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Il mondo a colori di Nico su cupcake al cuore di cioccolato e palloncini chupa chups

Nico viveva in un paese tutto grigio. Ma non i suoi Cupcake al cuore di cioccolato e palloncini chupa chups

Grigio il cielo, grigie le case, grigi i vestiti, grigie le facce delle persone. E anche il loro umore. Perfino i pastelli erano grigi: grigio chiaro, grigio scuro, grigio perla, grigio topo, grigio antracite. Insomma, tutte le sfumature di grigio!

A Nico tutto questo grigiore non lo persuadeva, ma quando chiedeva a qualcuno se esistessero altri colori, si sentiva rispondere che il grigio era il colore. E Nico non sapeva proprio come dimostrare il contrario.

Poi un sabato mattina si ritrovò con la mamma in un negozio di stoffe. Ovviamente grigie.
Mentre la mamma sceglieva le sue stoffe monocolore, lui vide giocare in un angolo una bella bambina con i capelli grigi, gli occhi grigi, le mani grigie…

Ciao, sono Nico, tu chi sei?” le chiese. “Sono Sofia, la figlia della signora delle stoffe”. Subito Nico notò che le bambole con cui giocava Sofia indossavano dei vestiti strani. “Ma che vestiti hanno le tue bambole?” le chiese stupito. E lei spaventata: “Nessuno deve saperlo, è un segreto. Se mi prometti di non dirlo, te lo racconto”. Nico promise che avrebbe mantenuto il segreto e così, per la prima volta, vide ciò che già era certo esistesse: il COLORE!

Vestiti a pois rossi, a fiori multicolori, a righe bianche e blu. Quelle bambole avevano tutti i colori che nessuno conosceva. Emozionato le chiese “Ma dove hai preso queste stoffe?”. E Sofia gli rivelò che tempo fa la madre era andata in un posto molto lontano a comprare stoffe per il negozio ed era tornata con questi scampoli misteriosi. Ma le aveva detto che nessuno doveva sapere che esistevano colori diversi dal grigio, perché le persone non avrebbero capito e si sarebbero spaventate.

Nico ci pensò un po’ e poi le disse:

Dobbiamo assolutamente andare in quel posto lontano dove ci sono queste stoffe. Tutti devono sapere che esistono tanti altri colori, altrimenti la gente sarà sempre molto triste. Tornerò qui fra qualche giorno, cerca di scoprire dove si trova il posto”.

Dopo qualche giorno Nico tornò al negozio con la madre. E nello stesso angolo l’aspettava Sofia. “Hai scoperto qualcosa?” Sofia titubante gli porse un cartoncino “E’ il biglietto del treno che ha preso mamma per andare in quel posto lontano” “Dobbiamo assolutamente andarci anche noi” “Se lo scopre la mamma mi mette in punizione per sempre!” disse Sofia “Ma è per il bene di tutti, non si può vivere in un posto tutto grigio. Sono tutti tristi, arrabbiati, depressi. Dobbiamo portare i colori!” esclamò Nico.

Sofia si convinse. Senza farsi vedere uscirono dal negozio e corsero verso la stazione intenzionati a salire sul primo treno. Fecero tutto il viaggio nascosti nel vano bagagli, ne uscirono solo quando capirono di essere arrivati al capolinea. La loro meta.

Scesero dal treno e uscirono subito dalla stazione, rimanendo a bocca aperta. Tutto era non grigio! Anzi, tutto era non solo grigio. C’erano tutti i colori possibili. Le case gialle con tetti rossi, i prati verdi con fiori viola, il cielo azzurro con il sole giallo. E le persone avevano la pelle di tutti i colori: chi bianca, chi più rosa, chi nera e chi caffè latte. Ma anche gialla e marrone. E c’era pure qualche musone con la faccia grigia, ai bambini tanto familiare…

Intontiti dai colori, dai sorrisi della gente e dai loro abiti arcobaleno, i bambini si ritrovarono in un bellissimo parco con tanti alberi pieni di frutti colorati e invitanti. Ma soprattutto davanti ad un grande chiosco di palloncini di tutte le forme, e ovviamente di tutti i colori. Palloncini a forma di fragola rossi, a stelle gialle, a cuori rosa, ma anche palloncini blu, a strisce verdi, con farfalle bianche e cavalli neri. “Dobbiamo portare questi palloncini a casa, sono la prova che esistono altri colori” esclamò Nico. Ma Sofia, realista: “Non abbiamo soldi per comprarne neanche uno e poi non reggerebbero mai il viaggio nascosti nel treno”.

L’uomo dei palloncini sentì tutto e chiese ai bambini dove vivessero. I bambini raccontarono del loro paese grigio, della mancanza di altri colori e della loro missione. Il venditore incuriosito dalla storia e intravedendo anche nuove possibilità di vendita, decise di aiutarli. “Vi accompagnerò io a casa e ci andremo con loro” disse indicando la sua preziosa merce gonfiabile. E regalò un palloncino ciascuno.  “A te Sofia, questo rosa, mentre per te Nico, questo con tanti colori”. E come per magia anche i due bambini “presero” colore. Sofia si scoprì vestita di rosa pallido con peonie bianche, mentre Nico capì di essere negato per gli accostamenti di colore: pantaloncini verdi, maglietta fucsia, berretto giallo, sandali viola. I bambini scoppiarono ridere.

Intanto l’omino gonfiò circa 1000 palloncini a testa di ogni colore e forma, li legò alle spalle dei due bambini e poi si fece aiutare a legarli alle sue. Chiuse il chiosco, li guardò e disse: “Ora fate come me, prendete una lunghissima rincorsa e poi lasciatevi andare”. E in un battibaleno l’omino si ritrovò sospeso in cielo. I bambini non credevano ai loro occhi. “Su forza, non perdiamo tempo, il vento è favorevole” così Nico e Sofia si presero per mano e cominciarono a correre. E si ritrovarono a volare nel cielo blu con il sole dorato e tra qualche nuvola bianca, grazie a tanti palloncini coloratissimi.

Increduli, un po’ spaventati ma molto eccitati, cominciarono questo incredibile viaggio, guidati da un ometto buffo che indicava la direzione da prendere, come evitare gli uccelli e  gli aerei. Intanto sotto di loro si alternavano praterie verdeggianti, campi gialli, montagne bianche, fino a che non cominciarono a vedere tutto grigio. Erano arrivati a casa. E anche il loro entusiasmo si spense alla vista di quell’unico colore.

Atterrarono in quello che doveva essere un campo di girasoli, peccato fossero tutti grigi. L’omino a quella vista esclamò: “Ora capisco il vostro problema. Certo essere felici qui non è cosa facile… Ma troveremo una soluzione!”.
Si recarono verso il centro del paese, dove tutti li guardavano spaventati, soprattutto per via di quei palloncini dalle tante sfumature non grigie che avevano ancora alle spalle.
Anche i genitori di Nico arrivarono in piazza insieme a quelli di Sofia, preoccupati per i figli scomparsi.
Mamma, papà, avete visto che avevo ragione, i colori esistono! urlò il bambino correndo verso di loro.

I genitori non sapevano che dire, la madre scoppiò a piangere, allora intervenne l’omino dei palloncini. “Madame, non abbia paura. I colori non devono spaventare, bisogna solo imparare a conoscerli. Per esempio questo palloncino è di un bel rosso cremisi che ben si adatterebbe alla sua carnagione porcellanata. Se solo lei potesse vederla sotto a tutto quel grigio” disse ciò mentre le porgeva un palloncino. E d’incanto la donna si ritrovò in un abito cremisi che esaltava il bianco perfetto del suo volto. L’omino porse un palloncino anche al padre di Nico, e Sofia cominciò a fare lo stesso con i suoi genitori mentre il bambino porgeva un palloncino a tutti quelli che vedeva. E in men che non si dica tutto e tutti ritrovarono il colore.

La piazza si riempì di luce, la fontana cominciò a zampillare acque azzurre, le insegne dei negozi si illuminarono di colori, gli anziani che giocavano a bocce poterono finalmente distinguere le proprie da quelle degli avversari. La madre di Sofia corse in negozio e vide che tutte le sue spente stoffe risplendevano di tinte vivaci.

Tutto avevo ripreso a vivere e Nico poté finalmente sperare in un mondo dove tutti erano liberi di essere del loro colore.

Quella sera, per festeggiare la mamma di Nico offrì a tutti i suoi famosi cupcake, che finalmente non erano più grigi. Cupcake al cuore di cioccolato e palloncini di chupa chups!

Prima di iniziare, per ottenere il cuore di cioccolato, mettete 10/12 cioccolatini al latte nel congelatore per circa 2 ore. Trascorse le 2 ore, potete fare i cupcake.

Fate ammorbidire 80gr. di burro e lavoratelo con 150gr. di zucchero di canna. Una volta ottenuta una bella crema, amalgamatela con 2 uova medie. Poi aggiungete 180gr. di farina setacciata con 1 bustina di lievito in polvere e un pizzico di cannella e alternate la farina con 100ml. di latte tiepido. Mescolate velocemente il tutto e infine riempite i pirottini con 1 cucchiaio di impasto, annegate al centro il cioccolatino congelato e copritelo altro impasto, circa un cucchiaino.

 

Cuocete in forno caldo a 180° per 20 minuti.
Una volta cotti e raffreddati ricoprite con panna montatazuccherini e al centro di ognuno ponete un lecca lecca palloncino.

Alessandra Bruni

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