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Cara me del passato: eccoti dei consigli

Cara me del passato,

non ti chiedo come stai perché, essendoci già passata, lo so. Sì, infatti io ti scrivo dal 2016, un altro di quegli anni che… lascia perdere. Insomma, non vorrei demoralizzarti perché so che adesso ne stai passando tante e i tuoi problemi stanno iniziando a inglobare la tua vita, però, insomma, mi tocca dirti che non sarà tutto rose e fiori nemmeno nel futuro. Ma sai cosa ti dico? Almeno imparerai ad essere positiva e a capire che i problemi, nella vita, ci saranno sempre e tu non potrai fare nulla per evitarlo. Potrai solo cercare di accettarlo, di cambiare il cambiabile, di diventare forte e di volerti bene anche quando non riuscirai a sentirti attaccata alla vita come vorresti.

Comunque ti scrivo questa lettera perché volevo che sapessi alcune cose di quella che sei adesso e volevo rimediare ad alcuni errori che ho, hai, abbiamo fatto nel passato.

Allora innanzitutto sappi che prima eri molto più cazzuta e che col passare degli anni ti sei un po’ ammorbidita. Sei diventata una donna molto empatica e comprensiva, sempre stronza, certo, ma anche molto più emotiva. E questo è un bene, sì,  però cerca di mantenere un po’ di quella corazza da stronza che hai, ché viene sempre comoda. Credimi.

Poi volevo anche chiederti scusa, per tutte quelle volte in cui non mi sono piaciuta e ho odiato il mio corpo; scusa per aver torturato i miei capelli in cerca di un’identità che avrei trovato anni dopo in qualcosa che va ben oltre all’apparenza. Scusa anche e soprattutto per non aver mai avuto abbastanza fiducia nelle mie capacità, per aver denigrato i miei pregi e nascosto i miei difetti: solo quando ho iniziato a lavorarci su, ho capito che anche il peggior modo di essere può avere delle risorse utili (io, tu, noi siamo delle stronze, è vero, ma fidati che a volte stronzeggiare è necessario per la sopravvivenza!)

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Volevo dirti di non fissarti troppo sul peso, ché vai bene così: fidati, Deb, non fare quella faccia… vai bene così. Fermati adesso prima che diventi un’ossessione, prima che diventi difficile pensare ad altro.

Non saranno quei tre chili di più a definire chi sei, ma quei tre chili di meno lo faranno eccome

Ah, ecco, giusto: smettila di comportarti come vogliono gli altri. Sei simpatica anche senza esagerare, sei carina anche senza essere appariscente. E poi sai cosa? Ci saranno quelli che ti avranno vista in ogni condizione e ti vorranno ancora bene e chi ti avrà vista nella tua versione migliore e ti avrà trovato da ridire… perciò prima inizi a fregartene di quello che pensano gli altri, prima inizi a vivere meglio. Lo so che è difficile, soprattutto per chi, come noi, ha sempre ricercato il consenso altrui.

Ti invito a prenderti cura di te e di chi ti ama per quello che sei, per l’immenso casino che hai in testa e nella pancia. Ti invito anche a salutare chi arriva quando il vento è favorevole, quando sarebbe capace di volerti bene anche il tuo peggior nemico. Insomma, smettila di lasciare che le cose vadano così “per quieto vivere”: il nella vita di “quieto” non c’è proprio nulla.

In questi anni probabilmente non hai imparato granché, ma con tutte le facciate che hai preso hai di sicuro imparato a ricominciare: lavati il viso con acqua fredda, impronta nuovi obiettivi personali, esci con le tue amiche e zero rimpianti… d’accordo? Solo assicurati sempre di aver fatto del tuo meglio, di avercela messa tutta. Sai bene quanto essere me, per te, per noi voglia dire essere competitiva, quindi non deluderti sotto questo aspetto.

Però è fondamentale una cosa: impara anche a perdonarti, concediti di sbagliare, di essere umana. Concediti di essere forte ma di poter crollare e soprattutto… impegnati ogni giorno per volerti bene!

Ti saluto, ché devo andare a fare nuovi errori,

Deborah del futuro

di Deborah Pacella

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