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Essere padre: “La mia prima regola è mettermi di fronte”

Buongiorno, mettiamo subito le mani avanti e le cose in chiaro: sono un padre di due figli e sono separato giusto giusto da un anno.

Per me i maschiacci, Lorenzo 7 e Giorgio 3, sono stati fondamentali durante e dopo la separazione, una ragione forte per tenere duro.

La parte più bella di essere padre e separato è che a casa mia i m. sono liberi e scalmanati come lo ero io nei rari momenti dai nonni. Me le ricordo come giornate senza particolari regole da imparare, ma piene di esperienze tutte nuove e inattese. Dal fare le orecchiette con nonna Santina, china e premurosa a spiegarmi come e dove premere tra il palmo delle mani la pasta fresca, al nonno Cosimo che mi accompagnava in giro per la città con orgoglio e sorrisi davanti ai negozianti della via. Ero senza i miei genitori, ma non per abbandono e come rimpiazzo, trovo in quei ricordi abbastanza serenità e amore da sentirmi quasi felice.

Non sempre riesco a ricreare lo stesso clima a casa, la differenza di età tra i due si sente e non ci sono particolari motivi per chi può e chi pretende la mia attenzione, ma se ce l’ho fatta è perché seguo una regola e una sola con i bambini: loro sanno ascoltare e capire quanto noi, l’unica differenza è che per loro in certe situazioni potrebbe essere effettivamente la prima volta.  Nell’imbarazzo e nel chiedere il bambino esprime l’incertezza e l’abbaglio che abbiamo noi adulti nel vedere l’ultimo Jurassik park in 3d all’Imax .

Noi come padri dobbiamo saper ascoltare e non capire perfettamente, siamo adulti, ma nel linguaggio dei bambini sono fondamentali le movenze, il come lo si fa. Continuando a credere che di noi si fidano ciecamente, i bambini ci affidano tutto di loro stessi, come in montagna vicino a una slavina e in quei momenti se noi ci facciamo troppe pippe, rischiamo di andare sotto e magari di centrare pure qualche albero.

Davanti a una richiesta la mia prima regola è mettermi di fronte, più possibile rivolto verso il piccolo e se la cosa si complica ,perché è partito qualche spintone di troppo di là nella stanza, allora abbassarmi al suo livello con gli occhi. La maggior parte delle volte il bambino identifica negli occhi e nello sguardo l’attenzione ricevuta, lo stesso farsi prendere in braccio a volte implica lo stare alla tua stessa altezza, nulla più, vedere dalla tua altezza e essere come te, presente nella stanza.

Nello esprimere le mie idee vorrei comunque raccogliere non solo domande o fiscalizzazioni sui generi, ma anche chiarire insieme alcuni aspetti che mi sono tutt’ora poco chiari, parlarne per confrontarsi, da Milano in tutte le direzioni e nazioni, namastè.

 

Argomento 1

Tanto si è scritto e tanto andrebbe ancora letto su come essere padri e vivere in questa società in serenità, ma molte cose non vanno per il verso giusto e a noi ci è toccato anche crederci, cosa che si può tranquillamente non provare a fare con il nostro Futuro,con i figli.

Invece come blooger sono proprio vergine, se questo può aiutarvi.

Padre e figlio

Mario Miccoli

Categorized: FAMIGLIA
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