Skip to content

Centri estivi: sono pronti ad accogliere i bambini disabili?

Siamo giunti a metà estate, un periodo che per i bambini dovrebbe significare soltanto giochi e divertimento con gli amici, magari in un centro estivo o in oratorio feriale.

Ma siamo sicuri che per tutti i bambini ci siano adeguate strutture e personale pronto ad accoglierli?

Tutti i centri estivi, comunali e non, o gli oratori sono pronti ad accogliere i nostri bambini diversamente abili? Sono adeguatamente preparati ad accogliere bambini i cui bisogni a volte non corrispondono ai bisogni degli altri? La risposta è no.

Qualche giorno fa leggevo che nella mia regione, alcuni comuni, davanti alla legittima richiesta di alcuni genitori di poter iscrivere il proprio figlio al centro estivo, si sono sentiti chiedere quote maggiorate, se non addirittura raddoppiate, come compartecipazione per poter accogliere il bambino disabile. E questo perché il comune non ha previsto la presenza di personale specializzato nell’accoglienza di bambini con bisogni speciali. Pere non parlare poi dei casi in cui, per vaghi motivi di sicurezza, i genitori si sono visti rifiutare la richiesta d’iscrizione privando così i bambini di uno spazio-tempo ludico e ricreativo adatto alle loro esigenze.

Quest’anno per la prima volta ho lavorato in un centro estivo come educatrice con una bambina la cui disabilità non è palese, una bambina speciale che non si lascia fermare da nulla e che è perfettamente integrata nel gruppo dei pari. Eppure è una bambina che ha bisogno di particolari attenzioni e strategie per potersi porre da pari nel suo gruppo dei pari.

Buona parte del mio lavoro non è stato di supporto a lei, che anzi, avrebbe potuto cavarsela alla perfezione anche senza il mio supporto. Buona parte del mio lavoro è stata istruire gli animatori su come porsi con lei e su come consentirle di partecipare attivamente a tutte le attività.

Perché, diciamoci la verità, alcuni di questi centri estivi -senza voler in nessun modo sminuire queste realtà- purtroppo non sono attrezzati, non soltanto a livello strutturale, ma anche a livello educativo, proprio per la loro natura ricreativa.

Spesso addirittura nei bandi di appalto a livello comunale ci si dimentica che questi centri dovrebbero accogliere tutti i bambini, senza alcuna discriminazione. Ci si ritrova così con bandi dove non viene in alcun modo specificato che l’ente gestore dovrà prepararsi ad accogliere anche bambini con bisogni speciali e ci si ritrova così in situazioni come quelle scritte sopra.

Ma in queste situazioni dov’è la famosa integrazione di cui tanto si parla? Davvero non siamo in grado di abbattere le nostre barriere nemmeno in un momento come quello del gioco, che dovrebbe essere spensierato e di libero accesso per tutti?

Per fortuna, quanto meno per quanto riguarda i parchi, sempre più sono quelli inclusivi pronti ad accogliere proprio tutti i bambini. Scopri quali sono i parchi inclusivi italiani.

Arianna Ghirimoldi

Articoli correlati

Categorized: Viaggi
Tagged: ,
La redazione

La redazione

La redazione di Chizzocute è come una famiglia, grande e animata, composta da donne e uomini uniti da ideali di vita sostenibile, che pongono le relazioni umane al centro delle proprie scelte, consapevoli che tutti noi “siamo frutto della nostra famiglia”.

All posts by La redazione

Comments are closed.