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Festa del papà: riflessione sui padri assenti

La festa del papà celebra indistintamente chi ha dei figli, ma in quest’occasione ci si dimentica spesso di parlare dei padri assenti e di chi si comporta come un vero papà, senza esserlo effettivamente.

“Auguri a chi fa il papà e non solo a chi lo è”.

L’anno scorso esordivo con questa frase, pubblicata anche sulla mia pagina e forse chi mi segue da più di un anno se la ricorderà.

L’ho buttata giù di getto, con rabbia, come faccio nella maggior parte dei casi. Sono impulsiva e partorisco velocemente (a volte troppo velocemente) quello che sento. Ed ecco allora che mi ritrovo a pubblicare, in occasione della festa del papà, una condanna a tutto quegli uomini che sono diventati padre ma non l’hanno mai fatto, che sono spariti dalla vita dei propri figli o che magari ci sono rimasti, ma solo con il corpo. Dei donatori di sperma, in pratica.

Mi riferisco a quegli uomini che non hanno mai dato attenzioni ai figli, non li hanno mai considerati, non si sono mai realmente interessati alle loro vite.

Quel genere di papà che magari economicamente non ti ha mai fatto mancare niente e anzi, forse ti ha dato anche più del necessario, ma che non ha idea di come si chiamino le tue amiche, non ha mai capito quanto dietro al tuo comportamento freddo ci fosse in realtà della rabbia e del bisogno di attenzioni, magari non  ti ha mai chiesto come stessi.

Questo genere di uomini non sono cattive persone: prima di tutto perché le cattive persone sono ben altre e in secondo luogo perché, nella maggior parte dei casi, chi si comporta così non lo fa con l’intenzione di ferire chi rimane poi effettivamente ferito.

No, non sono cattive persone ma li reputo sicuramente cattivi padri.

Persone non adatte alla riproduzione, sicuramente molto bravi nel loro lavoro o in qualunque altra cosa si siano concentrati ed impegnati per decidere di mettere all’ultimo posto nella classifica delle priorità la propria famiglia, e non li giudico per questo, ma di certo non ottimi padri di famiglia. Insomma, se non avete avuto un padre del genere, certamente saprete lo stesso di che genere di uomo sto parlando, perché l’avrete visto in casa di qualche vostra amica o ve lo sarete sentito raccontare da lei, soprattutto quando con gli occhi spalancati e pieni di invidia, vi diceva “mio papà non ha mai fatto una cosa così per me”, magari riferito ad un semplice messaggio del buongiorno o ad un pensiero carino nel corso della giornata, cosa che, se per lei era straordinaria, per voi era assolutamente normale.

Comunque, sebbene io la pensi ancora così, ho cercato di vedere l’altro lato della medaglia.

Mi sono detta che in fondo, i papà che non fanno davvero i papà si perdono una grande possibilità. Mi sono detta che se è brutto invidiare un’amica perché suo papà si preoccupa di come stia, è altrettanto brutto non aver la necessità di farlo.

papà

Mi sono detta che questo genere di papà, si accorge troppo tardi di quanto si è perso dei propri figli, di quante gare sportive, quante vittorie e quante sconfitte, quanti risultati a scuola condivisi solo con la mamma, quante delusioni amorose e non di cui non ha mai sentito parlare, quanta vita ha perso, magari in favore di un centinaio di euro in più in banca o di poco più. Sono uomini che, passata la convinzione di aver fatto del proprio meglio, capiscono che è ora di puntare lo sguardo sui propri bambini, bambini che nel frattempo magari hanno la barba ed un lavoro, ed è abbastanza probabile che un papà che non ha mai fatto il papà senta la necessità di comportarsi da padre, da uomo, quando ormai è troppo tardi.

Perciò ribadisco, buona festa del papà a tutti quei super papà che hanno accettato questo enorme cambiamento nella loro vita e ne hanno fatto tesoro. Buona festa del papà a tutti i papà affettuosi, premurosi e che riescono ad amare davvero i propri figli. E buona festa del papà anche a chi magari non è stato il miglior genitore al mondo ma ha fatto del proprio meglio, perché un figlio sa anche perdonare, anche quando sputa rabbia e rancore.

Alla prossima settimana!
Deborah

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