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L’amicizia tra donne è possibile? Vi racconto Ilaria

Ci sono persone che capitano nella tua vita un po’ per caso. Persone che un 20 settembre qualunque, nel primo giorno di prima liceo, conosci tra i banchi di scuola.

E, mentre guardi quei visi nuovi, ti basta un secondo per realizzare che quei ragazzini saranno coloro che vedrai per sei ore al giorno, cinque giorni su sette per cinque lunghissimi anni. Persone che a prima vista ti stanno antipatiche o simpatiche oppure ancora che a prima vista non ti stanno né simpatiche né antipatiche, semplicemente sai che non le conosci ma che avrai modo di farlo.

Poi qualcuno scomparirà e non lo rivedrai più, qualcuno rimarrà.

Per me qualcuno è rimasto e di una non sapevo proprio nulla. Mi frullavano in testa mille domande, mille pensieri superficiali: le piacerà Ligabue come a me? Le piacerà leggere? Sarà una persona divertente, con dei sogni per il futuro?

Ed ecco che nel giro di sette anni quella persona è la tua migliore amica: lei sa tutto di te e tu sai tutto di lei. Siete al terzo concerto di Ligabue insieme, sai benissimo che adora leggere ma che ha poco tempo per farlo perché studia come una matta per diventare infermiera; conosci a memoria la sua risata perché sì, per fortuna è una persona divertente. E magari ti sembrava un po’ bacchettona all’inizio, ma con gli anni hai scoperto che non lo è affatto. Hai conosciuto dei lati di lei che forse non si era mai permessa di mostrare a nessun altro. Per paura? Per vergogna? Perché non si sentiva sicura? Chi lo sa.

In fondo però sei contenta che si sia fidata di te e tu hai fatto lo stesso con lei, mostrandole a tua volta il tuo lato più debole, il lato malato.

E sai quando è stato che hai avuto la certezza che lei non poteva essere altro che la persona che ti avrebbe accompagnata nella tua vita? Quando hai capito che lei non ti avrebbe mai giudicata per i tuoi errori, per le tue cadute, per i tuoi sentimenti sempre troppo forti e troppo veloci. Non ti avrebbe mai guardata con quello sguardo critico che ti sei sentita addosso tante volte, non ti avrebbe mai fatto notare che c’era qualcosa di sbagliato in te e nelle tue scelte. Al contrario ti avrebbe accudita come una madre in una serata sbagliata, ti avrebbe protetta come una sorella quando avevi paura dei giudizi degli altri e della loro incomprensione, ti avrebbe teso una mano come un’amica, ti avrebbe curata come un’infermiera. E l’ha fatto, l’ha fatto sempre senza mai chiedere in cambio nulla.

E’ stato strano non dover chiedere e non dover per forza dare qualcosa in cambio, vero?

Ma tu sai che lei è così: è generosa, è buona -fin troppo a volte- però sai che non è ingenua e che –anzi- quando vuole è fin troppo intelligente. E’ una donna pratica, decisa, con una forza di volontà che spacca i muri e con una dedizione per ciò che vuole fare da riacquisire fiducia nel sistema. E’ coraggiosa e razionale, ma è anche piena di sogni e di paure. È la tua migliore amica.

Ti ci vedi già al suo fianco nei giorni più importanti della sua vita e vedi lei quando toccherà a te. Con più calma, perché lei è quella più intelligente e più fidanzata di tutte.

Lei è una di quelle amiche che se non ce l’hai non lo puoi capire: quella che c’è sempre, senza mai essere invadente, quella che per la tua famiglia è ormai una figlia acquisita e tu lo sei per la sua.

E’ quell’amica che ti conosce così bene da insegnarti un po’ di te, a volte.

Lei è quell’amica, punto.

E penso che avere un’amica come lei dovrebbe essere un diritto fondamentale per tutte le donne. 

E sono certa, vedendo il mio volto riflesso nei suoi occhi, che l’amicizia fra donne è possibile.

Deborah Pacella

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