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Come fare auto svezzamento: guida per i papà

come fare auto svezzamentoIn questi giorni di feste e contro-feste dove le nostre tavole sono state imbandite di ogni ben di dio, un po di amici e cuginetti della mia Ninì sono passati da casa, e noi da casa loro, oltre che essere stati in vacanza per qualche giorno in montagna ospiti dei genitori di un compagno d’asilo della mia piccola, e ho notato le difficoltà di molti miei colleghi genitori nel far mangiare i loro cuccioli.

Una difficoltà che io, per fortuna, non ho mai neanche preso in considerazione, anzi esattamente il contrario, spesso devo frenare la mia piccola idrovora che mangerebbe qualsiasi cosa che vede nel mio piatto e in quello della sua mamma, ancora non me la sento di fargli provare sapori molto complessi per me, figurarsi per lei, vedi piccante, formaggi stagionati ed affini.

Insomma, inizialmente, osservando queste difficoltà e reticenza nel mangiare della maggior parte dei bimbi più o meno coetanei della mia piccola golosa (2 anni a marzo) mi sono sentito super fortunato che fosse una cosi buona forchetta, poi, però dopo un commento del papà di un suo cuginetto: “…cavolo ma si è mangiata di tutto! Mi sa che noi abbiamo sbagliato qualcosa…” ho iniziato a questionarmi se fosse solo fortuna e ad analizzare quello che è stata la crescita della mia piccola in relazione  alla pappa.

La prima volta che l’ho vista mangiare, aveva ancora il cordone ombelicale legato alla sua mamma e si è arrampicata sul seno ed ha iniziato a poppare  stringendomi con tutta la sua mini manina la punta del mio indice ( ho una foto che prova questo e ogni volta che la vedo mi si stringe il cuore e un sorriso beota mi sorge spontaneo), ma non divaghiamo, a parte il fatto che è stata super fortunata ad essere allattata fino ad un mese fa, ricordo molto bene quando, con la mamma distratta, a 5 mesi gli ho dato un pezzettino di anguria, rossa e zuccherina, quando mamma si è girata e a visto che stava succhiandone un pezzettino , quasi mi stava morendo d’infarto e mi ha ingiuriato per almeno 5 minuti in apnea ripassando tutti i santi del calendario maledicendomi in almeno quattro lingue  perché ero un irresponsabile e avrebbe potuto soffocarsi.

Io sapevo benissimo che non sarebbe potuto succedere , in primo luogo perché se lo stava gustando moltissimo, e secondo perché la mia dolce metà si stava ripassando la mossa anti soffocamento ( manovra di heimlich) quotidianamente da diversi mesi.  Per evitare un imminente divorzio, il giorno dopo comprai al supermercato uno strano strumento, un ciuccio dotato di una retina di cotone dove poter mettere la frutta senza il rischio di ingoiarla e soffocarsi (leggi GLI ACQUISTI ASSURDI DELLE NEOMAMME: LA RETINA SVEZZAMENTO CIUCCIA FRUTTA)

Nel contempo iniziammo ad informarci sulla pratica dell’auto svezzamento, consigliatoci dalla pediatra di Ninì.

Detta in poche parole e per quanto ho capito, la pratica dell’auto svezzamento, sarebbe lasciare la piena libertà al bambino di sperimentare il cibo dei grandi senza obbligarlo a mangiare pappine ed omogeneizzati e liofilizzati. Insomma, senza saperlo, con la mia “pericolosissima” anguria avevo già iniziato.

Inizialmente è stata frutta e verdura da succhiare, cetrioli,angurie, mele e sapori semplici per i primi mesi, in seguito abbiamo iniziato a sminuzzare anche altri cibi che la nostra piccola ci chiedeva , li sminuzzavamo perché la nostra piccola era ancora una nana senza denti, cosi abbiamo anche noi iniziato a mangiare sempre più sano, con piatti ricchi di verdure e grassi semplici. Con l’andar del tempo ci siamo comprati una forbice masticatrice per poter aiutarla a mangiare, anche perché lei, da golosa, non voleva giocare col cibo, voleva proprio mangiarselo. Ricordo ancora le nostre domeniche tra ortaggi, verdure e fornelli preparando passati e pietanze  di ogni tipo per poterli congelare e servire sia all’asilo che a casa, quando il tempo durante la settimana ( lavorando entrambi ) scarseggiava. Ricordo sempre i lanci e le sputacchiate che faceva la nostra piccola quando si tentava di dargli omogenizzati o simili.

Pian pianino, con la comparsa dei vari dentini, le abbiamo sempre meno sminuzzato il cibo,  spingendoci verso sapori sempre più complessi..

Insomma, oggi a neanche due anni di eta, la nostra piccola è capace di mangiarsi piatti di pasta al ragù che fanno invidia alla mamma, e vedendola sperimentare tutto quello che vede a tavola compresi pizzoccheri, trota salmonata affumicata e formaggi stagionati dal sapore deciso per non parlare dell’insalata russa di capodanno e vederla fare colazioni ricche (oggi si è mangiata 4 fette biscottate burro e marmellata) e pranzi luculliani è un piacere. Insomma durante queste feste di fine anno si è fatta una tale esperienza in varietà di cibi da fare invidia a chiunque.

Tornando al succo per cui ho iniziato a scrivere, mi chiedo fino a che punto la nostra piccola golosa  lo è per sua natura e quanto lo è per la cultura culinaria che alla sua età ha avuto la fortuna di crearsi?

Ai posteri l’ardua sentenza, ma quello che so  è che è un piacere vederla mangiare e chiedere il bis dei nuovi sapori che scopre e gradisce di più……un esempio? È riapparso in casa da pochi giorni Pablo, la nostra macchinetta per fare i pop corn ed è diventato il suo aperitivo preferito prima di andare a mangiare……

Buon appetito a tutti voi

Massimo

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