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CAMPI ESTIVI: COME SCEGLIERE QUELLO PIU’ ADATTO AI NOSTRI FIGLI

 

Finite le attività scolastiche si pone subito per noi genitori, soprattutto per quelli che lavorano, la questione dei mesi estivi. Dove farli passare ai nostri figli?

Una risposta possibile sono i campi estivi, organizzati per tutte le fasce di età, dalla scuola dell’infanzia in avanti.

Sorge allora un’altra domanda: come scegliere il campo estivo più adatto a nostro figlio? Ce ne sono veramente di tante tipologie: campi estivi in natura, campi estivi incentrati sullo sport, campi estivi sulle lingue straniere e chi più ne ha, più ne metta. Ovviamente la cosa migliore è scegliere quello che ci sembra più affine al nostro bambino, coinvolgendolo se possibile nella scelta e partecipando alle presentazioni che spesso vengono fatte e che sono una buona occasione per vedere dal vivo come sarà organizzato.

L’ambiente è uno degli aspetti cruciali da tenere in considerazione; il termine ambiente non deve essere inteso solo come spazio fisico nel quale i bambini staranno, ma deve essere inteso in senso  più generale come ambiente educativo.

Già perché il campo estivo, oltre ad essere una necessità, dovrebbe avere anche una valenza educativa, lasciare nei nostri bambini una traccia positiva e non essere solo un parcheggio.

Scegliamo dunque con cura l’ambiente più adatto che non necessariamente è quello iper organizzato anzi… pensiamo che i nostri figli hanno alle spalle parecchi mesi di scuola, sono stanchi e può essere che non abbiano voglia di immergersi in un altro contesto che richieda loro prestazione continua e di stare in giornate organizzate.

Ben vengano le proposte di attività strutturate ma chiediamo cosa accade se un bambino non ha voglia in un determinato giorno di seguirle, se è contemplato il fatto che qualcuno possa stare a guardare o fare altro di non programmato.

Capiamo in poche parole se l’ambiente è in grado di adattarsi ai bisogni di ognuno.

Un campo estivo deve dare la possibilità di stare tra pari e di giocare, giocare, giocare (viva il gioco libero!), muoversi e vivere leggeri. Altrimenti è come se i nostri bambini ricominciassero subito la scuola. Ragioniamo sul fatto che gli ambienti super organizzati spesso sono anche parecchio ripetitivi nelle attività proposte e così, anche se all’inizio può essere tutto molto stimolante, alla lunga può risultare parecchio noioso, soprattutto se un bambino frequenta tante settimane. Il rischio che si corre è quello di ritrovarsi con un bambino annoiato e scontento, che non vuole più partecipare alle attività.

Pensiamo anche che iniziare un campo estivo richiede per nostro figlio un inserimento in un nuovo ambiente a volte totalmente sconosciuto e consideriamo dunque la sua possibile fatica soprattutto all’inizio: in questo caso un ambiente sufficientemente flessibile ai bisogni e ai tempi di ognuno lo aiuterà di certo nel trovare il suo giusto equilibrio per godersi appieno la nuova avventura.

Un campo estivo ben pensato può essere una bellissima esperienza fatta di nuove scoperte e di nuovi legami che farà passare ai nostri bambini una piacevole estate in attesa delle meritate vacanze insieme alla propria famiglia.

Buon divertimento dalle vostre Rolling Mamas.

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La redazione di Chizzocute è come una famiglia, grande e animata, composta da donne e uomini uniti da ideali di vita sostenibile, che pongono le relazioni umane al centro delle proprie scelte, consapevoli che tutti noi “siamo frutto della nostra famiglia”.

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