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Abbiamo bisogno dei nostri figli…

…quanto loro di noi. E’ una necessità, quel qualcosa di cui non possiamo e non riusciamo di farne a meno

La settimana scorsa non sono stato bene. Un paio di medici hanno cercato di dirmi dolcemente che per la mia età sono messo parecchio male, che sono in anticipo sulla tabella di marcia. Ahimè la mia schiena se ne sta andando… Sicuramente è dovuto a varie cose, tra cui tante fatte male e l’aver lasciato, senza problemi, che mia figlia giocasse con me – e quando dico “con me” intendo esattamente come un giocattolo su cui saltare addosso e cavalcare -. Una settimana di farmaci e di prese per i fondelli e sono tornato quasi come nuovo.

Quando capitano queste cose inizi a riflettere. Non puoi fare tante cose e, oltre a considerare l’aumento delle maniglie dell’amore, pensi a cosa ti stia perdendo, a come affronti diversamente cose come la famiglia, il gioco con i figli, le svariate serie di Netflix, i muri da ridipingere… Questa settimana trascorsa da spettatore mi ha aiutato a comprendere qualcosa in più del mio carattere, di come reagisco quando qualcosa non va, di come la tensione possa giocare brutti scherzi, ma soprattutto di quanto possa mancarmi l’affetto fisico di mia figlia!

Quando nascono i figli, nascono anche i genitori. Nasce un rapporto stretto, un vincolo, nel vero senso del termine.

I nostri figli sono parte di noi, non possiamo negarlo. Sentiamo la loro mancanza ogni volta che si allontanano da noi e ci circondiamo di cose o ricordi che possano colmare il vuoto che la loro lontananza crea. Vicino alla mia scrivania ho foto, disegni e impronte. Una volta criticavo i colleghi che avevano troppe cose personali in mostra, ma forse non capivo che avevano semplicemente bisogno, come io adesso, di un posto sicuro dove poter lasciar correre emozioni e ricordi in attesa di riavere tra le braccia i loro cari.

Noi poi siamo italiani e, oltre a gesticolare continuamente, abbiamo bisogno di percepire fisicamente l’affetto delle persone, specialmente della nostra famiglia: un abbraccio, una carezza o un bacio possono cambiare radicalmente le nostre giornate, facendo spuntare il sole anche in quelle più gelide e cupe. Dover essere costretti a limitare tali dimostrazioni da parte dei nostri figli è una cosa tremenda, intanto perché loro non riescono e noi usiamo ancora più fatica fisica nel doverli fermare, e poi perché è una cosa che va contro natura, per lo meno fino all’adolescenza… Non avendoli vicini non possiamo capire cosa passa loro per la testa e se sono sereni o se qualcosa li ha turbati, magari nel nostro comportamento.

I bambini sono potenti fiumi in piena che scavano solchi indelebili nella nostra vita, che irrigano i campi delle nostre emozioni mentre rinfrescano le calde giornate cariche dell’afosa quotidianità. Se ci sono, non possiamo farne a meno. Abbiamo bisogno della loro confusione, delle loro grida, dei loro silenzi, dei loro sguardi, delle loro attenzioni. Abbiamo bisogno di loro e non possiamo farne a meno.

Silvano Campanale

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