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Il cambio degli armadi | la prova jeans più temuta dell’anno

La primavera é già arrivata da qualche giorno, il sole sembra fare non solo capolino ma essere deciso a non abbandonarci, le giornate si sono allungate e i primi fiori iniziano a sbocciare.

In questa cornice di cose belle, nella testa di una donna inizia a farsi strada un pensiero solo: il cambio degli armadi.

Perché la donna non la conosce la mezza stagione e dalla pelliccia di marmotta passa direttamente alla canotta con l’ombellico di fuori.

La donna non ama perdere tempo e quindi si toglie il moon boot ed indossa un sandalo piede ignudo con la stessa disinvoltura di Mastrota in mezzo ad una batteria di pentole.

La donna si ritaglierà pertanto una domenica libera, per riporre i golfini e i vestiti di lana e dare spazio ai tubini scollati, alle magliette fluo e agli shorts color pastello.

E non importa se la mattina alle otto quando uscirà di casa per andare in ufficio sarà ancora meno dieci, perché la donna ormai ha fatto il cambio dell’ armadio ed  è meglio battere i denti che ammettere di essere stata precipitosa.

In quel cambio armadio, ogni donna che si rispetti, tirerà fuori venticinque t- shirt, ottantadue canottiere, settanta bikini e dieci tipi diversi di scarpe. Col tacco dieci, col tacco 12, senza tacco. Verdi, gialle, nere, aperte, chiuse, semi aperte, forse chiuse, con una leggera finestrella sul lato.

Tirerà fuori vari tipo di gonne: lunghe, corte, tre quarti. Con lo spacco, senza spacco, con la cerniera, senza cerniera, strette, larghe, una via di mezzo.

Sarà quindi la volta dei jeans:  quelli scoloriti, quelli scuri, quelli strappati o quelli bianchi.

Ed é proprio sulla prova jeans che si deciderà l’umore di una donna per i successivi venti giorni.

Perché se una t-shirt può trarre in inganno,  il jeans, quello no, non perdona.

E se sulla pancia hai ancora depositati i diciotto panettoni del 25 dicembre, il jeans te lo ricorderà.

A quel punto, ogni donna che si rispetti, abbandonerà il cambio armadio, per sedersi distrutta in mezzo ai vestiti rimasti irracolti in maniera confusionaria nella stanza, prenderà un kleenex, metterà alla radio “Total eclipse of the heart” e piangerà tutte le lacrime che ha, chiedendosi come é possibile che sia ingrassata in così pochi mesi, quando a parte una trentina di cacio e pepe, venti litri di vino e novantadue code alla vaccinara, é andata avanti a rucola e bresaola.

Allora, ogni donna che si rispetti, si deciderà convinta a intraprendere una dieta, di quelle dieci chili in due ore, che l’aiuterà ad essere perfetta per la prossima prova costume.

Ed ovviamente si tratterà di una dieta da iniziarsi rigorosamente di lunedì. Di quale anno, non é dato sapere, ma di certo di lunedì. 

Sara Gazzini

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