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Disordinati creativi contro maniaci dell’ordine stressati

persone disordinate“Bisogna avere il caos dentro di sé per generare una stella danzante”. Con queste parole Nietzsche rispondeva a sua madre quando gli ordinava riordinare la sua stanza, e se lo diceva Nietzsche…possiamo fidarci!

Uno studio ritratta l’idea secondo la quale le persone disordinate abbiano il disordine dentro: quello pubblicato sul Journal of Consumer Research, che afferma che vivere una vita più “soft” aiuta a stare lontani dall’ansia, a sviluppare la mente che si fa più creativa ed intuiva e che riesce a reagire positivamente anche alle situazioni più complicate e ai cambiamenti, che ci si gode meglio la vita perché la si vive più serenamente senza etichette, senza paura del diverso e del nuovo, e di fronte agli imprevisti si è più in grado di raggirarli perché si reagisce positivamente e con flessibilità. Invece pare che chi si comporta in modo eccessivamente maniacale nel fare ordine può avere un bisogno profondo di controllo.

I ricercatori hanno chiesto a diversi gruppi di persone di fotografare le aree più ordinate e disordinate delle proprie case per poi mostrarle in pubblico, e hanno osservato le reazioni degli stessi di fronte al caos. Molte persone si sono sentite a disagio ed in paranoia, prese dall’irrefrenabile desiderio di riordinare, altre invece sono rimaste impassibili.

Va però specificato che gli ordinati vanno distinti in 2 tipologie: i maniaci del controllo, presumibilmente tendenti a soffrire di DOC (disturbo ossessivo maniaco-compulsivo) e gli ordinati semplicemente metodici, cioè non patologici: a questi ultimi non va negato il riconoscimento di essere creativi, anzi possono esserlo malgrado alcune ricerche in campo psicologico sembrino evidenziare il contrario”, precisa il prof. Roberto Pani, docente di psicologia clinica all’Università di Bologna.

Questa ricerca, a differenza di chi sostiene che il disordinato ha il caos dentro, dimostra quanto i disordinati pensino in maniera chiara e lineare proprio per via della serenità con la quale si approcciano alla vita: in situazioni di panico o estrema pressione dove è necessario prendere una decisione, sanno essere lucidi nel valutare le situazioni in cui si trovano.

Di fronte alla confusione, il cervello tende a semplificare, eliminando le ridondanze e concentrandosi soltanto su ciò che conta.

Pare che il disordine che a primo impatto appare caotico, invece risulta essere l’indizio di interessi e passioni che si sommano, anche se ci sono diversi tipi di disordine.

Ci sono persone che ad esempio leggono riviste, lasciandole in giro per casa, magari aperte nel punto esatto di lettura; altre persone invece mangiano una banana, e lasciano la buccia sul divano, senza pensarci: sono 2 esempi che spiegano la differenza tra i due tipi di disordine. Nel secondo caso, la sensazione che ne deriva è quella di un disordine molto più profondo” precisa Pani. Davanti ad un ambiente che all’occhio del visitatore appare caotico, il disordinato non patologico conosce esattamente il posto di ciascuna cosa, riuscendo a trovare ogni cosa nel proprio disordine. “Si tratta di un disordine voluto, che una sua logica precisa che l’individuo sa riconoscere. Alcune persone sono abituate a lasciare le proprie cose in modo disordinato, appunto, come se facessero parte di un piano di sistemazione (anche mentale) coerente con la loro personalità, spesso noto solo a loro!

Diversa la situazione del disordine cronico e patologico, che può essere indice di fuga nell’adolescenza.

In effetti, ci sono persone che inconsapevolmente hanno bisogno del disordine perché questo diventa un pretesto per bloccarsi nella vita: è come se avessero paura di andare avanti, perché si trovano più a proprio agio nella confusione piuttosto che mettere ordine, che in psicologia diventa una metafora dell’andare avanti e realizzare un progetto.

Il disordinato cronico può avere difficoltà a perseguire un obiettivo, proprio perché tende ad iniziare attività diverse abbandonandole dopo poco. Diventa oltretutto problematico se in mezzo al caos si smarriscono documenti importanti: sarebbe bene quindi, senza cadere nello stress di voler avere tutto sotto il controllo, mantenere ordine quanto meno nelle cose importanti, per organizzare meglio se stessi e la famiglia e risparmiare così tempo ed energie.

Come dire, a volte il cambiamento psicologico inizia proprio dal mettere ordine tra le proprie cose, e quindi nella propria mente: è ciò che mi raccontano tutti i pazienti a prescindere dalle problematiche di fondo.” concludePani.

Insomma, spazio ai disordinati creativi e agli ordinati sereni: a tutti gli altri, datevi una regolata, per voi e per chi vi circonda! Non è bello vivere con chi fa regnare il caos assoluto, ma neppure con chi stressa tutta la famiglia con la mania del controllo.

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Loredana Amodeo

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