Skip to content

Amare se stessi per poter (davvero) amare gli altri

Ci ho messo tutta la vita per imparare come si fa ad amare se stessi, perché nessuno me lo aveva insegnato, ed ho dovuto scoprire da sola come fare.

Sarebbe bello se la mamma ed il papà riuscissero a trasmetterci la meraviglia della nostra unicità, e facessero sì che noi ci specchiamo nei loro occhi pieni d’amore! A qualcuno è accaduto, a molti altri, purtroppo, no.

Leggi anche: Reinventarsi sulla soglia dei 30 anni

La maggior parte delle volte l’amore (che, in qualche modo, riceviamo) è inquinato dalle richieste che, inconsciamente, i genitori fanno ai figli. E noi, da bambini, ci siamo adeguati. Abbiamo costruito una personalità che non corrisponde alla nostra essenza, a ciò che ci rendeva speciali ed unici.

Per quanto mi riguarda, amare me stessa ha voluto dire iniziare un cammino di consapevolezza che mi aiutasse a scoprire chi ero davvero, e questo è l’aiuto che, ora,  i miei clienti mi chiedono, sempre di più. Dopo aver ottenuto ciò che credevo fosse importante per me mi ero accorta che non mi rendeva felice, ed ho dovuto impegnarmi per scoprire come mai mi ero infilata nelle situazioni che avevano prodotto la mia infelicità.

Man mano che la consapevolezza aumentava mi rendevo conto che, io per prima, avevo mancato di rispetto a me stessa; avevo accettato cose che non volevo e non ero riuscita a mettere al primo posto le mie esigenze. Ciò che dicevo veniva ignorato, come se non avesse nessun peso, ed io permettevo agli altri di trattarmi così.

Guardando alla mia vita potevo vedere che avevo fatto molto per dimostrare quanto valevo, per cercare di avere attenzione, affetto, considerazione, e che mi aspettavo tutto questo da parte di qualcun altro. La mia sofferenza derivava dallo sforzo costante di dimostrare qualcosa che, comunque, non otteneva l’effetto desiderato. Con il mio tentativo di rendere gradevole e desiderabile la mia vicinanza, venivo data per scontata, perché ero sempre lì ad aspettare.

La svolta è arrivata quando ho deciso di occuparmi di me.

Mio figlio stava finendo le elementari ed io potevo prendermi dello spazio per me. Ho iniziato facendo dei corsi per la mia crescita personale, ed un cammino che mi conducesse alla “vera me stessa”. Ho deciso poi di riprendere la mia formazione, che avevo interrotto da giovanissima, per crearmi una professione che mi permettesse di sganciarmi dall’azienda di famiglia.

La mia autostima cresceva, man mano che i percorsi intrapresi mi avvicinavano alle cose che più mi piacevano e mi corrispondevano; la mia anima si sollevava, rendendosi conto che la vita si può vivere con leggerezza, gustandosi ogni istante, godendo delle meraviglie della natura, coltivando il piacere della musica, della danza, delle arti; mentre il mio corpo scioglieva le sue rigidità mi accorgevo che molti dei doveri che mi ero auto-imposta non erano necessari.

Nessuno dei miei familiari ha compreso il mio cambiamento, tranne mio figlio che, fin da piccolo, aveva percepito la mia infelicità.

Per diventare “chi ero davvero” ho dovuto prendere le distanze dal destino che mi era stato trasmesso dai genitori e fare delle scelte che lo hanno reso differente, accettando e “sostenendo” la loro disapprovazione.

Quello che i figli desiderano è vedere i propri genitori felici e, se questo non accade, solitamente si prendono l’onere di renderli contenti e di ripercorrere le loro orme.

Rompendo la catena che mi aveva costretta, inconsapevolmente, a riprodurre la tipologia di vita dei mie genitori, ho potuto anche liberare mio figlio. L’ho sempre incoraggiato a coltivare le sue passioni ed a fare quello che lo faceva star bene, facendogli capire che non avevo bisogno del suo sostegno e del suo aiuto per essere felice.

Imparando a prendermi cura di me, iniziando a rispettare me stessa, facendo ciò che mi dava gioia, coltivando i miei interessi e scegliendo un lavoro che amavo, ho imparato ad amarmi.

Amando me stessa, il mio amore per gli altri si è sganciato dai miei bisogni, ed ho iniziato a lasciarli liberi, perché alla mia felicità sono in grado di provvedere da sola.

Un anno fa mio figlio si è sentito libero di andarsene di casa, sapendo che sarei stata bene comunque, ed un mese fa, quando è tornato, ha trovato la porta spalancata.

Amando me stessa ho imparato ad amare gli altri.

Alla prossima, Valeria Pisano

Articoli correlati

La redazione

La redazione

La redazione di Chizzocute è come una famiglia, grande e animata, composta da donne e uomini uniti da ideali di vita sostenibile, che pongono le relazioni umane al centro delle proprie scelte, consapevoli che tutti noi “siamo frutto della nostra famiglia”.

All posts by La redazione

Comments are closed.