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Fasciare i bambini: i benefici della fasciatura

Fasciare i bambiniQualche giorno fa vi ho raccontato della tecnica delle 5S del Dottor Karp, nel caso voleste rileggere il post o ve lo foste perso potete cliccare qui. Oggi approfondiamo il tema della fasciatura del neonato, tecnica antica ed ancora utilizzata da tantissime popolazioni in tutto il mondo e reintrodotta in USA negli ultimi anni. Come futura madre mi auspico che anche in Italia sarà fattibile di poter fasciare il neonato sin dall’ospedale, e che durante i corsi preparto vengano fornite le informazioni utili per poter praticare la fasciatura.

Quella della fasciatura è una tradizione di cui ho sempre sentito parlare da nonna Vittoria, oggi 92enne, e che ho ritrovato, con mia grande sorpresa, in molti libri di puericultura moderna, in cui si presta molta attenzione alle esigenze del bimbo con un ritorno ad abitudini antiche rivisitandole in chiave moderna.

Contrariamente alla tendenza a far riposare il bambino sul lato sinistro per evitare la SIDS (la sindrome della morte improvvisa del lattante) introdotta negli anni 60/70, oggi si privilegia far riposare il bambino supino per evitare ogni possibilità che si volti con la faccia verso il materasso o che appoggi il viso contro altri elementi tessili posizionati ai lati attorno a lui. Il feto durante i 9 mesi di gestazione non assume mai nel grembo materno una posizione supina, posizione alla quale viene abituato e “costretto” una volta nato.

Tale posizione può generare il Riflesso di Moro, una reazione involontaria che è presente alla nascita e che normalmente scompare dopo 3/4 mesi. Esso consiste in un effetto “sorpresa” per il bambino, che lo porta ad allargare le braccia lateralmente con le palme in su e il pollice flesso. Dopo il riflesso, il bambino ritira gli arti sul corpo e si rilassa o scoppia in un pianto inconsolabile.

Mentre, da un lato, l’assenza o anomalia del Riflesso di Moro in un neonato può essere sintomo di problematiche, un eccessivo o prolungato Riflesso di Moro può generare attacchi di panico o agitazione inutili nel neonato che solitamente sfociano in pianti inconsolabili.

La fasciatura consente di trattenere  le braccia del neonato in modo da non consentirgli di sollevarle e non innescare inutilmente il Riflesso di Moro. Rispetto alle tecniche utilizzate anni fa dalle nostre nonne, oggi si usa posizionare i piedini del neonato in modo che le gambe assumano la classica posizione della rana e grazie a questa piccola modifica si è riusciti ad evitare la displasia dell’anca, fenomeno molto diffuso anni orsono.

Molti altri sono i vantaggi della fasciatura, tra i quali la riduzione dei sintomi di coliche dei lattanti in quanto la fasciatura esercita una piccola pressione sul pancino del neonato. La fasciatura, inoltre, avvolge amorevolmente il neonato riproducendo l’ambiente a lui conosciuto nel grembo materno, rassicurandolo, calmandolo ed aiutandolo ad abituarsi dolcemente al suo nuovo ambiente

I consigli per la fasciatura sono:

  • Evitare che il tessuto tocchi la bocca o il mento perché il bambino potrebbe pensare si tratti del seno materno e irritarsi non potendo mangiare.
  • Un bambino fasciato non deve essere posto sotto coperte o lenzuola, per evitare che queste possano coprirgli il viso e creare problematiche alla respirazione.
  • Nel caso in cui il bambino avesse freddo si può utilizzare un pigiamino più pesante sotto la fasciatura oppure utilizzare un sacco nanna che, grazie alle spalline, blocca l’eventuale discesa del bambino e la relativa possibilità che il viso venga coperto.
  • Privilegiare la fasciatura durante il riposo notturno per consentita al bambino di imparare a giocare con le sue mani durante le ore diurne. Utilizzare la fasciatura nelle ore diurne solo in caso di forti attacchi di pianto ingiustificati.

Come potete immaginare, mi sono già attrezzata per Andrea e sto facendo varie prove con Giovanni, l’orsetto che ho regalato ad Andrea a Natale e che si sta prestando a tutte le pazzie alle quali lo sto sottoponendo.

I prodotti che ho scelto per Andrea sono:

  • Red Castel – La Couverture Miracle (™) Una copertina con una forma appositamente studiata per consentire al neonato di mantenere la completa libertà di movimento delle gambe. Il tessuto utilizzato (100% cotone) consente il suo utilizzo a diretto contatto con la pelle del neonato nei periodi caldi.

  • Aden+Anais (™). Si tratta di teli di Mussola di cotone. La Mussola è uno dei materiali più diffusi nel mondo per l’utilizzo con i neonati e per coloro che hanno problemi di allergie, è infatti un tessuto naturale che consente la traspirazione mentendo la temperatura corporea. Il tessuto inoltre è molto soffice al tatto e questa caratteristica viene mantenuta durante gli anni. Questi teli, disponibili in differenti dimensioni e colori, sono multifunzionali: si può avvolgere il neonato dopo il bagnetto, una volta tolto il telo in spugna per asciugare le varie pieghette e mantenerlo al caldo in un telo che consente comunque alla pelle di respirare. Si può utilizzare durante l’allattamento per tenere il neonato al calduccio o in estate in spiaggia per evitare i vari arrossamenti della pelle a contatto con la sabbia o con teli spugna ruvidi. I teli sono studiati per i bambini ma nulla vieta, come nel mio caso, che vengano utilizzati anche dagli adulti. Tra tutti i colori e fantasie disponibili io ho scelto quelli sotto:

Entrambi i brand offrono molteplici prodotti per la cura del bambino con informazioni approfondite sul loro utilizzo. Come vi ho anticipato, mi sto allenando con Giovanni seguendo le istruzioni per la fasciatura trovate sul sitoAdenandAnais.com

Come sempre si tratta di tecniche da utilizzare in base al nostro bambino, non tutti i bambini hanno necessità di essere fasciati.

Nel mio caso è ancora tutto da scoprire, vi farò sapere alla nascita di Andrea.

Un abbraccio

Chizzo

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La Chizzo

La Chizzo

Un caban in cashmere avvolgente e un paio di jeans veloci, un filo di Chanel peonia sulle labbra e Hunter colorati ai piedi.
Sono io, Barbara: una vita a colori e un mix and match di contrasti ai quali non saprei rinunciare!
Un lavoro nel mondo frenetico del digital, fatto di strette di mano e vita mondana, e una casa immersa nella natura e nella pace da condividere con le persone che amo, la mia famiglia. Qui troverai maggiori informazioni su di me

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