Skip to content

Escursione Gran Sasso con i figli: storie camminanti

escursioni con i figliPartiti! Zaino sulle spalle, scarponi ben allacciati, felpa in vita e borraccia a portata di mano.

…5 minuti dopo…

Papone mi prendi in braccio? Sono stancaaaa

Assolutamente no, ma se vuoi ti racconto una storia

Ok, allora andiamo!

Un passo davanti all’altro, in salita, sulle pietre e sui sentieri, parlando e fermandosi per guardare l’attorno, per guardare la strada fatta e quella che manca, per cercare il valore del sentiero percorso e la potenza di quello ancora da percorrere.

Quest’anno siamo stati sul Gran Sasso, campeggio con amici fraterni e poi una notte in rifugio a 2.400, tre adulti, tre bambine (4-6-7 anni) e due cani (3 mesi), ci siamo meravigliati, ci siamo uccisi di arrosticini, abbiamo preso l’acqua, il freddo e il caldo torrido, abbiamo visitato paeselli e ci siamo persi nella piana di Campo Imperatore mangiando caciocavallo, siamo andati a letto vestiti,  abbiamo lavato i denti tutte le sere e abbiamo camminato, il più possibile.

Maya non è una camminatrice, non lo è mai stata, ha iniziato a camminare a 16 mesi quando già parlava come una bambina di 4 anni, è scoordinata e quando corre sembra uno zombie zoppo; Io invece amo tantissimo camminare, soprattutto in montagna, da ex scout quale sono,  quindi ho sempre cercato di coinvolgerla nelle passeggiate, senza insistere più di tanto ma cercando di renderle interessanti; cerchiamo tane di animali, impronte, guardiamo le differenze tra i vari alberi e scegliamo ognuno il suo preferito, mangiamo i frutti di bosco e poi ci raccontiamo storie, io a lei, lei a me ma soprattutto le storie un po per uno, un pezzo io e un pezzo lei.

Poi mi chiede sempre più spesso di raccontarle cose successe davvero tanto tempo fa e allora antichi Egizi, antichi Romani, Napoleone, Robespierre, Prima e Seconda Guerra Mondiale, I Chicago Bulls di Jordan e l’Inter del Triplete.

Le storie e la strada sono due cose simbiotiche,  fatte di spazio e tempo, fatte di libertà di pensiero e attenzione per i dettagli, ti insegnano a stare dentro le cose concrete, la strada, e astratte, le storie. Entrambe si vivono meglio in gruppo, dove condividi i pensieri, gli sguardi e la fatica… già, la fatica… che forse è la cosa più bella, pagare con il sudore il traguardo, sentirsi spensierati e con un senso di completezza fisico e mentale

Al di là del luogo comune che il percorso conta più della meta, se la vita è un viaggio tanto vale allungare la strada il più possibile, alternando sentieri nel bosco a strade trafficate, centri commerciali a spiagge, cercando sempre di stare dentro alle cose e dentro ai momenti, setacciando l’attorno per trovare la pepita d’oro in ogni fiume. Il mio compito, in tutto ciò, è insegnare a Maya come costruirsi un setaccio.

Davide

Leggi anche: Dal diario di un papà: “io le insegno ad ascoltare, lei mi insegna a stare con la gente”

Articoli correlati

Categorized: Viaggi
Tagged:
La redazione

La redazione

La redazione di Chizzocute è come una famiglia, grande e animata, composta da donne e uomini uniti da ideali di vita sostenibile, che pongono le relazioni umane al centro delle proprie scelte, consapevoli che tutti noi “siamo frutto della nostra famiglia”.

All posts by La redazione