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Family Day: come festeggiamo la giornata internazionale della famiglia?

Tempus fugit e miseriaccia se corre! Alle volte non fai in tempo ad aprire gli occhi la mattina che già ti si richiudono sotto il peso di una quotidianità frenetica e disastrosamente stressante,

senza esserti accorto assolutamente di tutto ciò ch’è capitato attorno, lasciando strascichi d’indifferenza e caricandoti di inutili ansie e pensieri… Risparmio i commenti, ma è così che ci si accorge di come 24 ore non sono più sufficienti per fare tutto quello che vorremmo, soprattutto per uomini letargici come me per cui il cartone animato con la figlia è la buona occasione per farsi una siffatta dormita con i controfiocchi.

Fatemi essere un po’ carogna qualche volta: sta arrivando la giornata internazionale delle famiglie e iniziamo a postare di ogni sul web per celebrare anche questa ricorrenza – stradegna di rispetto per le tematiche ed i propositi – ma poi tralasciamo uno dei suoi principi basilari: la quotidianità; facciamo un po’ come quelli che San Valentino = meglio un giorno da leoni, rimanendo il resto dell’anno compagni ordinari che non sanno regalare alla propria compagna un exploit d’amour tale da riuscire a sorprenderla  e, perché no, pure sconvolgerla.

Qualche giorno fa un perfetto sconosciuto mi si è avvicinato riferendomi di aver osservato me e mia figlia, in particolare un gesto scambiatoci, e di essere rimasto piacevolmente colpito dall’affetto che spontaneamente le dimostravo (mi sono gasato a manetta, con discreta moderazione ovviamente) aggiungendo inoltre a riguardo della propria esperienza familiare, considerando di come e quanto l’affetto costante del periodo infantile dei figli abbia influito durante l’adolescenza e la gioventù.

Se la paternità e la maternità fossero uguali, noi padri non faremmo così fatica ad approcciarci ai nuovi arrivati e probabilmente la trippa da birra ci sconvolgerebbe di più se non fossimo certi dall’incolumità del nostro basso ventre. Credo che ci sia una notevole differenza nel rapporto che noi cerchiamo di instaurare con i nostri figli, cercando fin dalla nascita quell’approvazione che la madre quasi naturalmente ha in funzione del suo fisiologico attaccamento al pupo e a cui dobbiamo dedicare il tempo necessario per lasciare che i nostri eredi effettuino quelle prove su strada per arrivare a scambiarci lo sguardo d’intesa per nascondere alla mamma che ci siamo ingozzati di porcherie.

La nostra famiglia ha bisogno di affetto, di sforzi, di sacrifici e anche di scherzi, di allegria, di sorprese, ma soprattutto di tempo e nonostante alle volte ne manchi, non possiamo permetterci di sottrarci e di sottrarne a chi ne ha più bisogno ogni giorno. Se facessimo parte di una squadra e poi mancassimo agli allenamenti… sappiamo come finirebbe; siamo fondamentali perché siamo complementari, siamo una famiglia e pure ‘na bella famiglia. Facciamoci invidiare.

Ora posso anche dirvelo: buona Giornata Internazionale della Famiglia!

Silvano Campanale

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