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CLOASMA GRAVIDICO: cos’è

ll cloasma è un inestetismo cutaneo dovuto alla comparsa di macchie scure sulla pelle del viso.

Il termine deriva dal greco χλόασμα, che significa “diventare verdi”, poichè la pigmentazione non è mai verde, ma bruna, sarebbe più corretto utilizzare il termine melasma, che deriva dal greco μέλασμα, diventare neri. In realtà i termini cloasma e melasma vengono spesso utilizzati come sinonimi.

Il melasma è una condizione acquisita, non congenita, caratterizzata da una iperproduzione di melanina localizzata in alcune aree del viso, in seguito ad esposizione a luce solare. Questa iper-produzione si traduce nella formazione di macule piane irregolari marroni o brune, localizzate soprattutto su guance, tempi e fronte. La distribuzione delle macchie può essere bilaterale, ma non simmetrica.

Si tratta di un fenomeno piuttosto diffuso, che interessa quasi esclusivamente il sesso femminile, tanto che un tempo si parlava di cloasma uterinum.

In particolare, il disturbo compare più frequentemente nelle donne con fototipo chiaro, durante l’età fertile.

Il ruolo fondamentale nello sviluppo dell’iper pigmentazione è giocato dall’esposizione al sole, ma vi sono altri fattori che hanno un peso nella comparsa del melasma. Tra questi, uno è sicuramente la predisposizione genetica, tanto che nel 30% dei casi di melasma si ha familiarità, ma non meno importante risulta l’influenza ormonale, in particolare dell’estrogeno. Questo spiega perchè il melasma sia più frequente nelle donne che assumono contraccettivi orali ed anche perchè sia un problema che spesso si riscontra in gravidanza, tanto da meritare un nome proprio: cloasma gravidico.

Quando il melasma insorge in gravidanza, le macchie possono comparire sul viso, causando la cosiddetta maschera gravidica, ma anche in altre parti del corpo, in particolare capezzoli ed areole mammarie, linea alba (dall’ombelico al pube) e vulva.

In genere, le maschera gravidica scompare dopo la gravidanza, ma può recidivare in caso di successive gravidanze oppure con l’uso di contraccettivi orali.

Fortunatamente, il melasma non ha alcuna conseguenza patologica, ma può creare imbarazzo in chi lo manifesta, soprattutto perchè le macchie sono spesso localizzate sul viso e quindi difficili da nascondere. Al di fuori della gravidanza è possibile ricorrere a trattamenti per la riduzione delle macchie da melasma, ad esempio alcuni tipi di peeling o terapie fisiche come radiofrequenza, laser e luce pulsata intensa (ovviamente da concordare previa visita da un dermatologo). Ma la prima terapia per il cloasma è la prevenzione, che risulta particolarmente importante durante la gravidanza, quando non è possibile intervenire con gli altri trattamenti precedentemente citati. La prevenzione si attua soprattutto evitando la fotoesposzione, usando creme solari con fattori di protezione elevati fin dalla primavera.

È necessario applicare la crema prima di ogni esposizione al sole, anche se si è già abbronzate, scegliendo una crema che fornisca un ampio spettro di protezione per raggi UVA e UV, con un spf adeguato al proprio fototipo, preferibilmente non inferiore a 15.

É bene tener presente che è possibile sviluppare un cloasma gravidico anche se questo non si è presentato in precedenti gravidanze, quindi anche in una seconda, terza o quarta gravidanza, è importante dotarsi di una buona crema solare.

In gravidanza, inoltre, valgono ancora di più le buone regole dell’esposizione al sole: bevete molto ed evitate le ore più calde.

Detto ciò, non rimane che augurarvi una buona tintarella!

Rolling Mamas

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