Skip to content

Favole moderne: quando la principessa vuole a tutti i costi salvare il principe che dorme

“Non esistono uomini tragicamente segnati dalle passate esperienze, bisognosi d’aiuto, bisognosi di tempo.

Gli uomini si dividono in due categorie soltanto: quelli che ti vogliono e quelli che non ti vogliono. Tutto il resto è una scusa.

E Tu, Tu Donna, di mestiere fai l’avvocato, la commessa, la cameriera, l’insegnante, la casalinga, la commercialista, la modella, la ragioniera, l’attrice, la studentessa. Non la crocerossina.”

Vorrei partire da questa celeberrima frase di “La verità è che non gli piaci abbastanza”, film che abbiamo visto tutte almeno una volta nella vita (io almeno 12), per condividere con voi una riflessione.

Focalizziamoci un attimo sull’ultima affermazione: non sei una crocerossina.

E allora perché ci comportiamo da tali? Perché abbiamo questa infida necessità di aiutare gli uomini, di svegliarli dal loro quantomeno inquietante torpore emotivo?

Ma soprattutto, perché vogliamo a tutti i costi salvarli, anche quando loro non vogliono essere salvati?

Penso sia capitato a tutte noi di sentirci così, di sentirci in dovere di far rivivere ad un uomo le emozioni che, a quanto ci dice, non vive più da mesi, magari da anni. A tutte sarà capitato l’uomo problematico (uno? Magari.), magari cinico, magari anaffettivo, magari che ci ha o non ci ha raccontato di aver avuto una storia d’amore che l’ha, per l’appunto, tragicamente segnato. Per sempre.

E allora eccolo lì, lo spirito da crocerossina. Eccolo lì, il lato malato della competitività. Perché a questo punto, diciamocelo, è anche un po’ una questione personale.

E’ anche un po’ la necessità di vincere la sfida che ci siamo prefissate, la sfida che crediamo che come protagonisti abbia lui ma che in realtà, analizzandola meglio, ha proprio noi.

Ecco, diciamo che il nostro spirito da crocerossina, se da una parte ha un lato fin troppo generoso, dall’altro ha anche un lato narcisistico.

favole moderne

Infatti, solitamente, accade una cosa: ad un certo punto, per un motivo o per l’altro (leggasi: che siamo noi ad averne le ovaie piene o che siano loro a mollarci), si decide di mollare la presa. E la delusione più grande, una volta riacquisita con lentezza bradipale la lucidità che ci fa sentire un po’ meno morte dentro, non è l’aver perso l’uomo problematico, no.

È non essere state abbastanza brave.

Abbastanza brave da cambiarlo, da farlo innamorare di noi (perché abbiamo un po’ tutte in testa quest’idea che, se un uomo si innamora, allora sicuramente abbandonerà i suoi pessimi modi di fare, sia anche, tale uomo, il più criminale della storia), e, ancora una volta, da salvarlo da sé stesso e da quella bolla di apatia che lo sta inglobando.

Ma, ragazze mie, per quanto questo sia un gesto nobile, per quanto lo siano le nostre intenzioni, c’è solo una grande verità: uscirà dalla sua bolla quando lo vorrà lui.

Non ci saranno più scuse, più problemi, più distanze incolmabili o cuori troppo infranti per essere ripieni di amore nei nostri confronti.

Perché, citando quel benedetto film, “se un uomo si comporta come se non gliene fregasse un cazzo di te, è perché non gliene frega un cazzo di te”.

Vi è mai capitato che qualcuno vi lasciasse con una determinata motivazione per poi, qualche mese dopo, prendere la nuova fidanzata, la stessa motivazione amplificata all’ennesima potenza, e sbandierarle entrambe sui Social Network, alla facciazza vostra?

A me sì, ed è proprio per questo che mi sento in dovere di dirvi:

non siate le crocerossine di nessuno, non cercate di cambiare chi non ha intenzione di farlo e non sentitevi in dovere di salvare chi non vuole essere salvato.

I problemi nella vita sono già troppi, quelli evitabili lasciamoli cadere al suolo insieme a chi li impersona, va’!

Alla prossima settimana!

Deborah

 

Articoli correlati

Categorized: Yourself
Tagged: ,
La redazione

La redazione

La redazione di Chizzocute è come una famiglia, grande e animata, composta da donne e uomini uniti da ideali di vita sostenibile, che pongono le relazioni umane al centro delle proprie scelte, consapevoli che tutti noi “siamo frutto della nostra famiglia”.

All posts by La redazione

Comments are closed.