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Come avvicinare i bambini alla musica dei grandi

Per una rocambolesca storia di famiglia mi ritrovo a trent’anni con due sorelle di 8 e 10 anni e con tre nipotine di 14, 9 e 5 anni. Tutto ciò è bellissimo.

La parte più difficile del mestiere di zio / fratello maggiore? Non fatevi depistare, non è il dover cambiare i pannolini e nemmeno l’ansia per un probabile futuro in cui dovrò chiedere “chi è quello lì con cui esci?”. No, la parte più difficile è far appassionare le mie cinque marmocchie alla musica.

Sono un ascoltatore onnivoro, vorace e curioso, suono in tre band, prendo aerei last minute solo per andare a vedere concerti in Lussemburgo eppure ancora non ho trovato la chiave giusta per trasmettere il mio grande amore per la musica alle nuove leve della famiglia. Prima che mi prendiate per un incapace, lasciate che vi presenti le ragazze con alcune loro storiche frasi:

Linda, 14 anni: 

Io: “Che musica ti piace? Voglio dire, ci sarà un genere musicale che più ti coinvolge.”

Linda: “Che domande, ma certo! Io ascolto LE ULTIME!”

(infarto del sottoscritto)

Alice, 10 anni:

Alice: “Ho scritto una canzone per te.”

Io: “Grazie! Che bello! Come si chiama?”

Alice: “Culo Matto”

Marta, 9 anni:

(in macchina, mentre stiamo ascoltando la radio) Marta: “Zio! Zio! Abbassa la radio! Subito!”

Io, preoccupatissimo: “Perché? Che succede?”

Marta: “Non lo senti?”

Io: “Che cosa?”

Marta (nell’assoluto silenzio): “Non lo senti anche tu? Il tamburo della giungla!”

Valentina, 8 anni:

Io: “Allora Vale, ti piace questa canzone? L’ho scritta io…”

Valentina: “No.”

Io: “Ma come no? Proprio per niente? Non puoi fare uno sforzo per il tuo fratellone?”

Valentina: “Non voglio essere obbligata a dire una cosa che non è vera”

Margherita, 5 anni:

Io: “Margy, hai sentito che bella questa canzone alla radio?”

Margherita: “…Zio, mi dai il tuo iPad?”

La verità è che a tutti noi, anche in contesti diversi, sono capitate conversazioni di questo genere.

L’educazione all’ascolto musicale è una strada in salita a cui non siamo per niente abituati né pronti e, a meno che nostro figlio sia miracolosamente predisposto, spesso tendiamo ad accantonare perché troppo difficile o per concentrarci su questioni più importanti quali, non so, l’igiene personale, il corso propedeutico di capoeira o insegnare a cedere il posto alle vecchiette sull’autbous.

Tuttavia non dimenticate che, ad esempio, tra la letteratura e la musica, quest’ultima è più facile da instillare nei bambini; certo, i cartoni animati, i fumetti e i videogiochi vinceranno sempre perché stimolano direttamente la vista, ma forse il trucco sta proprio nella diversa immediatezza, quella emotiva, di cui la musica è capace, nella magia di creare mondi fantastici senza supporti visivi… Una storia personale? Quando ero bambino mio padre aveva una collezione di audiocassette le cui copertine erano contraddistinte e catalogate da colori diversi a seconda del genere musicale. Io vedevo quel muro diviso per colori e ne rimanevo affascinato. Ben presto scoprii che blu = rock, giallo = pop e rosso = musica classica. Più facile di così…

Insomma, tutti abbiamo la fantasia, specialmente quando siamo bambini, basta solo saperla stuzzicare nel modo giusto. Quando scoprirete che la fantasia è un terreno comune molto fertile per ridurre al minimo il divario generazionale, allora non potrete più farne a meno.

Io ci sto provando con le mie cinque piccole pesti punk. Vi terrò aggiornati periodicamente sulle mie faticose, ma emozionanti, conquiste.

Frankie
 
Chizzocute_ musica bambini

Categorized: Mamma & bimbi
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