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Elsa Morante: ricordiamo la scrittrice a 30 anni dalla morte

Elsa Morante 30 anni dalla morteOggi, nella giornata internazionale contro la violenza sulle donne, ricorre anche un altro anniversario: i 30 anni dalla morte di Elsa Morante, scrittrice, saggista e poetessa che si rivelò una grande visionaria nel panorama della scrittura, ed una tra le più importanti autrici del secondo dopoguerra.

Anche se lei si definiva scrittore, al maschile, perché “il concetto generico di scrittrici come di una categoria a parte, risente ancora della società degli harem”. Elsa non è mai diventata mamma e nei suoi romanzi riversa l’ossessione della maternità che non si è mai compiuta.

Stasera alle 19, in suo ricordo, da Libri&Bar Pallotta a Ponte Milvio, si terrà un incontro con con Sandra Petrignani e Giorgio Ghiotti che presenteranno il libro “Elsina e il grande segreto”, che ripercorre la vita di Elsa sin da quando è una bambina, descritta come un’alunna molto brava a scuola ma pestifera, ribelle in famiglia e sempre arrabbiata con tutti.

Attraverso questo romanzo si scopre una Elsa che detesta recitare in pubblico le poesie che già compone precocissima, che ruba le polpette ai fratelli per darle ai cani randagi, che alla frase “Attenta, Elsina, non li toccare che sono malati, puzzano e ti prendi una malattia” risponde sdegnata “Puzzate voi!”

Il grande segreto ha radici nella bizzarra famiglia di Elsa, che negli anni Venti della ribellione e del desiderio, risulta essere sorprendente, bizzarra, straordinaria. O almeno agli occhi di Elsina. Si scoprirà cosa accade nella sua stravagante famiglia, e chi sono davvero il papà Augusto, lo “zio” Ciccio, la mamma Irma, quella mamma con la quale aveva un rapporto profondo di amore e odio i fratelli Aldo e Marcello, il cane randagio e la gattina che fa le puzzette.

Elsa Morante non era un carattere facile, non aveva mezze misure ed era piuttosto violenta nelle sue affermazioni. Quando poi si parlava di letteratura, in senso assoluto, allora queste ‘mezze misure’ diventavano veramente incandescenti: per esempio diceva che bisogna scrivere soltanto i libri che cambiano il mondo”.

– Giorgio Montefoschi

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