Skip to content

Ansia da prova costume: ho ammazzato la giuria.

La prima volta che ho sentito questa famosa ansia da “prova costume”, avevo circa 14 anni, pesavo 70 kg ed ero alta appena 150 cm, quindi, canonicamente, la prova costume non l’avrei superata nemmeno corrompendo la giuria con palate di soldi.

Quel pomeriggio mi sono guardata allo specchio, per la prima volta con una pericolosa aria critica che non sarei più riuscita a lasciare andare, e mi sono vista grassa.
Mi sono vergognata di me, del mio corpo, delle mie gambe, della mia pancia, dei miei terribili fianchi.
Mi sono vergognata di quelle che, allora, non erano nemmeno ancora forme, perché ero poco più che una bambina.
Quell’anno per la prima volta avevo un fidanzatino, avevo paura che, vedendomi in costume, si sarebbe schifato, avrebbe realizzato che era troppo per me.

Poche settimane dopo mi sono messa a dieta e ho perso circa 20 kg, cosa che è stata la mia salvezza, in un certo senso, ma a tratti anche la mia rovina, perché da allora, da quel maledetto giorno in cui mi sono guardata allo specchio e ho deciso che sarei dovuta dimagrire, quel pensiero non mi ha più lasciata.

Le due-tre estati successive non sono state migliori: nonostante io pesassi poco più di 50 kg e fossi alta 160 cm (grazie pubertà, so che hai fatto del tuo meglio ma sono comunque ancora un tappo) e quindi fossi a pieno diritto in peso forma, andavo al mare con l’ansia paranoica di chi sta andando a un colloquio di lavoro presso l’agenzia più figa della città.

Non mi sono mai sentita a mio agio nel mio corpo e forse mai lo sarò del tutto.

Il gesto di togliere il vestito e rimanere in costume, quasi nuda, senza poter nascondere i miei fianchi troppo pronunciati, il sedere troppo largo, le cosce troppo grosse e con qualche (invisibile) smagliatura, mi metteva davvero a disagio. Mi sentivo osservata, come se tutti fossero lì apposta per constatare che il mio fisico non andava ancora bene per i canoni moderni.
Solo l’estate successiva mi sono sentita leggermente più a mio agio nel bikini: era il secondo anno consecutivo di palestra e alimentazione (ossessivamente) sana ed ero, per quanto possibile, quasi perfetta.
Il problema è che io, lì per lì, nemmeno me ne accorgevo! Mi vedevo comunque fuori forma, ancora sotto esame, ancora giudicata.

“Facciamo una foto?”
‘Spè, devo tirare indietro la pancia, mettere le gambe leggermente incrociate, tirare indietro le spalle e oddio, speriamo non si vedano troppo i fianchi, speriamo che non si notino i 5 kg di differenza tra me e la mia amica, speriamo che non mi giudichino quando la foto apparirà su Facebook.”
Ma giudicata da chi?
Ma chi ce lo fa fare, di sentirci così?
Perché dobbiamo sentirci sotto esame, andando al mare?

Sì, perché, riflettendoci un secondo, chi sono questi fantomatici giudici della prova costume? Avete mai visto gente con la paletta numerata in spiaggia?

Non so voi, ma io personalmente non mi sono mai messa a sfilare sulla sabbia, circondata da pubblico che mi dava un voto per le mie forme.
Nessuno ha mai detto niente sulle mie “cicce sballonzolanti” o almeno, io non l’ho mai sentito e, come si suol dire, “occhio non vede, cuore non duole”.
La giuria è nella nostra testa.
A nessuno importa davvero se pesiamo 50 kg o se, invece, siamo in sovrappeso di 20, a nessuno importa se abbiamo il sedere tonico come una Schweppes o se invece quest’anno i soldi dell’abbonamento in palestra li abbiamo spesi in cd e concerti.
E poi, diciamocelo, c’è davvero qualcuno di perfetto in spiaggia?
Ci sono davvero così tanti replicanti di Mariano Di Vaio e di Belen, sulle coste italiane? No, perché se a fare il commentino acido sulle mie chiappe fosse lei, potrei capirlo (e troverei un modo acido per risponderle, comunque), ma visto che qua siamo tutte sulla stessa barca di gente pigra e complessata, io non vedo ragioni per rovinarsi una giornata al mare.

Migliorarsi per piacersi di più va benissimo, ma non ha senso vergognarsi di se stesse perché il mondo ci sta insegnando che se non siamo alte 180 cm e non pesiamo come una bambina di 12 anni, allora facciamo schifo. Io mi sono stufata di dover sacrificare la mia serenità perché c’è chi non mi vede bella.
E chissenefrega?!
Quest’anno mi sono proposta di fregarmene, di andare al mare con il mio costume preferito senza perdermi nelle paranoie del “cosa penseranno gli altri di me?”, senza angosciarmi perché quella ragazzina ha il fisico che vorrei avere io.

Questo è il mio fisico, io sto imparando ad accettarlo e a volermi bene per quello che sono.

Se agli altri va bene, ottimo, altrimenti vorrà dire che distoglieranno lo sguardo e guarderanno la ragazzina con le chiappette sode.

Detto ciò, vi invito a provare a viverla allo stesso modo, quest’anno. Ne guadagnerete sicuramente!
Alla prossima settimana,
Deborah.

Articoli correlati

Categorized: Yourself
Tagged:
La redazione

La redazione

La redazione di Chizzocute è come una famiglia, grande e animata, composta da donne e uomini uniti da ideali di vita sostenibile, che pongono le relazioni umane al centro delle proprie scelte, consapevoli che tutti noi “siamo frutto della nostra famiglia”.

All posts by La redazione

Comments are closed.