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Cosa dice di noi la nostra casa? Quando l’architettura incontra la psicologia

La psicologia ambientale è un ambito di studio incentrato proprio sul rapporto tra l’uomo e l’ambiente che lo circonda, inteso come relazione dinamica:

cioè i cambiamenti ambientali producono cambiamenti nell’individuo che, a sua volta, induce cambiamenti sull’ambiente.

Tra i settori di cui si occupa la psicologia ambientale, un ambito interessante è la psicologia applicata al design di interni.

Questa disciplina affronta il rapporto tra il tra il nostro benessere psico-fisico e il nostro ambiente abitativo e quanto quest’ultimo corrisponde alle nostre esigenze più profonde.

Il concetto chiave è che le case in cui abitiamo ci rappresentano, raccontano il nostro passato e il nostro presente.

Cosa dice di noi la nostra casa

Oggetti, mobili, luci, tessuti, colori, forme e materiali diventano quindi caratteristiche che delineano modi di vivere e di affrontare la realtà quotidiana. Attraverso la scelta dello stile, vengono elaborati messaggi, segnali e simboli che rispecchiano la nostra identità, quindi la loro scelta non va guidata dalle mode,  dalle proposte commerciali «preconfezionate». Il risultato deve essere adatto a chi ci abita: in questo modo ci farà stare bene!

Non è una novità, che è dentro di noi che ci sono le risposte a quello che cerchiamo, anche quando si tratta di soluzioni per allestire al meglio i nostri spazi.

Prenderci cura della casa, insomma, è un modo per prenderci cura di noi stessi.

La casa è un’estensione del nostro modo di essere, rimanda la nostra immagine. Il problema è che non sempre abbiamo le idee tanto chiare su quello che siamo veramente. Può succedere, quindi, di vivere per anni in un ambiente nel quale non riusciamo a trovarci a nostro agio, dove “c’è quel qualcosa” che porta inquietudine.

L‘arredamento della casa non deve essere statico, ma variare con noi, con il tempo e con l’età.  Quando si chiude un ciclo naturale di vita, ad esempio quando i figli escono di casa, quando si comincia una convivenza o quando ci si sposa, nasce il desiderio di rinnovamento.

rinnovare casa

In ogni caso, la casa sarà un riflesso della nostra personalità di quel particolare momento della nostra vita.

La psicanalisi riconosce alla casa che si manifesta nei sogni molteplici e profondi significati. Essa riproduce la più completa e antica manifestazione dell’anima e dei bisogni più profondi. Ciò che avviene “nella casa” avviene dentro di noi. Spesso noi stessi siamo la casa.

Diversi elementi delle case hanno un valore simbolico ben preciso.

Per esempio, la soglia corrisponde all’archetipo del passaggio e della trasformazione, è il confine tra il dentro e il fuori, il segno dell’ingresso nella zona privata.

La porta, invece, rappresenta una zona di collegamento, in cui avviene uno scambio tra mondo privato e pubblico.

porta di casa

I muri perimetrali corrispondono all’archetipo della difesa. La scala rappresenta la connessione tra piani diversi, sia della nostra personalità sia della nostra psiche. Corrisponde alla necessità che l’uomo ha di salire, è connessa all’idea di elevazione e di comunicazione, rappresenta il contatto tra il cielo e la terra.

L’atrio, che funge da filtro tra l’esterno e l’interno, se buio è un segno di scarsa apertura verso gli altri, mentre, l’assenza di un atrio, un open-space, indica la volontà di chi vive nella casa di accogliere chi entra, rendendolo partecipe del proprio vissuto. In generale l’atrio rappresenta una “preparazione” da uno stato all’altro. Se l’atrio è caratterizzato da forme curve, favorisce l’accoglienza, ricordando la sensazione di protezione della “tana” e dell’utero materno.

atrio

Per gli esperti di psicodesign, per esempio, una casa che sembra uscita da una rivista di architettura sarebbe in realtà il bozzolo di una persona insicura, che non ama esporsi. Altri appartamenti, in apparenza «normali», possono rivelare contraddizioni nella personalità del proprietario, in lotta fra la tendenza al disordine e ai sensi di colpa che questo gli provoca, fra il desiderio di essere socievole, esemplificato da un comodo divano, e quello di restare solo, svelato dall’averlo coperto di oggetti.

Le donne, rispetto agli uomini, preferiscono forme più morbide e sinuose (più vicine a quelle presenti in natura), le tinte pastello, anche se non disdegnano creare contrasti cromatici audaci, prediligono l’asimmetria e uno stile decorativo istintivo.

Amano il legno lavorato e la pietra, che permette loro di ‘smussare gli angoli’ e di creare ambienti caldi e accoglienti. Ancora, le donne usano tendaggi, cuscini o biancheria da letto, per ammorbidire i complementi d’arredo e di riflesso anche la vita casalinga, scegliendo tessuti preziosi alla vista e morbidi al tatto.

soggiorno tocco femminile

Il tocco maschile nell’arredamento, lo si riscontra nelle forme geometriche, caratterizzate da linee rette, spigoli vivi, nella predilezione di colori intensi, aggressivi (marrone, il nero, il blu e i viola) e da pochi accessori decorativi, allineati in modo molto razionale.

Abitare vuol dire etimologicamente “essere riparati”, ma anche vivere ed esistere, rappresentare cioè un modo di essere e di intendere il mondo (citato in: La casa, strumento di analisi psicologica e sociale, Paola Coppola Pignatelli, Roma).

Valeria Masera

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