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Buon compleanno Mina! Il mito, il mistero, la paura di non piacere

Oggi, 25 marzo, Mina Mazzini, l’immensa Mina, compie 76 anni.

Chi non si è fatto venire i brividi ascoltando le sue canzoni, e non parlo solo del pubblico di allora, ma anche degli amanti della musica leggera italiana di oggi. Quelli a cui piace La voce, i ritratti che dipinge, le emozioni che sa regalare il vero talento. E Mina di talento ne aveva, e ne ha, da vendere.
Di lei hanno parlato tutti ma tra le parole a lei dedicate quelle che mi hanno colpita di più sono di Fabrizio De André.


“La voce di Mina è un miracolo. Io credo che lei sia nata con la musica nel DNA. E’ come se avesse avuto una memoria prenatale della musica. E questo è un fenomeno tipico della genialità, quello di sapere prima di conoscere. E te ne accorgi quando la senti cantare. Perché tutte le sue evoluzione vocali, le picchiate, i glissati, i grappoli di note in brevissimi intervalli di tempo, le svisature della melodia, sono assolutamente spontanei”.

Al miracolo Mina aggiunge la sua scomparsa dalle scene dopo un memorabile concerto tenutosi il 23 agosto 1978 sul palco di Bussoladomani, a Viareggio.

Il motivo più ricorrente che ha spinto Mina a prendere una decisione così estrema pare sia attribuibile al pessimo rapporto con la propria immagine e con la bilancia, che la rendeva fragile dal punto di vista psicologico, impedendole di accettarsi fisicamente.

Ottime fonti invece sostengono che non sopportasse più il pubblico, la sua invadenza e gli assedi continui, giudicandola snob. Fatto sta che la sua decisione di sparire dalle scene le ha conferito un’aura di mistero e le ha dato il privilegio di diventare un mito ancora in vita. Un caso di sottrazione al mondo che moltiplica le vendite dei suoi lavori musicali, o almeno così è stato per tanti anni sull’onda di album curati dal figlio Massimiliano Pani che mescolavano in modo accurato cover e inediti.  Sempre nella speranza, mai abbandonata, che lei prima o poi torni a far dono della propria immagine su un palco, in una trasmissione televisiva, in un teatro, i suoi numerosissimi fans come atto di fede hanno continuato a comperare i suoi album.

Se ci pensiamo bene, frammenti di lei tornano dappertutto, non c’è programma televisivo che non trasmetta spezzoni di “Canzonissima” o “Non gioco più” passando per “il Musichiere”, il suo esordio.
Tributi dovuti ai grandi artisti del passato e non più tra noi.
Tutto ciò alimenta quell’alone di mistero che rende Mina presente nella sua assenza.

mina cantante

“La sua genialità istintiva, sempre sospesa fra la trasgressione e il perbenismo, le ha permesso più esistenze contemporanee: con la radio, con i dischi, con le copertine dei dischi, con le sigle, con la tv, con gli editoriali in prima pagina e le risposte alle lettere in ultima, con il Web. Nella pienezza trascinante della virtualità.” Dice giustamente Aldo Grasso.

Inarrivabile, lontana, inaccessibile, invisibile. Eppure apprezzata e amata.


Una specie di Greta Garbo della canzone.
Questa donna è un mito perché la possiamo solo immaginare fantasticandoci su, di lei esiste una voce, sublime, e nessuna immagine, nessun movimento recente.
Il suo chiudersi nel suo mondo rendendolo impenetrabile a tutti la rende ancora più al centro della nostra curiosità, così umana e leggera, che mi viene un po’ da sorridere pensandoci.
Se decidesse di ripresentarsi al pubblico la gente si ammazzerebbe per avere un biglietto. Però lei perderebbe questo spessore, i miti o muoiono giovani o spariscono.


Senza nulla togliere a ciò che è conclamato e arriva alle orecchie di tutti, la sua arte canora. Indiscutibile. Immortale.

Linda Smeraldi

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