Skip to content

Dimissioni: l’avvocato ci spiega come rassegnarle

Le rivoluzioni nel mondo del lavoro, i continui mutamenti di legge e una congiuntura economica non proprio appagante hanno contribuito a creare non poche fratture tra datori di lavoro e dipendenti.

Spesso le aziende, ree di non tutelare i propri dipendenti ma di sfruttare a loro favore leggi ed emendamenti, si ritrovano a dover negoziare accordi coi sindacati dei lavoratori per favorire un miglior assetto della posizione lavorativa.

Il lavoratore di contro, accusato di non “fare abbastanza” o di non contribuire a favorire le politiche di crescita aziendale, finisce per svilirsi e cadere in uno stato tale di prostrazione e sconforto che nella maggior parte dei casi lo porta ad abbandonare il posto di lavoro, rassegnando le dimissioni.

Tale decisione comporta inevitabili ripercussioni sia da un punto di vista economico che da un punto di vista della autostima e considerazione di sé.

Per tali e altre ragioni è importante che il lavoratore, che in genere è la parte debole del rapporto d’impiego, si affidi ad un buon consulente che possa aiutarlo a comprendere determinati passaggi e lo aiuti a individuare, attraverso le leggi e gli strumenti a sua disposizione, delle soluzioni alternative a quella estrema delle dimissioni o del licenziamento.
 
dimissioni
 
E’prioritario quanto fondamentale, inoltre, instaurare con il proprio consulente un rapporto di estrema fiducia e totale affidamento, perché vuol dire costruire, con lui e grazie a lui, una miglior prospettiva di vita.

Pertanto il consulente deve anche essere una persona predisposta al’ascolto e alla comprensione dei problemi, che sarà favorita solo attraverso un dialogo schietto e fluido.

Non è facile valutare o scegliere un buon consulente, ma è pur vero che la sua competenza e i suoi titoli debbano essere il primo requisito per destreggiarsi nella vasta gamma di esperti.

In genere ci si dovrebbe affidare o quantomeno farsi consigliare da un avvocato esperto in diritto del lavoro (o consulente del lavoro) che conosca leggi e mutamenti di una disciplina in continuo divenire, che sia continuamente aggiornato e trasmetta sicurezza al suo interlocutore, poiché forte del Know-how acquisito.

Per tale motivo, è necessario rivolgersi a persone competenti che posseggano altresì un assetto mentale tale da poter individuare e favorire in maniera fluida le diverse soluzioni da prospettare al proprio assistito.

Sovente il lavoratore ottenebrato dalle proprie ragioni e dal sentimento di rivalsa nei confronti del proprio datore di lavoro, in preda alla totale disistima che ha preso il sopravvento sulla sua lucidità, non è in grado di valutare razionalmente le opzioni alternative al licenziamento o alle dimissioni.

Il consulente dunque ha, e deve essere a ciò deputato, il fondamentale ruolo di intravvedere e prospettare al cliente nuove possibilità, che possono coincidere anche con una rinegoziazione delle condizioni di lavoro o ridefinire questioni rimaste in sospeso e non affrontate dalle parti a seguito della rottura del rapporto di lavoro.

Alessandra

 

Puoi ricevere una consulenza di Alessandra cliccando qui

 

 

Categorized: Legge
La redazione

La redazione

La redazione di Chizzocute è come una famiglia, grande e animata, composta da donne e uomini uniti da ideali di vita sostenibile, che pongono le relazioni umane al centro delle proprie scelte, consapevoli che tutti noi “siamo frutto della nostra famiglia”.

All posts by La redazione