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Le regole d’oro per essere una “Casalinga Perfetta”

Lungi da me da volere essere a tutti i costi una casalinga perfetta, con tutti i sensi di colpa che la frase si porta dietro.

E’ possibile darci delle regole affinché possiamo considerarci tali e  vivere la nostra casa in completa rilassatezza. Non mi riferisco certo alla pulizia della casa perché quello è un fatto d’igiene e quindi dò per scontato che ognuna si organizza come vuole.

La casalinga perfetta è quella che si prende cura della casa, organizza gli spazi, sa dove sono i suoi oggetti, crea un ambiente piacevole per i familiari e gli amici e perché no, trova anche soddisfazione in tutto ciò. Senza per questo diventare una manica dell’ordine e della pulizia.

La casalinga perfetta

Vediamo quindi insieme alcuni spunti che vi aiuteranno in questa direzione:

Non confondere l’ordine con l’organizzazione.

Occuparci dell’ordine non vuole dire semplicemente mettere via, ma significa avere coscienza e conoscere in dettaglio gli oggetti che possediamo, delle quantità e dove riponiamo i nostri oggetti trovando un luogo specifico per ogni categoria.

Essere equilibrate.

Fra la nostra vita e la gestione degli oggetti che ci circondano. Ci aiuta a non perdere tempo, a possedere solo quello di cui realmente abbiamo bisogno e definire se gli oggetti che possediamo ci servono realmente o li teniamo solamente perché non vogliamo disfarcene.

Gestire i tempi.

Del lavoro, della famiglia e della casa. Checché se ne dica siamo noi donne a gestire la casa. Poi gli uomini possono certo aiutarci, ma in genere sono davvero pochi quelli che hanno l’iniziativa di fare e mettere a posto. Quindi avere pianificato a priori e organizzato lo spazio della nostra casa con razionalità è di forte aiuto per avere più tempo per il resto delle cose della nostra vita. E magari anche per noi stesse.

Non procastinare le incombenze casalinghe.

Si sa procastinare, in pratica decidere di occuparsi di alcune cose e poi non farle, porta a abbassare la stima di sé e a procastinare ulteriormente. Come se non pensando e quindi non facendo quello che si era organizzato porta a una sorta di rifiuto. Ma con questo non è che l’incombenza passi, anzi ci guarda da lontano e ci fa sentire in colpa perché non l’abbiamo fatta. In pratica come “un gatto che si morde la coda”. Quindi: definire un planning delle attività e suddividerle nel calendario della settimana è un buon metodo per affrontare la giornata.

Essere consapevoli.

Se vi dovessi chiedere quanti oggetti possedete di una precisa categoria siete in grado di rispondere senza doverli cercare e contare? Non vi dico di diventare le maniache delle liste ma di essere consapevoli di quello che avete in modo da non stressarci nella ricerca delle cose o essere sommerse dagli oggetti.

Pianificare un sano decluttering.

E decidere di liberarvi del superfluo o di quello che realmente non utilizzate. Spazio a nuova vita e esperienze che possono entrare in casa. Decluttering si sa, viene da clutter, parola inglese che significa ingombro.

Daniela Pellegrini

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