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Come affrontare la separazione dei genitori adottivi

separazione dei genitori adottiviSecondo le statistiche è dopo il periodo delle vacanze che si registrano il maggior numero di separazioni. Ciò che si sopporta frequentandosi poco, quando entrambi si va a lavorare, esplode con la vicinanza continua del periodo estivo.

E, purtroppo, anche le coppie adottive, a volte, si separano. E spesso accade quando i figli sono nel momento più critico, cioè l’adolescenza…

A volte succede e, a quanto pare, sempre più spesso, che i membri  della coppia prendano direzioni completamente diverse, al punto da non riuscire più a convivere. Quando marito e moglie decidono di adottare hanno un obbiettivo comune, e questo li può tenere uniti per lungo tempo.

Ma, dopo l’arrivo dei figli, la coppia subisce molti contraccolpi e, soprattutto, ciò che non è davvero condiviso inizia a venire alla luce. L’arrivo di un bambino destabilizza chiunque, ogni abitudine viene sovvertita, la consuetudine è costretta a ritirarsi e sparire velocemente. Per quanto si possa essere predisposti, nulla ti prepara davvero ad avere in casa un piccolo Essere con esigenze e comportamenti che non ti immagini neppure, agli orari più assurdi, con modalità sconosciute.

L’uomo e la donna vorrebbero entrare istantaneamente nel ruolo di “papà” e “mamma”, con tante gioie da vivere e celebrare. Peccato che non funzioni così, poiché ognuno, inevitabilmente, tirerà fuori il proprio vissuto, le proprie idee e convinzioni, e cercherà di applicarle alla lettera con il nuovo membro della famiglia. Che, immancabilmente, metterà in crisi ogni singola certezza che venga sbandierata trionfalmente come “regola assoluta”.

A questo punto, come ogni genitore sa bene, la coppia inizia a litigare e ad addossarsi reciprocamente responsabilità per ciò che non funziona. Ritagliarsi degli spazi per stare insieme e parlare con tranquillità, come si faceva prima, sembra (e sottolineo “sembra”) impossibile (mentre, con impegno e buona volontà da parte di entrambi, tutto è possibile).

La coppia, anziché trovare nel fatto di aver adottato un figlio una maggiore responsabilità, rischia di restare schiacciata dalla mancanza di comunicazione e comprensione.

E’ fondamentale rendersi conto che, per chi riesce ad adottare un bambino, poterlo finalmente portare a casa non è il punto d’arrivo, ma, al contrario, è il punto di partenza!  

Il rischio che si corre è quello di credere che il peggio (burocrazia ed attesa) sia passato e che, quindi, da qui in poi ognuno svolgerà il proprio ruolo di “mamma” e “papà” secondo il proprio ideale, senza aver più bisogno del confronto, della vicinanza e del sostegno del partner.

Invece è proprio da qui in poi che i genitori devono collaborare, impegnandosi per mantenere la confidenza, l’intimità e la complicità della coppia (sempre che vi siano state in precedenza!).

Se gli anni passano e le cose vengono “lasciate andare” un po’ come capita, ci si può ritrovare lontani e senza più nulla in comune, tranne l’affetto e l’amore per i figli.

La separazione è una prova drammatica per i bambini o i ragazzi adottivi, perché rinnova ancora una volta la ferita dell’abbandono. Il padre a la madre adottivo devono avere una maggiore consapevolezza, rispetto agli altri genitori, e rendersi conto di questo.

Purtroppo questo spesso non accade, e il membro della coppia che “subisce” la decisione della separazione  non trova altro modo, per sfogare rabbia e dolore, che quello di dimostrare che la vita dei figli ne viene distrutta, contribuendo pesantemente, con la propria incapacità di vedere la realtà per quello che è, a distruggerla.

Come ho scritto più volte, tutto ciò che non abbiamo risolto nella relazione con i nostri genitori torna a galla quando, a nostra volta, diventiamo genitori. Il partner di cui ci siamo innamorati presenterà, inevitabilmente, le caratteristiche di nostra madre e/o nostro padre  che ancora non abbiamo accolto ed integrato, costringendoci a mettervi mano. Se non lo faremo, se eviteremo di fare il necessario lavoro su noi stessi, riprodurremo le stesse ferite nei nostri figli, anche se adottivi.

Quando la situazione sta per degenerare dobbiamo avere l’umiltà ed il coraggio di chiedere aiuto a chi ha già vissuto e superato tutto questo. I nostri figli ci amano teneramente (anche se apparentemente ci contestano) e non dovremmo mai metterli in condizione di scegliere tra un genitore e l’altro, perché rischieremmo di spaccarli in due o di farli vivere nella menzogna. Dobbiamo avere la capacità di comprendere che dimostrare di avere ragione non ha importanza, rispetto al benessere dei nostri figli.

 

Valeria Pisano

 

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