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Compromessi: perchè sono importanti per essere felici

L’altro giorno mi sono fatta una di quelle domande davvero difficili, senza risposta.

No, non mi sono chiesta chi abbia ucciso l’uomo ragno o se sia nato prima l’uovo o la gallina. Cioè, sì, anche, però la mia attenzione era principalmente focalizzata su un altro genere di argomento.

Ho fatto un respiro profondo e mi sono chiesta cosa voglia dire essere felici: nella vita quotidiana, nella vita lavorativa, nelle relazione. Insomma, è davvero così immediato definirsi felici in una situazione favorevole? Qual è il limite tra felicità e soddisfazione? E soprattutto, questi due semplici concetti coincidono sempre? Ma soprattutto: è nato prima l’uovo o la gallina?!

Scherzi a parte…

Io penso che una persona soddisfatta non sia necessariamente felice, soprattutto perché essere soddisfatti in un ambito (che può essere quello lavorativo, quello relazionale, quello universitario…) non significa esserlo anche negli altri. Ecco quindi che la felicità non c’è, e non c’è perché richiede molto più di una semplice soddisfazione. La felicità vera arriva quando ci sono condizioni diverse, quando si è molto più che “contenti” per una realizzazione personale.

Tuttavia non credo che questo significhi che una persona che non è soddisfatta in tutti gli ambiti della sua vita non possa essere felice, anzi, tutto il contrario! Ed ecco che si arriva al fulcro della questione: bisogna imparare a scendere a compromessi.

E con questo non intendo che ci si debba accontentare, anzi!

Intendo che per la propria felicità si debba a volte fare un passo indietro, decentrarsi e cercare di capire cosa ci sia dall’altra parte.

Spesso, cambiando punti di vista e abbassando le nostre spade, si possono capire tante cose delle persone con le quali ci relazioniamo. Per esempio sarà facile scoprire che quella che noi ritenevamo una mancanza nei nostri confronti, magari non è stata vissuta allo stesso modo; allo stesso modo non incolpare sempre il prossimo può insegnarci a non ricercare la perfezione in quello che vorremmo modellare secondo la nostra idea, che spesso assomiglia molto alla nostra persona. D’altra parte se non ci ritenessimo delle belle persone, non potremmo nemmeno pensare di essere felici e soddisfatti di noi stessi, quindi la conseguenza è molto semplice da intuire.

Cerchiamo quindi di non essere sempre al centro della questione, di non fare in modo di focalizzare ogni singolo secondo su di noi e sul nostro modo di essere: impariamo a decentrarci, a indietreggiare cercando di vedere le cose da una distanza maggiore.

Scendere a piccoli compromessi nella vita relazionale non è solo cosa buona e giusta, ma è una necessità che nasce dal fatto che non tutti siamo fatti allo stesso modo e far coincidere i pezzi spesso non è così semplice come sembra.

E voi cosa ne pensate a riguardo? Fate fatica a scendere a compromessi, a rivalutare le vostre idee?

Buona settimana!

Deborah Pacella

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