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Attachment parenting: genitori, bambini ed alto contatto

 

Attachment parenting: letteralmente “genitori con attaccamento”. Genitori ad alto contatto.

Ci sono scelte nelle vita, scelte che a volte, inconsciamente, sono dettate dalla società, dall’ambiente, dal giudizio delle persone.

Ci sono tanti modi di fare il genitore. Si fa riferimento ad un modello di padre e madre che ci propongono alla TV, sui cataloghi, nelle pubblicità.

Il biberon che previene le coliche, il latte artificiale che fa guarire dal reflusso, la videocamera in camera dal bimbo per controllare, a distanza, che si addormenti, lì, da solo, nella  sua stanzetta, con il suo ciuccio.

Facciamolo piangere un pochino, è furbo, non viziamolo. Deve imparare a stare un po’ senza la mamma.

Attachment parenting: genitori con attaccamento. Ma attaccamento a cosa? All’amore? Alle coccole? Al nutrimento? Alla protezione? Al bisogno fisiologico di stare con i genitori?

L’alto contatto non è altro che una legge dettata dalla natura, un meraviglioso modo di essere genitori naturalmente, liberi dagli stereotipi dettati dal marketing e dal dio denaro che ci propone soluzioni per rendere indipendente nostro figlio. Ma indipendente da cosa? Da noi?

attachment parenting

Il bambino, come ogni mammifero, ha un bisogno primario e fondamentale per la propria crescita, ed è quello di sentirsi al sicuro con i propri genitori. Purtroppo, spesso, chi sceglie la strada dell’alto contatto, viene giudicato come sbagliato, morboso, diseducativo nei confronti del proprio figlio.

Ma come si comporta un genitore ad alto contatto? Solitamente il genitore AC, ascolta i bisogni del bambino prima dei suoi. Ogni mammifero cerca la propria mamma, ha bisogno di contatto, specie la notte. Per questo motivo la mamma AC, dormirà nella stessa stanza o, meglio ancora, nello stesso letto del proprio bambino. Allatterà a richiesta, soddisfando quello che è il bisogno del proprio figlio, che sia esso fame, sete o solo voglia di coccole. Praticherà quello che si chiama “Bonding”; ovvero “sosterrà” il piccolo, con una fascia, un marsupio o semplicemente con le braccia, rassicurandolo in un abbraccio.

alto contatto genitori e bambini

I figli saranno figli rispettati, nei modi e nei tempi. Avranno una consapevolezza maggiore di se stessi. Saranno adulti autonomi, a differenza di quello che si crede, perché non avranno mai vissuto l’abbandono, l’ansia di non essere all’altezza. La paura di rimanere da soli. Saranno certi di poter camminare nel mondo, sicuri di essere sempre sostenuti da quelli che sono i loro genitori. Genitori che hanno saputo mettersi da parte, che hanno voluto essere SOLO genitori per un certo periodo della propria vita, perché sapevano di stare svolgendo il compito più importante al mondo.

Probabilmente i bambini ad alto bisogno di oggi, saranno adulti che dal mondo, dalla vita, si aspettano quello che hanno ricevuto: educazione, rispetto, coerenza, fiducia, amore. E allora cosa ci può essere di sbagliato in questo? Facciamo forse male a preparare i nostri figli, per renderli capaci di costruire un mondo migliore?

E allora mi domando perché. Perché i genitori ad alto contatto devono sentirsi derisi, giudicati, ridicolizzati, opprimenti, morbosi, egoisti? Perché devono sentirsi diversi quando vivono l’essere genitore come vuole la natura, l’istinto?

Io penso che in questa società, in cui i bisogni fondamentali e fisiologici sono “vizi”, “capricci”, ci sia bisogno di questo. Credo che sia un dovere per noi crescere i figli in modo naturale, istintivo e quasi primordiale, senza sentirsi cattivi genitori.

Maria Russomanno

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