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“Creature di un giorno” di Irvin D. Yalom, Neri Pozza – Recensione

 

“Ho bisogno di persone che siano in grado di guardarmi dritto negli occhi. Irv lo sa fare bene. Lui non distoglie lo sguardo”.

Ellie decide di entrare in terapia nel momento in cui le viene rivelato che, a causa dell’aggravamento del tumore che l’ha colpita, le rimane solo un anno di vita.

La decisione di entrare in analisi con Irv (Yalom) è fortemente voluta, una scelta determinata e consapevole. Il suo sarà un percorso ricco di scoperte e rivelazioni, consapevolezze e momenti di grazia.

Tra i tanti personaggi che abitano “Creature di un giorno” sicuramente la figura di Ellie è quella che mi ha toccato maggiormente e le ragioni sono molteplici: innanzitutto l’avermi ricordato una persona a me molto cara di cui sento ancora oggi, a distanza di tempo, l’assenza (fisica) ma soprattutto la grazia e la forza con cui la donna affronta l’avvicinarsi della “fine”. Tutto ciò l’ho percepito grazie allo stile cristallino e squisitamente letterario di Yalom.

Per chi non lo conoscesse, Irvin Yalom è uno psichiatra psicoterapeuta, teorico della Psicoterapia di Gruppo, ma anche uno scrittore di grande qualità del quale consiglio, tra i tanti suoi romanzi, la lettura de “La cura Schopenauer”.

creature di un giorno copertina

In “Creature di un giorno” ha raccolto una serie di casi clinici, scegliendo di narrare la storia di alcune persone che si sono rivolte a lui in un momento fortemente nevralgico della loro esistenza, persone poste di fronte ad un bivio e incapaci di scegliere la direzione, persone terrorizzate dalla scelta stessa.

Tutte però con il desiderio comune di cambiare e modificarsi, desiderio che comincia a concretizzarsi nell’istante stesso in cui entrano nello studio di Yalom per un percorso di psicoterapia di poche quantificate sedute.

Si potrebbe pensare che in qualche modo l’autore abbia messo in gioco una sua componente narcisistica ma sarebbe un errore grossolano.

Infatti noi lettori non possiamo non cogliere in ogni caso, in ogni storia, la capacità dell’analista di accogliere e rispettare l’altro con empatia, partecipazione e soprattutto professionalità, caratteristiche fondamentali per sbloccare nel “paziente” quei meccanismi inceppati da tempo.

La scrittura lieve e intrigante, piacevolissima e mai noiosa, rende la lettura una vera esperienza di arricchimento, come solo i libri possono fare.

Consiglio vivamente la lettura di “Creature di un giorno” a tutti coloro che sono interessati a intraprendere un percorso di tipo psicologico/analitico, declinato in tutte le varianti – scegliendo sempre con attenzione, valutando bene le competenze ed evitando ciarlatani incapaci – ma anche a chi svolge la professione dello “psi”.

I libri offrono sempre una reale e concreta possibilità di cambiamento e miglioramento: basta porsi in ascolto dì sé stessi abbandonandosi alla lettura.

EquiLibrista M.

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