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Edilizia sostenibile: sincerità ed onestà

Nella mia personale scala di valori, ai primi posti ho collocato due parole un po’ fuori moda: onestà e sincerità. 

Faro e guida per il mio modo di concepire la vita, investono ovviamente anche la sfera professionale. .. e qui sorge il problema!

Occupandomi di risparmio energetico, bioarchitettura, edifici sostenibili,  sono stanca di imbattermi in slogan vuoti, scelte progettuali superficiali, prodotti che si spacciano “naturali” solo per cavalcare la moda del momento, tutti si dichiarano “green” e smart, ma chi cambia veramente il proprio modo di pensare e di consumare/produrre?

Intorno a questi temi, c’è proprio tanta necessità di chiarezza, verità e coraggio.

Senza arroccarsi su posizioni estreme, ma con solo l’intento di riflettere insieme, vi riporto alcune considerazioni .

  1. Il risparmio energetico può essere un rischio, se ottenuto con i prodotti sbagliati.

In Italia, si persegue il risparmio energetico, essenzialmente con l’isolamento di muri e tetti. L’80% dei materiali isolanti è realizzato con il petrolio. Ovvero, si usa petrolio per risparmiare petrolio! Assurdo.

Da qui nasce la necessità di usare solo materiali isolanti locali, naturali, rinnovabili, vegetali…

  1. E’ necessario risparmiare energia  già  prima di costruire.

Il consumo energetico di un edificio è importante ma…

Dobbiamo porci una serie di domande sensate, se abbiamo a cuore l’ambiente nel suo complesso.

Da dove vengono i materiali che usiamo? Quanta energia hanno consumato prima di essere usati? Quanti e quali sono i rischi per la salute? Quanti rifiuti hanno già prodotto? Quanta devastazione dell’ambiente?

Fare un edificio in classe A (cioè a basso consumo energetico) con un cappotto di polistirolo … non è una scelta felice.

Per un edificio innovativo servono: molto progetto, poco impatto ambientale, solo energia rinnovabile, zero CO2, rifiuti riciclabili, materiali naturali, filiera corta.

  1. L’unica edilizia veramente sostenibile è quella non costruita

E’ inutile nasconderci dietro a falsi miti, in Italia non servono nuove case. Ce ne sono troppe, spesso inutilizzate. Ogni nuovo edificio, vuol dire: ruspe, cemento e materiali inquinanti. Viene distrutta terra viva, coltivata e curata da millenni, che non si può più rigenerare. Il territorio italiano è il più devastato d’Europa!

L’edilizia sostenibile è il cavallo di Troia per continuare a costruire.

Dobbiamo investire e riconvertire l’industria edilizia alla riqualificazione dell’esistente, alla densificazione dei tessuti urbani, alla sostituzione degli edifici dannosi e obsoleti. Ristrutturare, riutilizzare, demolire e ricostruire…. Ma in modo nuovo, più onesto!

Alla luce di quanto detto, nel prossimo articolo cercherò di far luce sullo spinoso argomento isolanti… ma questa volta senza polemiche!

Vi aspetto.

Per approfondire le tematiche,  vi consiglio il sito dell’Associazione Nazionale Architettura Bioecologica:  anab

Ti interessa approfondire il tema dell’edilizia sostenibile? Leggi qui tutti i miei articoli

Valeria Masera

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