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Cronaca di una giornata al Games Week

“Il cielo è imparziale, sta sopra le teste di tutti senza fare distinzione” (dal videogame Devil May Cry) ed anche il Milan Games Week 2014, con le sue quasi 100.000 presenze, ha dimostrato di non conoscere distinzioni.

Eravamo in tanti, forse in troppi, a volte sembrava di vivere un livello di Dead Rising (videogioco storico con tanti zombies in luoghi più o meno chiusi), con migliaia di appassionati ciondolanti in cerca di “nutrimento” dall’ultima novità videoludica.

Sì, troppi per i miei gusti, ma tutti accomunati da quel mondo vario, scorretto e amabile che è rappresentato dai videogames, un mondo che ai non “addetti ai lavori” fa ancora paura, ma  che di paura ne ha mostrata ben poca sui volti dei ragazzi e di noi young-adult presenti e stremati dalle file interminabili e dai passaggi  da uno stand all’altro al limite di bolge dantesche.

Ma alla fine, ripensandoci a freddo, pure quest’anno mi è piaciuto esserci, anche se per la prima volta la sensazione di “intimità nerd” se n’è volata via con tutta la confusione di una straordinaria presenza di gente, anche se ho atteso ben più di due ore di fila per provare in anteprima un nuovo videogames e, per fare acquisti a prezzi vantaggiosi, mi sono preso spintoni e qualche migliaio di germi.

Ma con un figlio di quasi 7 mesi per casa, tutto questo è una passeggiata ed il “vero grande gioco della vita” mi ha fatto affrontare con serenità e curiosità i giochi virtuali di chi, da quando è nato, non ha voluto smettere vivere avventure infinite.

Passiamo alla cronaca della giornata che, come già detto, si è rivelata ricca e faticosa; intanto un meritato grazie all’Activision che mi ha donato il biglietto.

Appena arrivato, omaggiato di una red-bull partner del Games Week, necessaria a sopportare le fatiche della giornata, mi metto subito in coda per l’attesa anteprima del gioco Call of Duty Advanced Warfare per piattaforma XboxOne (console di nuova generezione), cosa lunghissima ma divertente circondato da videgiocatori di ogni età e cosplayer (persone vestite come il proprio personaggio preferito) di ogni tipo, insomma due ore di code tra grida, colori e supposizioni; gioco provato e devo dire sorpreso piacevolmente dal cambio di rotta subito.

Si passa poi a bighellonare per gli stands, tra spintoni ed odori, ma sempre con la meraviglia negli occhi e con la voglia di nuove “scoperte”. Si passa da Sony Ps4 e si gioisce dei nuovi titoli in arrivo e delle novità appena uscite, si sosta nello stand Nintendo perché lì, ancora una volta, si torna bambini, altra tappa obbligatoria lo stand Disney con i selfie, gli eroi Marvel ed il disegnatore all’opera, e poi, si cominciano le battaglie acquisti allo stand incredibilmente affollato dell’Unieuro.

Il tutto avviene in quell’atmosfera imparziale e senza distinzioni che ti offre padri di famiglia, coppie innamorati, ragazzini al settimo cielo, nerds al limite della commozione e addetti stampa circondati da suoni, colori e persone che del loro hobby ne fanno cultura.

Devo a malincuore rinunciare ad alcuni stands, perchè i tempi di attesa superano le due ore, questo è l’unico neo dell’edizione corrente, che ha introdotto novità come la zona Junior con titoli e spazi dedicati ai più piccoli e la presenza massiccia di Youtubers (creatori di contenuti originali su piattaforma Youtube), fenomeno in grande crescita in Italia e con grande richiamo,  che hanno animato gli stands con sfide e creazione di contenuti video; ma non ha  tralasciato  l’arena per i 3 giorni di tornei, l’area dedicata al retrogames (ovvero giochi di qualche generazione indietro) e la sezione Indie per promuovere i giochi di produzione indipendente, seguiti sempre con più interesse. Si gira ancora, perché cose de vedere ce ne sono tante e altre vengono in mente mentre si segue il fiume di persone, ci si perde nei gadgets a tema e si discute sui prezzi, si vive di immagini e ci si immerge in suoni e luci, il tutto con grande semplicità, stupore e senza vergogna, perché alla fine è questo, un posto dove se giochi e scegli a cosa “giocare” nessuno ti giudica ma sempre o quasi decide di giocare con te.

Si torna a girare, ammirare e desiderare, gli stands sono tanti e tutti interessanti, non sto ad elencarli tutti, perché alla fine chi conosce il mondo dei videogames sa quali sono; e per chi non ne mastica molto sono tutti uguali. Alla fine, stanco ma soddisfatto, prendo quella scala mobile chi ti riporta in quel grigio ed anonimo corridoio che ti riconduce alla realtà, un po’ come quando da piccolo finivo i gettoni per il mio amato PAC-MAN, mani sudaticce lasciavano i comandi di gioco, giù dallo sgabello e subito a casa.

Ed anche per quest’anno GAME OVER, si torna alla realtà e si pensa a quel mare di persone che come me ha passato alcune ore a meravigliarsi in un capannone di una grande città.

Ma porto via con me la speranza, un po’ egoista e orgogliosa, di poter visitare tra qualche anno con mio figlio Diego il Games Week del futuro con nuovi e  vecchi eroi,  che possa godere anche lui dell’area Junior e riempirsi gli occhi di colori e luci; per poi cercarci complici e amici in quel comune interesse che per un giorno magari ha fatto di me il suo eroe preferito.

Forza Diego!! Il games week ci aspetta…..

Cordialmente

Theocnlogy

Categorized: TECNOLOGIA
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