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Famiglia allargata e figli ereditati: gestire le feste in modo giusto

Figli ereditati come gestire le feste_1

Dice il detto: Natale con i tuoi, Pasqua con chi vuoi. Niente calza più a pennello nella mia famiglia di figli ereditati.

Ho già raccontato quanti rami ha la mia famiglia allargata e quindi quanti Natali organizziamo.

Con i figli ereditati ho sempre voluto e cercato di fare in modo che almeno una delle due giornate, il 24 dicembre la sera o il 25 di giorno, venisse passato con me e la mia famiglia.

Da quando mi sono separata, ormai più di quindici anni fa, mia figlia quindi festeggia la vigilia con me e con la mia famiglia mentre il giorno di Natale con il padre e la sua famiglia di origine.

Poi le cose si sono complicate: si sono aggiunti i figli ereditati, il mio nuovo compagno e le rispettive famiglie. Eppure la tradizione si è mantenuta.

Sono una persona abbastanza anticonformista ma sul Natale sono una super tradizionalista. Albero rigorosamente rosso e oro, lucine sparse, candele accese. Cena e regali. Nella mia città d’origine poi devo dire che non festeggiamo il Natale, o meglio, i regali ai bambini li porta Santa Lucia e quindi anche nella mia nuova realtà familiare ho portato questa usanza.

Ora non metto più pacchi e pacchi sotto l’albero il 13 dicembre, ma caramelle e cioccolati si. Al mattino, i ragazzi trovano il tavolo coperto di dolci come quando ero bambina io.

Poi la cena del 24, la vigilia. Quando mia figlia era piccola andavamo dalla nonna a festeggiare con i suoi cugini e gli zii. Cenone da “bambini”, quindi, anche se non è proprio un cibo natalizio, mia madre preparava un menù a prova di bambino: lasagne, carne e patatine fritte. Ora la cosa si è allargata con la presenza anche del mio nuovo compagno e gli altri nostri figli, compreso nonne e zie. Ma il menù è rimasto lo stesso.

Ma il 25 dicembre resta la giornata del papà. Sono stata sempre felice per mia figlia che potesse festeggiare anche con il padre nel giorno canonico. Non avrei voluto che si troncasse questa tradizione anche perché per lei è un momento di condivisione con i parenti di quel ramo familiare.

Per gli altri figli è un po’ più complicato solo perché i parenti d’origine vivono lontani dalla nostra città. Ma fin da quando hanno iniziato a vivere con noi, subito dopo le giornate canoniche passate in casa hanno preso l’abitudine di andare dei giorni dalla nonna materna. Un modo per vedere e stare insieme a tutte le zie e cugini, e ne hanno davvero tanti!

Anche la figlia ereditata più grande è sempre stata presente nel nostro “giro natalizio”. Ci vediamo nei giorni di festa e ci scambiamo i regali. Non viene neanche dimenticato il nonno paterno di mia figlia, al quale attraverso mia figlia faccio avere un regalo per Natale, in genere un libro d’arte visto che è un artista.

Stavo pensando ad una “morale” a tutto questo. E’ vero, da una parte non è così semplice organizzare tutto, spostarsi da una città all’altra, preparare cene o pranzi, ma credo che per i ragazzi sia fondamentale. Regala a loro dei momenti di condivisione familiare importanti. Sono loro infatti che, anche involontariamente, ci portano verso questa direzione, cosa che noi adulti dobbiamo rispettare ed alimentare.

E’ importante stabilire in famiglia un clima disteso tutto l’anno, soprattutto nelle famiglie allargate, nell’articolo “Famiglia allargata: relazioni per creare un clima di pace” vi racconto il mio percorso.

Daniela

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