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Disfagia: giochiamo a mangiare! | Il consiglio della logopedista

La giornata europea della logopedia, che quest’anno cade il 6 marzo, ha come obiettivo quello di far conoscere un tema ancora poco noto: la disfagia.

Cosa si intende con disfagia?

Possiamo a grandi linee definire la disfagia come disturbo della deglutizione. Sarà quindi disfagico un soggetto con difficoltà a deglutire saliva, acqua o cibo.  Non è essa stessa una malattia, ma può verificarsi  in caso di alterazioni anatomiche, neurologiche, comportamentali, cardio-respiratorie o metaboliche e può presentarsi in tutte le fasce d’età.

Spesso diamo per scontata la deglutizione: chi si è mai accorto di mandare giù saliva all’incirca 2000 volte ogni giorno?! Eppure è un meccanismo molto importante, strettamente collegato all’alimentazione e allo sviluppo globale del bambino. Pensate che il primo atto deglutitorio avviene intorno alla XIII settimana di vita intrauterina! 

Non è però una funzione che rimane invariata: infatti, durante i primi anni di vita si modifica assecondando le esigenze di crescita del bambino. Il neonato acquisisce le nuove competenze procedendo per un meccanismo di prova ed errore ed è  quindi facendo esperienza che gradualmente arriverà ad avere un’alimentazione come quella di una persona adulta.

Parallelamente alla maturazione del sistema gastrico e all’aumento di precisione dei movimenti di lingua, labbra e mandibola, il bambino riuscirà ad assumere sostanze diverse dal latte materno, secondo alcune tappe principali:

  • 0 – 6 mesi : liquidi (latte)
  • 6 – 9 mesi: semisolidi  (in ordine: omogeneizzati di frutta, creme e alimenti grattugiati)
  • 10 – 12 mesi: solido-morbidi e allenamento al morso  (con pizza, pane duro, etc… senza deglutirli!)
  • 12 -24 mesi: solidi

Ricordiamo che ogni bambino è unico e queste tappe non sono così rigide.

In età evolutiva, molte volte la disfagia (pedofagia) è data da disturbi comportamentali: il bambino rifiuta di mangiare, non tollera alcune consistenze o ha un’alimentazione ristretta.

Bisogna pensare che dalla nascita, l’infante è circondato da stimoli e sensazioni nuove di cui deve fare esperienza per poterle elaborare. Questo percorso, per quanto parzialmente innato, non è semplice e il nuovo arrivato avrà bisogno dell’aiuto del genitore per affrontarlo.

Sono molte di più le persone che entrano in mare  lentamente, passo dopo passo, per fare il bagno rispetto ai pochi coraggiosi che prendono la rincorsa e si tuffano!

Così come vediamo il nostro bambino gattonare prima di fare primi passi, allo stesso modo nell’alimentazione dovremo rispettare i tempi di ciascuno.

Anche l’introduzione del cucchiaino in bocca può essere fastidiosa per chi non è stato abituato a stimolazioni del cavo orale.

È fondamentale preparare il neonato a questo evento e allora…giocate!

Per migliorare i movimenti indispensabili all’alimentazione sono utili tutti quei giochi che il bambino può portare alla bocca per esplorarne la consistenza e la temperatura, come avverrà con il cibo.

Logopedista_Disfagia

L’inserimento di ogni nuova sostanza nella dieta deve seguire le tappe fisiologiche del bambino: iniziate a dare piccole quantità di cibo dal gusto leggero a temperatura ambiente in modo da non provocare sensazione di soffocamento o vomito. Probabilmente, sarà necessario somministrare lo stesso alimento più volte prima che il bambino lo trovi piacevole.

Ma è proprio a questo punto che il pasto inizierà a essere un momento divertente:

lasciate sperimentare anche con le manine le caratteristiche di quello che sta mangiando, offrite spesso sapori diversi e se la bocca rimane un po’ sporca… va bene così!

Il bambino deve interpretare il pasto come un momento piacevole e divertente durante il quale può mangiare qualcosa di gradevole.

Dopo questo percorso, quando arriverà il pezzettino di pollo, il bambino avrà tutte le competenze necessarie a toccarlo con le mani, leccarlo e solo dopo morsicarlo.

Disfagia_logopedia

Il periodo in cui si sviluppano queste abilità termina intorno ai 3 anni di età; col passare del tempo, sarà sempre più difficile introdurre nuovi sapori o consistenze.

Quindi, coraggio genitori… cucchiaio alla mano e buon divertimento!!

Elena Santambrogio – Logopedista

Categorized: Mamma & bimbi

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