbiere circostanti. Le piccole corna sono rappresentate anche nello stemma del villaggio.

Rimasto più o meno nascosto agli occhi dei turisti (e persino degli olandesi stessi) per tantissimi secoli, divenne popolare dal 1958 in poi, quando venne girato il film Fanfare, di Bert Haanstra, regista e fotografo olandese. Si tratta ancora oggi una pietra miliare del cinema olandese e in quell’epoca fu il film più visto nei Paesi Bassi. Costò 450 mila fiorini, ma ne incassò oltre 1,2 milioni. Un risultato incredibile, dovuto, in buona parte, alla location. Giethoorn divenne famoso tra gli artisti olandesi, che venivano qui a dipingere o scrivere, trascorrendovi periodi più o meno lunghi… e turbando non poco la quiete degli abitanti del villaggio, poco abituati ad avere a che fare con i forestieri. Ancora oggi a Giethoorn, sulla strada principale, troverete il Grand Cafè Fanfare, in ricordo di quel periodo in cui il villaggio brulicava di artisti provenienti da tutto il Paese. Servono deliziosi menu stagionali, cucinati con prodotti a km 0, e sono un’ottima opzione se volete restare a pranzo in un luogo intriso della storia di questa piccola cittadina.Giethoorn-paese-da-fiaba-casa-tradizionale

In primavera, così come avviene per il resto dei Paesi Bassi, Giethoorn si trasforma nella cartolina fiorita di un’Olanda d’altri tempi. Enormi cespugli di ortensie in fiore, con i loro meravigliosi pon-pon celesti, rosa o fuxia, nascondono Giethoorn al mondo esterno. Se altrove (ad esempio nei meravigliosi giardini Keukenhof) ci sono enormi campi di tulipani, infatti, nel parco nazionale De Wieden, tra paludi e canneti, i sentieri sono costeggiati dalle colorate ortensie e da delicati fiori di campo. Pedalare o anche soltanto passeggiare tra le stradine di questo villaggio da fiaba è pertanto un piacere: l’aria profuma di buono, non ci sono auto nè inquinamento acustico. Un vero e proprio sogno ad occhi aperti!

A Giethoorn si possono visitare alcuni importanti musei. Il primo, l’Olde Maat Uus, divertirà grandi e piccini. Si tratta infatti di una fattoria ottocentesca con figuranti in costumi d’epoca, nella quale è possibile ripercorrere gli ultimi cento anni di vita di questo villaggio da fiaba. I biglietti costano 5€ per gli adulti e 2€ per i bambini da 4 a 12 anni.
Il secondo interessantissimo museo è il “De Oude Aarde“, nel quale è possibile ammirare cristalli e minerali.

Se intendete visitare Giethoorn nel mese di agosto, sappiate che ogni anno viene organizzato il Gondelvaart Festival. Una spettacolare gara tra gondolieri, che abbelliscono le proprie imbarcazioni con enormi code di drago e lanterne, trasformando il villaggio in una vera e propria favola fiamminga e rendendolo simile al grande luna park Efteling, situato a sud dei Paesi Bassi.Giethoorn-paese-da-fiaba-pittori-e-artisti

Qualora decideste di trattenervi per la notte, o magari di trascorrere un intero weekend in questo villaggio da fiaba, sulla Binnenpad, la strada principale, c’è un minuscolo albergo che potrebbe fare al caso vostro. L’Hotel Giethoorn dispone soltanto di 14 stanze rustiche e meravigliose, dotate anche di connessione Wi-Fi gratuita: la colazione al mattino viene servita in una terrazza che si affaccia sui magnifici canali. L’Hotel Giethoorn è anche il posto perfetto per trascorrere un weekend romantico con la vostra metà, regalandovi un vero e proprio digital detox e dimenticando traffico, stress ed inquinamento acustico, all’insegna della natura e della genuinità.

Danila Caputo

 

Categorized: Viaggi
Travelling Dany - Every Corner a Story

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Affetta da wanderlust, appassionata di fotografia e di scrittura sin dalla più tenera età, sono Danila "Dany" Caputo. Vivo immersa nel verde, circondata da gatti appollaiati accanto al monitor e cani che mi solleticano i piedi scodinzolando per attirare l'attenzione. Sono fermamente convinta che viaggiare sia il modo migliore per imparare, pertanto zaino in spalla e Lonely Planet sotto al braccio, accompagno i lettori del mio blog in giro per il mondo. Travellingdany

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