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Camerette ecologiche: i consigli migliori per arredare le camere dei bambini

Arredare la camera dei nostri figli è sempre un momento divertente e piacevole, ma per creare camerette ecologiche a misura di bimbo, i fattori da valutare sono tanti: i materiali, le finiture, i meccanismi e i sistemi costruttivi, l’impatto ambientale di tutti questi elementi, la salubrità… inoltre, ritengo importante non sottovalutare alcuni aspetti psicologici legati alla percezione dello spazio.

Andiamo con ordine, ecco alcune indicazioni per quanto riguarda gli aspetti materiali.

  • L’attenzione va focalizzata sul concetto di qualità legata alla sicurezza “meccanica” e “chimica”: tutte gli arredi devono rispondere alle norme italiane, europee e internazionali, valutate da Istituti accreditati
  • E’ necessario verificare che non siano presenti sostanze chimiche irritanti o addirittura potenzialmente cancerogene, come la formaldeide (dai possibili effetti cancerogeni evidenziati dalll’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro nel 2006). Controlliamo le certificazioni presentate dai produttori: la più utilizzata è la E1 sul contenuto di formaldeide nei pannelli (obbligatoria in Italia).
  • Acquistando dei prodotti ecologici certificati,  si limita il rischio di esporre i più piccoli, e non solo, a composti organici volatili. Bisogna assicurarsi di non acquistare prodotti che contengano metalli pesanti, quali il cromo e il piombo ; che emettano sostanze nocive quali solventiVoCftalati e sostanze allergizzanti quali spore, muffe, funghi.
  • Le luci devono essere marcate CE per garantire la sicurezza elettrica sul prodotto, utilizzate le lampadine a risparmio energetico o le lampade a LED.
  • Fate attenzione anche al tipo di colle che sono state utilizzate, nonché alle giunzioni in metallo, che possono essere sostituite da incastri di legno, tipo coda di rondine.
  • Preferite vernici all’acqua monocomponente, senza l’aggiunta di solventi chimici, che riducono l’emissione di sostanze nocive fino al 95% rispetto l’utilizzo delle tradizionali vernici a solvente. Inoltre sono pienamente conformi alla norma EN 71.3, relativa all’impiego delle vernici su giocattoli o altri materiali che possono, occasionalmente, venire a contatto con la bocca dei bambini.
  • Nella scelta dei tessuti, sia come rivestimenti per il letto che delle pareti, optate per fibre di origine naturale, possibilmente biologiche, come cotone, lana, canapa e lino (soprattutto per quelle che vengono direttamente a contatto con la pelle del bambino).
  • Per i pavimenti, si consiglia la scelta del bambù o di un parquet da legno di recupero, naturale e confortevole, specie quando inizierà a gattonare e a fare i primi passi. Potete aggiungere un tappeto in fibra naturale per avere il posto perfetto per i suoi giochi.
  • L’inquinamento elettromagnetico, può essere facilmente ridotto evitando di posizionare elettrodomestici come televisore o computer all’interno della cameretta.

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Ora analizziamo alcuni concetti e aspetti psicologici propri degli spazi destinati ai bambini.

  • I bambini, come i cuccioli, sono esseri molto bisognosi, che cerca tranquillità, riparo, protezione e vicinanza affettiva. Non tutti gli ambienti sono adatti e piacciono ai bambini, che cercano un ambiente protettivo e tranquillo. Per esempio, sono a disagio in grandi stanze vuote, se devono fermarsi e sostarvi cercano un angolo o si appoggiano contro il muro.
  • I bambini, avendo un maggior collegamento con l’istinto, sono molto attenti a interpretare i segnali che arrivano dai loro genitori e dall’ambiente esterno, per identificare eventuali pericoli. Manifestano molti comportamenti che indicano la loro ricerca di sicurezza, di sostegno e di protezione. Molto spesso si buttano a terra, abbracciano la terra o strisciano per terra, indicando che cercano un maggior contatto con il femminile, richiamando il concetto di terra – madre. Cercano continuamente il contatto, soprattutto con la madre, con la terra e con i “confini”, cioè con le strutture che definiscono lo spazio intorno a loro. Ricercano istintivamente una sorta di “nido” (ricordo dell’utero). Hanno bisogno di confini psichici e fisici.
  • Il primo contatto che il bambino ha con il mondo è quello con la madre, tiepida, morbida e accogliente. Per questo motivo, nelle camere dei bambini si dovrebbero utilizzare materiali tiepidi, morbidi e accoglienti. Per esempio, bisogna evitare i metalli e il marmo, mettere loro a disposizione cuscini e tappeti soffici. Alcuni sostengono che un bambino cresciuto su pavimenti duri e freddi tenderà ad associare da adulto queste caratteristiche a tutto ciò che è femminile.
  • Il bambino associa le sensazioni di calma e accudimento alle frequenze di luce che percepisce all’interno del corpo della madre. Perciò, per un bambino i colori calmanti saranno in genere colori pastello o acquerello, con tonalità calde e mai troppo accese, che variano tra i colori rosa, terra, ocra, color carne, salmone, color pesca… Nonostante le mode, le tonalità vivaci sono indicate solo per gli spazi gioco, non per le aree destinate al sonno.
  • I bambini molto piccoli in genere dormono nel letto con i genitori o nella culla. Pian piano svilupperanno la loro indipendenza e conquisteranno il loro spazio. Questo non avviene alla stessa età per tutti. Se la culla sta nella stessa stanza dei genitori, è importante che non venga posizionata di fronte o dietro ad una porta, oppure su un transito, per non fargli percepire una situazione insicura a livello spaziale e perché altrimenti il messaggio che stiamo trasmettendo è “in caso di attacco tu sei sacrificabile”.
  • Se il bambino ha una sua cameretta, questa deve rispettare le sue esigenze: non deve essere troppo grande, deve essere accogliente, ricca di oggetti morbidi e caldi, deve contenere materiali poco spigolosi e deve essere tale da trasmettere un’informazione di protezione.
  • I nostri piccoli sono attratti dai nascondigli, si nascondono sotto i letti, le scrivanie: oltre che esercitarsi e imparare a muoversi nello spazio, esibiscono un comportamento naturale di protezione. Prevediamo quindi nicchie e anfratti, una casetta finta o una tenda che siano appunto a loro dimensione. Un letto soppalcato presenta inferiormente un certo spazio basso e contenuto,  più piccolo e più avvolgente, ideale per giocare. I letti a castello e quelli a ponte sono indicati in caso di spazi ristretti. I bambini più audaci preferiranno dormire sopra, mentre quelli più riflessivi preferiranno dormire sotto.
  • Per questioni economiche o di mancanza di spazi, spesso nelle camere dei bambini si riuniscono tre funzioni: il sonno e riposo (associato all’arredo letto), il gioco (associato ai giochi e allo spazio vuoto) e lo studio (associato all’arredo scrivania-libreria). La loro sovrapposizione può rappresentare un problema. Le tre aree vanno ben contestualizzate: i bambini amano le cose chiare e facilmente comprensibili. Dovendo allestire una camera multifunzione, la priorità va data alla camera come luogo per dormire. Le funzioni di gioco e/o di studio possono essere aggiunte successivamente. In questo senso, è necessario per prima cosa definire la migliore posizione del letto; in secondo luogo si procede con l’area di gioco. Evitiamo stanze troppo piene di giochi e arredi, dai colori accesi, scrivanie troppo vicine al letto e diamo a ogni oggetto un posto e un ordine, facilmente gestibile dai bambini.

 

La situazione cambia quando si tratta di arredare camere per ragazzi più grandi, adolescenti.

Contestualmente alla sua trasformazione e all’aumento di fiducia nelle proprie forze e nella propria indipendenza, sarà necessario concedere uno spazio più grande o più adatto alle sue esigenze.

Spesso i conflitti adolescenziali con i genitori sono collegati a motivazioni di spazio.

  • Per questo motivo, fin da quando il bambino è piccolo, è meglio prevedere per la (futura) fase adolescenziale un passaggio di camera (da una camera più piccola a una camera più grande), o almeno un rinnovamento degli arredi, oppure – se due fratelli dormono nella stessa stanza – l’attribuzione di una stanza personale riservata ad ognuno di loro (come un rito iniziatico). Questo “riconoscimento” da parte dei genitori, se arriva nel momento giusto, aiuta molto a stemperare le dispute e i litigi tipici dell’età adolescenziale. In sostanza, stiamo trasmettendo a nostro figlio, il messaggio “riconosco che sei cresciuto e che sei diventato più forte e indipendente, e per questo io (in quanto genitore) ti attribuisco uno spazio più grande e che ti sarà di maggiore aiuto; in questo modo ti sto valorizzando”.
  • Crescendo, aumenterà la richiesta di privacy. Rispettiamo i confini del “loro territorio”.
  • Diamo loro la possibilità di personalizzare la loro camera, disporre autonomamente gli arredi e l’organizzazione spaziale della camera. Tutto sarà più facile se avremo comprato pezzi basic, minimali e diversamente aggregabili.

 

Prendersi cura di un figlio che cresce, significa anche prevedere quali saranno le sue necessità future e favorire il suo sviluppo in autonomia… Quindi la camera dovrà cambiare e trasformarsi con lui!

Valeria Masera

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