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Coscienza | Giornata mondiale per i diritti dei bambini e adolescenti

Lo ammetto non riesco a metabolizzare il bisogno di avere ricorrenze come la giornata mondiale per i diritti dei bambini e adolescenti di oggi 20 novembre.

Non capisco perché si debbano avere giornate dedicate a questo o a quello. Tutti gli esseri umani e non solo loro nel momento in cui nascono acquisiscono diritti e doveri che cambiano a seconda della loro età! Punto e basta!

Se la nostra società sente il bisogno di creare queste giornate, ritengo che molte siano le ragioni, la più ovvia è perché questi diritti non fanno parte del DNA di ognuno di noi.

Immediatamente mi chiedo, ma chi può solo pensare di violare i diritti di un bambino o di un adolescente?

Ogni essere umano mediamente intelligente e con un minimo di coscienza non lo farebbe mai. Invece succede ogni giorno, leggiamo notizie orribili. Penso poi a mia figlia Rebecca e mi rendo conto che i suoi diritti in quanto bimba diversamente abile vengono calpestati quotidianamente quando: non riesce a scendere dal marciapiede di fronte a portone di casa perché il solito … ha parcheggiato sul passo carrabile per andare a bere il caffè al bar, quando non trova scivoli per scendere dai marciapiedi e deve stare sulla strada perché non  sa come risalire, quando nessuno le apre la porta per entrare in un negozio o addirittura non può entrare in quel negozio perché non hanno una rampa per evitare il gradino all’entrata.

Potrei fare centinaia di esempi, ma mi voglio fermare. Certo questi sono mali minori rispetto alle violazioni dei diritti di bambini e adolescenti in Africa, Asia, Est Europa, che non sto qui ad elencare ma che sicuramente sono ben più gravi di quelle che Rebecca subisce quotidianamente.

Una violazione è una violazione e in quanto tale deve essere estirpata, debellata come la malaria.

Finchè non capiremo questo, continueremo ad istituire giornate per quello e questo nella speranza che qualcosa cambi. Io non seguo nessuna religione, ma vivo nella consapevolezza che ogni azione ha una conseguenza e che quindi la coscienza è quella cosa che ci distingue.

Ma cos’è la coscienza?

Elena Muserra De Luca

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