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Buon compleanno Gabriel García Márquez: vivere per raccontarla

Quando mi trasferii in Italia non ero che una bambina. Nel mio sangue scorreva sangue italiano ed ero stata cresciuta con l’idea che la mia vita si sarebbe svolta tra due terre, tra due culture e due realtà lontanissime.

Sapevo che un giorno saremmo tornati a vivere qui, per restarci. Eppure credo che nessuno potrebbe passare da un’isola dei Caraibi alla Lombardia senza riportare alcun trauma.

Siamo il risultato delle emozioni provate e delle esperienze vissute sin dai nostri primi sguardi sul mondo. Il mio gusto, il mio modo di percepire la realtà e gli esseri umani ha in sé, inevitabilmente, i colori, gli odori, il sole e la cultura della terra in cui sono nata.

Ho sempre cercato i tropici in tutto: nei piatti che preparo, nella stampa di un tessuto, nelle tele di un pittore, tra le righe di un libro, in una poesia, nei suoni, nelle melodie, negli odori famigliari, come quello che ha la terra in estate, appena si spegne un temporale.

Ho cercato per tutta la vita qualcosa che mi riportasse indietro.

Recentemente ho trovato alcuni fogli ingialliti, che risalgono ai miei 15/16 anni. Li avevo scritti con la vecchia Olivetti di mio padre, non ha forse nemmeno più senso conservarli. Rileggendoli mi sono detta proprio questo: i tropici sono sempre stati dentro me.

Già allora amavo scrivere e già allora, in ciò che scrivevo, cercavo di ricreare le atmosfere incantate, lente e sensuali che avevo conosciuto nei primi anni della mia vita. Racconti che potessero descrivere con “realismo magico” la realtà latina, sospesa tra il reale e il fantastico. Ho sempre cercato questo in tutto, mossa da un bisogno inconsapevole di sentirmi a casa.

Ho sempre letto molto e ho voluto scoprire l’opera in lingua originale di diversi scrittori latino americani, innamorandomi di diversi scritti di Gabriel García Márquez, in cui le atmosfere incantate di cui avevo bisogno riaffioravano riga dopo riga, incontenibili.

Sono convinta che si possa essere dei bravissimi scrittori, dotati di grande immaginazione e fantasia ma che ci siano storie che non si possano inventare dal nulla. La vita, d’altronde, va vissuta per essere raccontata. Senza l’esperienza diretta, nessuno, se non il figlio di una chiaroveggente e di un guaritore avrebbe potuto trasmettere così bene la nostra natura e il nostro modo di percepire la realtà.

E’ questo il motivo per cui, il giorno in cui ho deciso di aprire un blog non ho avuto dubbi sul nome da dargli: Vivere per Raccontarla, una delle opere meno note di Gabo, eppure così ricca, così completa.

Credo sia stato questo il motivo per cui la redazione di Chizzocute mi abbia chiesto di ricordare questo eccezionale scrittore colombiano in occasione del suo compleanno, a quasi due anni dalla sua scomparsa. Gabriel García Márquez è stato uno dei più noti ed emblematici esponenti del realismo magico e la sua letteratura ha avuto, tra gli altri, il grosso merito di aprire il cammino, ispirandoli notevolmente, a molti altri scrittori latinoamericani.

La vida no es la que uno vivió, sino la que uno recuerda y cómo la recuerda para contarla” .

Francesca Guatteri

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