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Bambini nel lettone di papà: la felicità nelle piccole cose

Dove si posa il mio sguardo vedo le piccole crepe del destino incrinare i miei sogni e rendere libera la mia fantasia di cercarne altri e nuovi, più lontano, oltre.

Come quasi tutti gli esseri umani riconosco la bellezza dei bambini per la loro genuina facoltà di provare nelle scelte più semplici, la felicità, a volte maledettamente egoista, ma pur sempre assoluta, almeno per loro.

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L., ogni volta che dorme a casa mia, mi ricorda le giornate insieme nella mia vecchia vita e le ore passate a scoprire quanto può essere divertente scompigliare i pensieri e il letto di papà con mirabolanti acrobazie da bambini, salti scoordinati e guerre di cuscini. Insieme, prima che arrivasse G., passavamo intere settimane uno accanto all’altro imparando a sorridere e scoprendo come si vive da quattro zampe e a due e anche volare…

Adesso invece, di mattina presto, subito dopo la sveglia, mentre io già mi preparo, me lo vedo arrivare in camera mia, ancora tutto ingarbugliato tra i capelli e i sogni, con  una bellissima scia d’amore, che si va rannicchiare come un piccolo ghiro sotto il mio piumone ancora caldo della notte.

Ricordo che anche io lo facevo e che , con mia madre che spalancava le finestre della camera per farci alzare prestissimo (che santa donna dicevamo), io correvo nel letto dei miei a cercare , ancora per poco, quel tepore e quel profumo unico di noi papà. Un momento solo mio di amore che mi colmava, mi scaldava e mi dava la forza di affrontare qualsiasi fredda avversità fuori da lì, specialmente d’inverno a – 10.

L. ha capito anche lui che tesoro si nasconde nel mio lettone e appena può, tra un’arrembaggio e una burrasca, quando il galeone si quieta e il mare si trasforma in una tavola piatta e liscia, sparisce con il fratellone in camera mia. Così tra risatine e la paura del capitano barbanera, l’intero equipaggio si va a nascondere sotto il piumone e io li lascio giocare a nascondino. Ogni tanto me li guardo, dall’imboccatura del boccaporto, arrotolarsi e bofonchiare là sotto, guardo quelle due creature nascondersi, crescere insieme, giocare e mi commuovo. Adesso so che con quel poco tempo che mi rimane per stare con loro non posso permettermi più la minima distrazione e che questi saranno per sempre i più bei momenti per noi maschiacci.

L’esperienza del profumo/calore la rivivo anche io quando appoggio il naso e mi raccolgo intorno ai loro capelli , respiro quel indistinguibile, unica, istintiva e bellissima essenza che ha solo il mio futuro. Grazie alla nostra vita insieme capisco che senza il loro capitano barbanera si sentirebbero come foglie nel mare e non di certo galeoni pronti ad affrontare le innumerevoli tempeste della vita. Sento che la dolcezza delle loro vite stia nel renderli sicuri che io li amo, malgrado tutto, sento che con loro e per loro devo continuare a sentire il sapore del mare in bocca e trovare il modo di essere felice dentro questa terraferma di solido ego-capitalismo, malgrado tutto questo distruggermi/si a vicenda, malgrado questa nostra effimera società che, oltre a ritenersi la migliore possibile (sti caxxi) , voglia continuare la sua scellerata e infima esistenza aggrappata alla scogliera frastagliata e pericolosa del capo, sotto capo, caporale e cacasenno…

Vi lascio queste poche pagine della mia vita non tanto come ricordo, tanto come cartolina di un padre possibile che per ora ha ancora la sua onesta schiena dritta. Vi lascio perché sono in un malestorm di eventi che non sento più di controllare attraverso la scrittura e mi getto così tra le onde della vita e combatto  perché le mie vele oramai sono cariche di vento e il galeone sta per prendere rotte nuove e inaspettate, e dopo questo seguirà un ultimo post. Mi mancherà credere che qualcuno abbia sorriso di me e della mia credulità, mi mancherete voi ragazzaccie del blog. All’alba, un giorno non troppo lontano, sulla scia del sole che sorge , scorgerete in lontananza un galeone con le sue vele color oro passare vicino ai vostri ricordi e forse, se saremo ancora abbastanza pirati, alzerò sul pennacchio la mia jolly roger color rosso, rosso rivoluzione.

Un abbraccio, Mario

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