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Donne e lavoro: Maternità obbligatoria e Maternità facoltativa

Dopo aver scoperto di aspettare un bimbo e dopo aver lasciato viaggiare libera l’ immaginazione, dopo aver scatenato gioia ed euforia e allietato con la notizia amici e parenti……

ecco che arriva il momento di discutere e fare delle scelte in ambito dei diritti della lavoratrice che diverrà mamma.

Estrapolando informazioni da fonti attendibili che trattano argomenti di fiscalità e secondo normative vigenti, con il presente articolo vorrei semplificare per voi genitori il concetto di maternità obbligatoria e facoltativa:

La “maternità obbligatoria” stabilita per legge ha una durata complessiva di 5 mesi durante i quali la donna percepisce l’80% della sua retribuzione.

Ha inizio 2 mesi prima della data prevista del parto e prosegue fino al terzo mese del bambino.

La retribuzione durante il periodo di maternità può anche essere del 100% in base al C.C.N.L. sottoscritto.

Se il bimbo venisse alla luce anticipatamente la mamma lavoratrice avrebbe comunque diritto all’assenza dal lavoro dopo i 3 mesi post partum anche per il totale dei giorni che non ha utilizzato in precedenza.

L’ iter burocratico prevede che la madre presenti entro il settimo mese di gestazione la domanda su modello apposito (vedi sito INPS o call center) al datore di lavoro e all’INPS, allegando la certificazione medica che specifichi la data presunta del parto e il mese di gravidanza.

Entro 30 giorni a partire dalla data del parto, la mamma avente diritto, dovrà comunicare con autocertificazione la nascita del figlioletto sia all’INPS sia al datore di lavoro.

Il congedo per la maternità spetta alle lavoratrici dipendenti assicurate all’Inps (dirigenti, operaie, impiegate e anche apprendiste) aventi un rapporto di lavoro in corso alla data di inizio del congedo.

Per le madri disoccupate e altre casistiche si veda il dettaglio delle condizioni che lo permettono all’art. 24 T.U (vedi sito INPS o call center).

Quando ed in che casi è possibile richiedere la maternità anticipata?maternità anticipata inps come chiederla

E’ possibile richiedere la maternità anticipata quando purtroppo si sta affrontando una gravidanza a rischio oppure se si valutano l’ambiente di lavoro e/o la mansione dannosi per la gestante (in questo ultimo caso sarà il datore di lavoro a dover chiedere la formula anticipata).

La richiesta deve essere fatta c/o la direzione provinciale del lavoro allegando la certificazione medica rilasciata dall’ ASL.

La futura madre può anche chiedere di posticipare l’inizio della maternità fino a un mese prima del parto previsto ma l’assenza dal lavoro sarà sempre di 5 mesi (1 prima e 4 dopo il parto); anche in questo caso è previsto il rilascio della certificazione medica.

Tre mesi dopo il parto la mamma può decidere di tornare a lavoro:

ella ha diritto a permessi di 2 h/gg (1 h/gg se il contratto prevede un part-time) retribuiti fino al compimento dell’anno del bambino……. i cosiddetti permessi per allattamento.

Cos’è la maternità facoltativa e come viene retribuita?

Successivamente, per la tutela della maternità e della paternità esiste la “maternità facoltativa” o congedi parentali.

Fortunatamente per i genitori che scelgono di restare al fianco del piccolo di casa il più a lungo possibile, le normative prevedono un’astensione continuativa o frazionata per un totale di 10/11 mesi fino agli 8 anni del bambino.

La scelta può essere fatta da entrambi i genitori e può essere a mio avviso, molto utile ai fini dello svezzamento e di un accudimento senza stress del bambino.

La richiesta di maternità facoltativa occorre emetterla almeno 15 giorni prima e la retribuzione per questi periodi sarà pari al 30% dello stipendio.

Ci sono diverse casistiche regolamentate dalla legge in base a situazioni contrattuali o di handicap del figlio; potrete trarre informazioni c/o il vostro consulente e/o sede Inps.

Non c’è una regola buona o cattiva da seguire ma solo il proprio istinto, come sempre in ogni ambito riguardi il rapporto con i nostri figli e la maternità.

A mio parere è importante usufruire pienamente dei nostri diritti per non lasciare nulla al caso soprattutto quando si tratta di crescere serenamente la prole in una società come quella attuale, dove ancora si fatica a trovare il proprio posto senza “sentirsi inadeguate”.

Fabi

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