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Condividere la tristezza con i figli: giusto o sbagliato?

tristezza e figliEssere tristi fa parte dell’essere e per quanto mi sforzi di essere sempre felice e sereno con Maya, inevitabilmente mi capita di avere giornate no anche quando sto con lei.

Ultimamente ho passato delle giornate un po difficili ma per fortuna Maya era con la mamma e sono riuscito a stare nella tristezza senza essere obbligato a fare una bella faccia o a essere socievole. Ieri era con me ed è stato bellissimo mi ha tirato su il morale con un solo sguardo abbiamo giocato con le barbie ci siamo guardati un film, ci siamo coccolati, ha mangiato senza bisogno che le dicessi in continuazione “mangia” “mangia” “si, ma mangia” “Maya! Mangia!” e ha pure finito tutta la pasta e tutto il pesce, insomma, serata perfetta.

Stamattina la tristezza che mi aveva accompagnato in questi giorni era dissolta, annegata nell’entusiasmo della paternità; Mi sono svegliato senza ritardare la sveglia, doccia, ho preparato la colazione e poi mi sono preso 15 minuti per svegliare Maya, con calma, coccolandola, giocando e dicendole cose sceme all’orecchio, si è lavata da sola e si è vestita… oggi ce la faremo, arriveremo a scuola con un abbondante anticipo di 10 min. che le permetterà di non essere quella che entra mentre chiudono il cancello.. oggi è il giorno perfetto.

E invece no

Maya ha iniziato a perdere tempo giocando col cane, per un po gliel’ho fatto fare, dicendole però che dovevamo muoverci per non fare tardi, poi è andato tutto a rotoli, il tempo passava, io diventavo più insistente e lei mi sfidava rallentando ogni movimento quindi io mi sono innervosito e lei si è impuntata. Quando finalmente siamo riusciti a uscire si è bloccata sullo zerbino a giocare ancora col cane e io ho spinto, piano ma in modo deciso, col piede lo zaino trolley fuori dall’uscio per riuscire a chiudere la porta.

Crisi

Prima si è rabbuiata e io ho cercato subito di correre ai ripari, chiedendo scusa e spiegandole che ci tenevo tanto a non portarla a scuola in ritardo. Niente, arrivati a scuola, stava quasi piangendo allora ho investito i 5 minuti mancanti alla chiusura del cancello per abbracciarla, coccolarmela un po e parlarle.

Niente di niente

Non c’è stato verso, alla fine è entrata mentre chiudevano il cancello, piangendo a dirotto dopo un ultimo abbraccio e un ultimo bacio.

Stasera sarà con la mamma e, anche se la sentirò al telefono (cosa che in situazioni normali non faccio mai), questa tristezza cosmica e questo senso di inadeguatezza non se ne andranno fino a domani, quando sarà con me e avrò tutto il weekend per capire e risolvere. Intanto mi sollazzo ancora un po con la tristezza, standoci dentro e sapendo che domani, come d’incanto, passerà tutto.

Si, abbiamo pure visto Inside Out ma Tristezza continua a piacerci meno di Gioia.

E ora la birretta è d’obbligo

Davide

Leggi anche: MADRI E STATI D’ANIMO: QUELLA TRISTEZZA CHE NON TI È CONCESSA

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